Parte di un progetto finanziato da Hyundai Card, la nuova biblioteca gastronomica è il quarto degli edifici dedicati alla lettura tematica nella metropoli coreana. Oltre alla collezione di 16mila volumi su chef, tradizioni, tecniche di cucina, anche spazi di design dedicati alla preparazione e al consumo di cibo, dalla bakery alle cucine attrezzate, alla Recipe Room.  

Pubblicità

Le biblioteche tematiche di Seoul. Il progetto

Cooking Library è l’insegna a caratteri dorati che introduce all’ultimo progetto architettonico di Choi Wook per One o One Studio. Siamo a Seoul, moderna capitale della Corea del Sud, e l’investimento sulle potenzialità delle cultura gastronomica arriva da uno sponsor eccellente, Hyundai Card, che negli ultimi anni ha sviluppato in città un piano di committenze incentrato sul valore della lettura. Quattro edifici d’autore per quattro biblioteche tematiche, quella dedicata alla musica e alle arti performative, una seconda che raccoglie la letteratura di viaggio, la terza pensata come rifugio per gli amanti del design. E da poco più di un mese l’ultima arrivata, uno spazio articolato su quattro livelli, che coniuga felici intuizioni architettoniche per esplorare il mondo del cibo, le tradizioni che ne tramandano le origini, i rituali sociali legati alla tavola, le suggestioni artistiche e letterarie che ne traggono ispirazione. Senza limitarsi però a un’infilata ordinata di scaffali ricolmi di libri, come ci si aspetterebbe da una biblioteca qualunque, ma offrendo agli ospiti un’esperienza che gioca con la sfera sensoriale, e tante ambientazioni conviviali, sempre diverse. Come un sistema di scatole cinesi che dietro ogni porta svela un cambio di set. E nuovi stimoli per chi ama il cibo e tutte le sue implicazioni.

The Cooking Library. Caffetteria, cucina e bottega

Inaugurata alla fine di aprile nel distretto hipster di Seoul – Gangnam – la biblioteca somma alla collezione di volumi e ricettari sull’arte culinaria e il mondo della miscelazione una serie di servizi per gli utenti; quindi, accanto alle sale di lettura, ecco la bakery con caffetteria per una pausa tra una ricerca e l’altra, due cucine attrezzate per lezioni pratiche e corsi di food style, laboratori esperienziali, e persino una serra sul tetto, per ospitare il ristorante della biblioteca, Greenhouse. Al lavoro sull’interior design, lo studio londinese Blacksheep, specializzato nella creazione di spazi gastronomici hi tech e multisensoriali. Chiave di volta il pregio di materiali e complementi di arredo di celebri firme internazionali del design (per l’Italia ci sono le sedie di Kristalia) che esaltino l’esperienza del cibo in modo divertente, concretizzando tre valori fondamentali: il tempo, il tatto, l’artigianalità. Così al primo piano, che ospita una caffetteria con cucina e bottega, tra utensili da cucina, stoviglie, pane e pasticceria artigianale di stampo europeo – come i formaggi e i salumi in carta – spezie e caffè macinato sul posto. Ci si accomoda al bancone del bar o ai tavoli sociali, e ognuno è libero di esplorare lo spazio, ideato anche per accogliere gli chef della città e ospitare eventi speciali.

Pubblicità

La collezione di volumi

Al secondo piano c’è la biblioteca più tradizionale: sugli scaffali 16mila volumi a presa diretta, quasi tutti in lingua inglese, suddivisi in 11 sezioni tematiche – geografia, ingredienti, tecniche, chef, pasticceria, periodici, testi vincitori di premi – e oltre 50 sottocategorie che aiutano nell’orientamento. Ma il piano nasconde anche un ambiente insolito, l’Ingredient House, una sorta di arca di Noè del cibo, progettata per raccogliere centinaia di ingredienti in arrivo dal mondo; tra questi anche una collezione di erbe aromatiche e spezie in provetta (oltre 200), ognuna corredata di scheda informativa, che i visitatori possono toccare, annusare, assaggiare.

Dal pepe nero di Sarawak al sale tostato nel bamboo, ai semi di annatto originari dell’Amazzonia, all’olio di riso.

Pubblicità

Le cucine, la serra-ristorante

Salendo al terzo piano si incontrano le cucine e la Recipe Room – parquet in legno chiaro, un tavolo attorno a cui riunirsi e tanti ricettari da consultare – dove chi partecipa alle lezioni può collaborare all’elaborazione di ricette da sperimentare con la guida di chef professionisti. Così si arriva in terrazza, dove una struttura in vetro ospita una decina di coperti, il forno per la pizza e il barbecue per condividere una cena con gli altri commensali. Sulle pareti una selezione di aromatiche, all’esterno l’orto con le verdure di stagione. La cucina (nascosta alla vista, al pian terreno) è affidata alla supervisione di Wonjun We, executive chef del Park Hyatt Seoul. Ma l’accesso è limitato ai soci in possesso di una Hyundai Card e a un massimo di due visitatori alla volta, autorizzati a frequentare la biblioteca per otto volte in un mese. Ma gli eventi in programmazione per i prossimi mesi potrebbero essere una buona occasione per scoprire lo spazio. Se progettate un viaggio a Seoul tenete d’occhio il sito ufficiale della Cooking Library.

 

The Cooking Library | Seoul | http://library.hyundaicard.com/cooking/index.hdc

 

a cura di Livia Montagnoli