Storie

Ha lasciato Tokyo per aprire un'izakaya nelle Langhe: "Così ho portato il vero Giappone ad Alba"

Erica Napoli ha vissuto in Giappone per oltre un decennio imparandone lingua, rituali e cucina casalinga. Oggi ad Alba ha aperto MUSUBI, una vera izakaya

  • 07 Maggio, 2026
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Il segreto sta tutto nei dettagli. Come in quel nodo che compare sulla tipica tenda noren giapponese e che rappresenta il logo del ristorante MUSUBI ad Alba (CN), il cui nome rimanda a quello di un intreccio: al legame, cioè, tra civiltà lontane, destinate qui a incontrarsi sotto i segni del riso – che richiama il Giappone – e dell’uva, tipica invece della grande cultura enologica delle Langhe. E dove, ad accogliere il visitatore in questo spazio intimo a pochi passi dalla centralissima piazza Michele Ferrero, s’incontra una figura interessante e appassionata: quella di Erica Napoli, la padrona di casa, che dopo aver vissuto ben 12 anni in Giappone, immergendosi completamente in quel paese, è tornata in Italia con il desiderio – realizzato! – di riproporre qui una parte autentica di Sol Levante.

Cos’è davvero un’izakaya giapponese

MUSUBI – Vino e Cobaci, come recita il nome esatto del locale, è un’izakaya giapponese, vale a dire la tipica osteria, una sorta di stuzzicheria, di luogo che nasce per la convivialità e la condivisione dei piatti. Nelle vesti di autentica mama impegnata ad accompagnare il cliente durante la bevuta facendolo sentire a proprio agio, Erica spiega: «La cultura culinaria giapponese si fonda sugli assaggi: loro abbinano sempre una ciotola di riso, che è un po’ come il nostro pane, a del companatico, che sono appunto questi bocconcini, i cobaci, le piccole ciotole di piatti tradizionali così da stuzzicare mangiando un po’ di carne, un po’ di pesce e un po’ di verdure».

Dodici anni in Giappone e una nuova vita ad Alba

La cucina di un’izakaya è di tipo casalingo e qui è ben rappresentata dalla figura della sous-chef giapponese Amano Amiko, che affianca lo chef Dano Patrick, e che è la depositaria della cucina tradizionale. Tra piacevoli piattini di verdure (un’insalatina di patate in stile giapponese, una melanzana fritta con shiso e la radice di daikon grattata), ma anche di pesce (una ricciola marinata nel sakè con fungo shiitake o del tonno e salmone nanban, marinato in agrodolce) o ancora cobaci di pollo teriyaki e pancetta brasata nella soia, è affascinante ascoltare il racconto di Erica, nata a Roma e cresciuta in Abruzzo in una famiglia di ristoratori, che ben tratteggia la propria storia: «Ho deciso di aprire questo locale per principio: ho voluto tanto il Giappone e ho investito tutto per averlo, per imparare la sua lingua. Ero ancora una bambina che con sua la paghetta comprava i dizionari in giapponese, quando a 14 anni fermai una signora a Roma vestita in kimono, le parlai in inglese e da quell’incontro presero vita molte cose: questa sorta di “zia giapponese” mi invitò a conoscere il suo paese, e lei è diventata nel tempo la mia porta per il Giappone. Dopo tre viaggi sono riuscita a trasferirmi, dopo aver studiato la lingua in ambasciata a Roma».

Tokyo, la metropoli dove cominciare una nuova vita

Erica ha vissuto in Giappone dal 2012 al 2024, lavorando presso ristoranti italiani e così ripercorre la sua esperienza: «Mi sono innamorata di Tokyo, ho scoperto che Tokyo era ed è il Giappone, lì ho comprato casa, ho compiuto una full immersion molto intensa. Per tutto quel tempo non avevo contatti con gli italiani. Quando mi chiedevano che cosa mi colpiva di più del Giappone, non sapevo che cosa rispondere dal momento che per me quella era diventata la mia nuova normalità. Sono partita dall’Italia che avevo 24 anni. Del Giappone oggi più mi manca il rispetto e la comodità: per il giapponese tutto deve essere molto comodo e nonostante vivessi in una metropoli di milioni di abitanti, tutto s’incastrava alla perfezione, avevo tre linee della metropolitana sotto casa, Il tempo è diventato un valore e un bene prezioso».

Takoyaki, zangi e cucina casalinga nipponica

Infine il saluto di Erica Napoli: «Sono stati anni bellissimi, ho preso tutto quello che potevo prendere di questo meraviglioso paese e poi mi sono resa conto che avevo vissuto appieno e così ho sentito il bisogno di rinnovarmi. Restare ancora lì sarebbe stato come vivere un sogno vecchio». Tra piatti a base di gyoza, ramen e wagyu (ma c’è anche dell’ottimo e selezionato sushi), è piacevole sedersi alla tavola di MUSUBI gustando popolari specialità come il pollo zangi, tipico di Hakkaido ma diffuso in tutto il Giappone, o le deliziose polpette fritte takoyaky tipiche di Osaka con tentacoli di polpo e accompagnate da dal tonnetto essiccato (katsuobushi) e dalle salse agrodolci. Da non perdere poi, accanto ai grandi vini piemontesi (ma non solo) e i sakè, un curioso spumante metodo classico giapponese a base di koshu, il vitigno autoctono giapponese.

MUSUBI – Vino e cobaci

Corso Italia 6/C, Alba (CN) – Tel. 351 4540913

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