Botteghe

Nel borgo della Tuscia dove da 100 anni regalano biscotti ai bambini appena entrano nel forno

Dentro questo panificio della Tuscia, a Montefiascone, i tozzetti sono ovunque: fragranti e appena sfornati sono una tentazione irresistibile

  • 11 Maggio, 2026
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Prima di scorgere l’insegna, il profumo è già una promessa. Farina e vaniglia, pomodoro e cioccolato. Poi la scritta, rassicurante, «Artigiani dal 1925». Probabilmente cent’anni fa Panificio Mari a Montefiascone era già così, un salotto di bontà dove le persone si mettono in fila per un filone di grano duro o i biscotti per la colazione. O anche solo per ammirare la sfilata di tozzetti, sfornati caldi e lasciati in bella vista su lunghi vassoi che circondano il negozio. «Dolce o salato?» si affretta a chiedere il personale non appena vede un bambino, il coltello già in mano pronto vicino alla pizza bianca. Qualunque sia la scelta, da qui nessuno a esce a mani vuote o insoddisfatto.

Il panificio della Tuscia che sforna tozzetti da cent’anni

La vaniglia del Madagascar e il licoli (il lievito naturale in forma liquida) sono esposti con orgoglio sul bancone, con tanto di scritta accanto per spiegare ai clienti cosa si trova nei prodotti. I pani sono di pezzatura grande, come si usava un tempo nelle campagne, pagnottone tonde dalla mollica compatta perfette da mettere al centro della tavola. Quello di grano duro si distingue per il profumo e la crosta croccante, la pizza bianca è di quelle classiche, poi c’è la schiacciata con prosciutto per i più golosi.

A catturare l’attenzione, però, sono i biscotti: pasticcini secchi dall’aspetto rustico, casalingo, imbustati in confezioni formato famiglia pensate per la prima colazione. I serpetti e le ciambelline al vino (Est! Est!! Est!!!), i biscotti “Nonna Nella” senza lattosio e poi loro: i tozzetti. Le grandi teglie rettangolari contornano gli scaffali: sopra, un mare di biscotti ancora caldi sulla carta forno, protetti dal cartello «Vietato toccare». Ci sono anche con le gocce di cioccolato, ma i classici con sole nocciole (la specialità della Tuscia) restano i migliori, fragranti e sfiziosissimi (se siete arrivati nel borgo medievale per una gita fuoriporta, compratene in gran quantità: sono lo spuntino perfetto per il viaggio di ritorno).

Lo storico forno di Montefiascone dove ogni cliente è accontentato

Poi ci sono le ciambelle all’anice le sfogliatine glassate, le peschette all’alchermes e i ciambelloni. Ma soprattutto ci sono le signore dietro il bancone, gentili e fiere delle loro radici, che sanno consigliare ogni cliente con pazienza. Quel modo di fare che probabilmente c’era già ai tempi di Teresa Bruzziches, mente e braccia di questa solida attività, donna caparbia che nel 1925 decise di darsi al pane per avere una sua indipendenza economica. La prima sede era diversa, più piccola e funzionava anche come forno di comunità, come si usava al tempo: il negozio attuale arrivò nel ’49 con l’aiuto del figlio Benigno, che aggiunse anche la vendita di generi alimentari.

Oggi in bottega si può ancora acquistare farina, quella del Molino Parri, la gestione è sempre familiare e anche il senso di collettività è rimasto lo stesso. I suggerimenti, gli assaggi, le cortesie verso i più piccoli, gesti di cura per niente banali, che qui vengono dati per scontati: «Dovere» rispondono in coro mentre imbustano un biscotto in più. E non c’è molto altro da aggiungere.

Panificio Mari – Montefiascone (VT) – Corso Cavour, 10 – facebook.com/p/Panificio-Mari-100054220252365/

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