Si muovono da Maratea verso Genova Vito e le Orchestrine, seguiti dall’obiettivo di Valerio Gnesini, regista della docu-fiction che racconta, attraverso sei realtà rurali italiane, il fenomeno del wwofing, movimento mondiale per la circolazione di saperi e tecniche di coltura e allevamento che aspira alla riscoperta dei ritmi naturali. È aperta la campagna di crowdfunding per sostenere il progetto.
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Transumanza: complesso delle migrazioni stagionali su largo raggio territoriale con cui animali di grossa o media taglia si spostano, condotti dall’uomo, percorrendo particolari vie naturali, i tratturi. Così la Treccani definisce il fenomeno che contraddistingue da tempo immemore l’economia rurale di una vasta porzione d’Italia, particolarmente sviluppato lungo la dorsale appenninica. Ma il progetto di Vito e le Orchestrine ribalta i ruoli e le coordinate spaziali proponendo una Trans-Umanza per l’Italia “suddentrionale”, da Maratea a Genova di ritorno verso casa.
Voce, chitarra e violino, l’originale trio folk si muove su un tracciato musicale e contadino assecondando i principi del wwofing, il movimento mondiale ispirato dalla filosofia della decrescita che preme per un ritorno decongestionante ai ritmi naturali, passando per una riscoperta della terra sul filone di una ruralità 2.0. Lo scopo del tour, che farà tappa presso sei fattorie innovative e ospitali, è quello di raccontare l’Italia contadina in una docu-fiction di sei puntate da venti minuti, per la regia di Valerio Gnesini, valorizzando un substrato sociale, culturale, economico, alimentare ancora vivo (e vegeto) sul territorio nazionale. Un viaggio attraverso la campagna e le sue genti, alla scoperta di saperi antichi e tecniche agricole che non sono mai morte, tramandate di padre in figlio e ancora attuali per il futuro della nostra agricoltura.
D’altronde il wwofing mira a mettere in comunicazione una comunità globale sostenibile, terreno fertile per la circolazione di persone e tecniche biologiche di coltura e allevamento, arrivando a riportare in auge un’economia basata sulla fiducia e incline a formule antiche come il baratto.
Oggi il movimento, nato quarant’anni fa dall’idea di una segretaria londinese, associa migliaia di fattorie nel mondo, centinaia in Italia (coordinate a livello regionale). E spesso la riscoperta dei valori rurali si sposa con la promozione turistica del territorio, privilegiata dall’ospitalità delle fattorie della rete, che offrono ai wwofers un ampio ventaglio di attività: arte casearia, produzione di birre e miele, viticoltura, ma anche restauro, meditazione, bricolage.
Le aziende che Vito, Susanna e Arianna toccheranno durante il tour rappresentano ognuna una regione, dalla Tana dei ghiri di Maratea (PZ) alla fattoria sperimentale di Fonte Trocchi in provincia di Chieti, da Ca’ Elena nella campagna marchigiana all’azienda Paugnano ai confini della Val d’Orcia (SI), al Sol Ribaldo di Lizzano (BO) per concludere con la tappa ligure di Dolce Humus, in provincia di Savona. Il Trio vivrà della propria musica, regalando canzoni in cambio di ospitalità, attore co-protagonista della docu-fiction, già in viaggio verso la terza tappa. È possibile sostenere il progetto aderendo alla campagna di crowdfunding lanciata su indiegogo.com, dove seguire gli aggiornamenti in diretta.

Per partecipare alla raccolta fondi https://www.indiegogo.com/projects/transumanza-tour