Sui pascoli dellโAppennino marchigiano, tra il profilo del Monte Bove e il silenzio delle valli di Visso, Marco Scolastici, classe 1988, vive e lavora accanto alle sue pecore. Nato a Tarquinia, ha scelto di tornare nei luoghi dove i suoi bisnonni facevano i pastori. Dopo anni a Roma, dove studiava economia, sente il richiamo della terra e decide di riprendere in mano lโazienda di famiglia sui Monti Sibillini. Era la primavera del 2016, pochi mesi prima del terremoto che avrebbe dilaniato il Centro Italia.

ยซPer la prima volta ho sentito le montagne urlareยป, scrive nel suo libro Una yurta sullโAppennino Storia di un ritorno e di una resistenza. La yurta, tenda in lana dei popoli nomadi asiatici e pastori mongoli, diventa la sua casa, montata in giardino dopo che la sua abitazione era stata dichiarata inagibile. In quel rifugio rotondo, Scolastici trascorre tre inverni per stare vicino alle sue pecore, per non abbandonare lโazienda, e per restare presente. Perfino durante la leggendaria nevicata del gennaio 2017, quando la yurta viene letteralmente sepolta da quattro metri di neve. La yurta ยซdiventa sinonimo del voler rimanere e del volerlo fare in maniera diversa, nuovaยป, racconta. Un ritorno consapevole alle origini, che รจ il suo modo di resistere, e di riaffermare un legame antico con la terra.

Da questa esperienza ha tratto il libro pubblicato nel 2018, ma la famiglia Scolastici alleva pecore da generazioni. Marco oggi si dedica in particolare alla pecora Sopravissana, una razza antica nata dallโincrocio tra la Vissana e arieti Merinos, un tempo diffusa in tutta lโarea appenninica. Sessantโanni fa gli esemplari erano piรน di un milione; nel 2013 il censimento ne contava appena cinquemila. Dopo il sisma, molti allevatori hanno abbandonato, preferendo razze piรน produttive. Marco, invece, sceglie la strada opposta: salvare la Sopravissana significa proteggere un patrimonio genetico e culturale di quel territorio.

Insieme ad altri tre allevatori, produce il Pecorino dei Monti Sibillini, un formaggio a latte crudo che matura per almeno sessanta giorni in grotta. Le lane, un tempo considerate uno scarto, oggi vengono selezionate e lavorate localmente. ยซPiuttosto che crescere, abbiamo scelto di ridurre il numero degli animali e i volumi di produzione, per seguire meglio ogni passaggio e migliorare la qualitร ยป racconta.
Nella stessa direzione va lโadozione di tecnologie a basso impatto: allโazienda Scolastici nel 2023 รจ stato presentato un prototipo di mini-impianto a biogas per la produzione di energia elettrica da reflui zootecnici. Si tratta di una sperimentazione che consente di chiudere il ciclo produttivo, trasformando ciรฒ che un tempo era uno scarto in una risorsa, e riducendo al minimo lโimpronta ambientale dellโallevamento. Un passo ulteriore verso lโautosufficienza energetica, coerente con la visione di Scolastici di unโagricoltura montana circolare e indipendente.

Dal pascolo al caseificio, Marco cura ogni fase dellโazienda biologica certificata: allevamento, alimentazione delle pecore, mungitura, trasformazione e stagionatura e vendita di Pecorini biologici freschi e stagionati, ricotta fresca e ricotta salata nello spaccio aziendale. Nella cantina di famiglia, i formaggi riposano grazie alle brezze dei Monti Sibillini, senza forzature. Lโobiettivo รจ far emergere la personalitร del territorio, la sua autenticitร , gli antichi sapori. ยซPiรน che acquistare un formaggio, qui si compra un pezzettino della mia vita, del mio tempo impiegato per produrloยป, sorride.
Oggi, mentre lโAppennino continua a spopolarsi, Marco resta. ร diventato uno dei simboli del progetto Slow Food Heroes, che racconta chi, dopo il terremoto e le sfide del Covid, ha scelto di ricostruire un futuro possibile. Il suo lavoro รจ un atto di resistenza, ma anche una dichiarazione dโamore per un mestiere che rischia di scomparire.
ยซIl lavoro del pastore รจ tra i piรน antichi del mondoยป dice. ยซNon richiede di inventare nulla, ma di capire come continuarlo nel modo piรน giustoยป. Qui, dove lโerba ricresce anche dopo le scosse e le frane, Marco Scolastici continua il suo lavoro. Dimostrando che custodire una razza, un formaggio, un territorio non solo รจ possibile, ma รจ necessario.
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