Lo spiegone

La lunga storia della passata di pomodoro

Da conserva domestica del Seicento a industria miliardaria che porta il pomodoro italiano in tutto il mondo

  • 14 Novembre, 2025
Per vedere piรน contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere piรน contenuti, aggiungici alle fonti preferite

La prima menzione della passata di pomodoro in Italia risale alla fine del XVII secolo, a Napoli, nel volume del cuoco Antonio Latini. Allโ€™epoca, perรฒ, si trattava di una conserva di pomodori cotti, molto diversa dalla passata moderna. Ma il vero salto di qualitร  avvenne tra XVIII e XIX secolo, quando in Campania e in Emilia-Romagna si svilupparono le prime ricette di conserve, fondamentali per poter gustare il pomodoro anche fuori stagione. Nel Novecento, conย  l’industrializzazione e la nascita delle grandi conserve alimentari, la passata entrรฒ a pieno titolo nellโ€™economia nazionale. Aziende come Cirio e Mutti contribuirono a farne un prodotto di massa, esportato in tutto il mondo e riconosciuto come emblema della cucina italiana.

In particolare, allโ€™imprenditore Francesco Cirio, ancora oggi tra i nomi piรน noti della grande distribuzione, si deve lโ€™introduzione della conservazione in scatola inventata da Nicolas Appert nel Settecento, che ha consentito la commercializzazione della passata. Intorno alla metร  dell’Ottocento si sviluppano tecniche artigianali di cottura e filtraggio volte a ottenere una polpa piรน omogenea e piรน stabile per la conservazione, spesso in bottiglie di vetro o barattoli. In questo periodo la passata resta un prodotto soprattutto domestico, ma comincia a diffondersi anche nelle trattorie. Lโ€™introduzione di macchinari per la pelatura e la concentrazione, unita alla diffusione delle bottiglie di vetro prima e delle confezioni in tetrapak poi, trasformรฒ un rito contadino in un alimento disponibile tutto lโ€™anno e su scala globale.

Un comparto che vale miliardi

Quella del pomodoro lavorato รจ una filiera produttiva coinvolge decine di migliaia di agricoltori e un comparto industriale che rappresenta una delle eccellenze agroalimentari del Paese, seconda solo agli Stati Uniti per quantitร  prodotte. Dietro la bottiglia di passata che finisce sulle nostre tavole cโ€™รจ una filiera che vale miliardi e che conferma lโ€™Italia tra i leader mondiali del pomodoro trasformato. Nel 2024 il nostro Paese ha lavorato 5,3 milioni di tonnellate di pomodoro da industria, pari allโ€™11,8% della produzione mondiale e al 47,4% di quella europea.

Un patrimonio che nasce nei campi del Nord e del Centro-Sud, dove la Campania, la Puglia e lโ€™Emilia-Romagna guidano la trasformazione. Il comparto oggi conta oltre cento aziende e genera, secondo i dati di Anicav โ€“ Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali del 2024, un fatturato di 6,7 miliardi di euro con una quota preponderante destinata ai mercati esteri. Le esportazioni hanno superato i 3,3 miliardi di euro nel 2024, crescendo del 4,2% rispetto allโ€™anno precedente. Nel contesto internazionale la Germania resta il principale sbocco con oltre 550 milioni di euro di acquisti, seguita da Francia e Austria, dove il segmento dei concentrati ha registrato un vero balzo, passando da 75 a 110 milioni in un solo anno. Numeri che raccontano di come un prodotto come la passata, nata come conserva contadina per affrontare lโ€™inverno, sia diventata oggi un’ambasciatrice del made in Italy nel mondo.

Foto di Francesco Vignali

Come si sceglie una buona passata di pomodoro

Non tutte le passate sono uguali, e leggere attentamente etichetta, ingredienti e provenienza puรฒ fare la differenza. Innanzitutto รจ importante verificare la qualitร  deiย  pomodori. Le varietร  italiane come San Marzano, Piccadilly o altre tipiche delle regioni Campania, Puglia ed Emilia-Romagna, garantiscono polpa consistente e un sapore che vira naturalmente sui toni dolci. Altro elemento distintivo รจ da ricercare nella semplicitร  della lista degli ingredienti: a una passata di buona qualitร  basta, eventualmente, solo una piccola aggiunta di sale. Anche il metodo di lavorazione puรฒ influire sulla consistenza e di conseguenza sul sapore. Una passata filtrata ma non eccessivamente raffinata tende a conservare il gusto tipico dei pomodori.

Un dettaglio che molti consumatori non considerano importante รจ quello della confezione. Non tutte, infatti, sono uguali e se si vuole optare per la migliore รจ da preferire quella di vetro in quanto preserva meglio aroma e gusto rispetto al tetrapack o alla lattina. Un ultimo elemento che dovrebbe dare un supporto al consumatore รจ quello dell’imbottigliamento: solitamente disposta sul tappo si trova una sigla in lettere seguita da un numero che indica il giorno dell’anno in cui รจ stata imbottigliata. Per scegliere una passata di pomodoro di qualitร  si dovrebbe quindi cercare un numero di lotto compreso all’incirca tra 180 e 270, poichรฉ corrisponde al periodo di raccolta dei pomodori che va da luglio a settembre.

ยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd