Storie

L'ex bancarella di Palermo che prepara pani ca’ meusa da più di 80 anni (e ora pensa a un terzo locale)

Sul porto e nelle vie del centro storico Porta Carbone è uno street food inossidabile che propone il meglio della tradizione locale

  • 17 Novembre, 2025
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Quando si arriva a Palermo l’arte barocca cattura lo sguardo mentre il naso viene sopraffatto dai profumi incessanti dei cibi di strada tipici della città. Pane e panelle, crocchè e arancine sono l’orgoglio fritto cittadino, ma uno dei piatti più storici e che ben rappresenta il capoluogo siculo è il “pane ca’ meusa“, tradotto: panino con la milza. Un mix di frattaglie composto da milza, polmoni e trachea di vitello, bollite e cotte in padella con una generosa dose si strutto e messe all’interno della mafalda, lievitato caratteristico del territorio. Tra le centinaia di locali e carretti dove poter assaggiare questa pietanza Porta Carbone è un’istituzione, il cui primo servizio del “pane ca’ meusa” risale al 1943.

Da bancarella a realtà imprenditoriale

 Nel 1943 il bisnonno di Domenico Favata – oggi alla guida dell’insegna insieme al cugino Daniele e altri 4 soci della stessa famiglia –, apre una bancarella dove con i figli rifocillava pescatori e passanti dalle tre di notte fino all’ora di pranzo. Un lavoro portato avanti dai genitori di Domenico che nel 1998 trasformano Porta Carbone in un locale vero e proprio, mentre nel 2000, con l’entrata di Domenico in azienda, l’insegna comincia a creare un menu identificativo dello street food palermitano. Nel 2023 la quarta generazione dei Favata rileva l’attività e comincia un progetto di espansione: a via Cala l’insegna viene ristrutturata e ampliata negli spazi e nel dicembre 2024 apre il secondo punto vendita a via Maqueda, in pieno centro storico. «La zona ci ha consentito di prendere una nuova fetta di clienti», racconta Domenico Favata che aggiunge: «La nostra idea è quella di portare la nostra filosofia fuori dai confini regionali. Nel frattempo stiamo lavorando per aprire un terzo punto vendita sempre a Palermo».

Anima palermitana

Nel nuovo locale di Porta Carbone, il lungo bancone è una gioia per gli occhi e per il palato, con il meglio dello street food palermitano esposto con orgoglio e consapevolezza. «Da sempre facciamo tutto fatto in casa: la carne arriva direttamente dai macelli il martedì e il giovedì e la lavoriamo nell’immediato per garantire sempre un prodotto fresco e genuino – spiega Domenico –. Il pane è l’unico ingrediente che non produciamo ma stiamo cercando un luogo dove trasferire il nostro laboratorio e dedicarci così anche alla lievitazione».

Il panino con la milza dopo più di 80 anni è ancora il piatto simbolo dell’insegna per qualità e tecnica di esecuzione. «Un aspetto fondamentale è il taglio della carne che facciamo rigorosamente al coltello, mentre ormai molti usano l’affettatrice» confessa Domenico Favata. Dal menu si possono scegliere altre eccellenze come pane e panelle e il crocchè (i cosiddetti cazzilli), che testimoniano una buona qualità dell’olio usato in cottura. Un altro piatto da assaggiare da Porta Carbone è la “stigghiola” di agnello con porri, uno spedino di interiora goloso e piacevolmente soffice. Insomma nei locali della famiglia Favata convivono tradizione e spirito imprenditoriale, grazie anche a più di 30 ragazzi che hanno sposato con passione il progetto, attratti dalla storia quasi centenaria.

Porta Carbone – via Cala 62, via Maqueda 295, Palermo – Instagram

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