Itinerari

Il nuovo lusso è vivere la campagna: il caso di una ex fattoria toscana

Nella campagna toscana di Cerreto Guidi, tra l’Arno e il Montalbano, un’antica tenuta agricola recuperata è diventata modello di ospitalità contemporanea

  • 30 Dicembre, 2025
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Negli ultimi anni il turismo di lusso in Italia è cambiato profondamente: si è spostato verso luoghi che offrono tempo, spazio e una relazione autentica con il territorio. In Toscana, in particolare, la crescita dell’interesse internazionale per ville e casali immersi nella campagna racconta una nuova idea di lusso, sempre più legata alla qualità dell’esperienza e della vita quotidiana.

La campagna di Cerreto Guidi, tra l’Arno e le prime propaggini del Montalbano, incarna bene questa trasformazione. Quella di una Toscana agricola e misurata, con paesaggi fatti di poderi, oliveti, boschi e strade secondarie, e un tempo scandito dai cicli della terra. In questo contesto prende forma Villa Petriolo, progetto che tiene insieme ospitalità, azienda agricola e visione contemporanea del vivere rurale.

Dalla villa-fattoria alla tenuta contemporanea

Villa Petriolo non nasce come resort, ma come recupero di una storica villa-fattoria toscana, per secoli centro di un sistema agricolo autosufficiente e poi progressivamente dismesso. Il progetto è nato nel 2018, quando l’imprenditore toscano Daniele Nannetti e la famiglia messicana Cuadra, legata al mondo della pelletteria di lusso, scelgono di investire nella tenuta restituendole la sua vocazione produttiva e agricola. Oggi la proprietà si estende su 174 ettari certificati biologici, con 44 camere distribuite tra la villa storica e i casali, due ristoranti, un centro benessere e una produzione agricola, vero asse portante dell’intera struttura. Le camere sono il punto di partenza per comprenderne la filosofia. Ampie, essenziali, materiali naturali e colori neutri: qui si respira davvero l’idea di essere parte di un sistema agricolo vivo.

Cucina come un unico ecosistema

Tutto intorno, la tenuta biologica: oliveti, vigneti, orti, seminativi e allevamenti compongono un mosaico produttivo che alimenta quotidianamente la cucina e la spa. L’olio extravergine, il vino, le verdure, il miele hanno infatti un unico obiettivo: costruire un modello di ospitalità fondato sull’autosufficienza e sulla filiera corta, che si inserisce bene nel dibattito attuale sul turismo rigenerativo, con pratiche quotidiane che riguardano l’energia, la gestione dei suoli, il lavoro agricolo, la relazione con la comunità locale.

A raccontare la tenuta nel piatto sono i due ristoranti, PS (Due Forchette nell’ultima Guida del Gambero Rosso) e Osteria di Golpaja, guidati dallo chef Stefano Pinciaroli, e dal suo maître Lorenzo Caponi. La cucina si fonda su un sistema produttivo preciso, che unisce ciò che nasce all’interno della tenuta a una rete di piccoli produttori locali, gli Artigiani coraggiosi, coinvolti in un progetto di filiera corta e responsabile. Un ecosistema agricolo e umano che disegna una mappa fatta di relazioni e stagionalità e che si percepisce dai piatti: gli spaghetti con aglio nero, latte di pecora e tartufo, il coniglio ripieno, ogni preparazione è una lettura contemporanea delle colline circostanti.

All’Osteria di Golpaja la tavola si fa più conviviale, con piatti che guardano alla tradizione toscana riletta con freschezza, come nella terrina di fegatini al Vinsanto o nei ditali (rigorosamente fatti in casa) con il ragù di animelle.

Il percorso si completa nella spa, pensata come naturale estensione della tenuta agricola, con ampie finestre affacciate sul paesaggio circostante. I trattamenti utilizzano linee cosmetiche realizzate con ingredienti prodotti in azienda, basati sul legame con gli alberi della tenuta: acacia, pino, quercia e olivo. Anche qui ritorna l’elemento della terra, a testimonianza di come sia possibile abitare la campagna toscana in modo contemporaneo, tenendo insieme produzione agricola, ospitalità e paesaggio.

Villa Petriolo – Via di Petriolo 7 – 50050 – Cerreto Guidi – Firenze – villapetriolotuscany.com

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