Nel repertorio dei dolci di Carnevale, tra bugie, castagnole e bigné fritti, le sciumette genovesi occupano uno spazio particolare. Non sono frittelle né zeppole, ma piccole “nuvole” di albumi montati con lo zucchero cotte nel latte caldo: una preparazione domestica con pochi ingredienti di dispensa costruita su una tecnica che richiede attenzione più che virtuosismo. La sua presenza nei ricettari domestici liguri racconta un uso legato alla stagione fredda e all’abbondanza del Carnevale. Oggi compaiono raramente nelle pasticcerie o fuori dall’ambito familiare.
Note anche come latte alla grotta il nome sciumette descrive bene la loro consistenza: piccole “schiume” montate che si cuociono direttamente nel latte caldo. A differenza delle meringhe, qui non c’è passaggio in forno. Il calore del latte compatta l’albume montato, che una volta gonfio e soffice, viene scolato e lasciato asciugare. La scelta degli ingredienti risponde a una logica di economia di cucina: albumi spesso disponibili come “avanzo” di altre preparazioni, e il latte di cottura che non si scarta, bensì diventa la base di una crema addensata con tuorli e una piccola quantità di farina o amido, zuccherata e aromatizzata. Nelle versioni genovesi ricorrono aromi semplici: cannella, talvolta scorza di limone, e in alcuni casi granella di frutta secca come nocciole, noci o pinoli. Il dolce si compone al momento del servizio, con le sciumette adagiate sulla crema tiepida o fredda. L’equilibrio si gioca sulla differenza di consistenze più che su un contrasto marcato di sapori.
Il procedimento si avvicina alla tecnica delle îles flottantes francesi, con cui le sciumette condividono l’impianto: “isole” di albume cotte nel liquido e servite su una crema. Non esistono elementi che consentano di parlare di una derivazione diretta, ma la prossimità geografica della riviera di ponente suggerirebbe una qualche contaminazione. Quelle genovesi sono certamente un’espressione della cucina povera contadina delle Alpi Liguri, chiamata anche “cucina bianca”. È altrettanto difficile collocare con precisione la nascita della ricetta. Per tecnica e ingredienti, è una preparazione che si inserisce nel quadro dei dolci domestici diffusi tra Diciottesimo e Diciannovesimo secolo, senza una codificazione di pasticceria né una presenza stabile nei repertori professionali. A Genova e nel suo entroterra il dolce circola soprattutto in ambito familiare, legato al Carnevale attraverso testimonianze orali e ricettari di tradizione.
Le sciumette raccontano un modo di intendere il Carnevale diverso dal solito repertorio fritto: una preparazione di casa ma elegante, costruita su gesti semplici e su un equilibrio delicato.
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