Tre Bicchieri

Dalla toga alla vigna, l'ex avvocata che vicino a Caserta produce un vino di rara eleganza

Teresa Mincione con una lettura rivoluzionaria del casavecchia, un vitigno autoctono poco conosciuto, conquista i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Ecco la sua storia

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ยซLa mia รจ una storia che parla di incontri casuali, di proposte inaspettate e di destini che decidono di intrecciarsi. Ma soprattutto di coraggio preso a quattro maniยป. Inizia cosรฌ la nostra conversazione con Teresa Mincione, giovane viticoltrice campana, che durante le degustazioni per la Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso ci ha fatto strabuzzare gli occhi con il suo Casavecchia Nulla รจ per Caso.

La storia e il cambio vita di Teresa Mincione

Effettivamente il percorso รจ particolare, fuori dagli schemi rispetto a quello delle tante aziende che ci capita di raccontare, non solo in Campania: ยซla mia piccola storia รจ la dimostrazione di quanto i sogni, quelli grandi e profondi, quasi al limite della irrealizzabilitร , siano, a volte, assieme alla forza e al coraggio, il motore per grandi rivoluzioniยป. La prima, e forse la piรน importante, รจ stata quella del passaggio dal diritto penale alla vigna: ยซla vita quotidiana da avvocato penalista รจ sempre stata molto impegnativa e nel frattempo avevo un sogno, aprire unโ€™azienda vinicola tutta mia e produrre un vino che fosse il racconto di un territorio e di una visione nuova e diversa. Appendo la toga al chiodo e decido di non avere rimpianti rispetto a ciรฒ che desideravo con tutte le mie forzeยป.

Si mettono in mezzo anche alcune congiunture positive: Terre del Principe di Manuela Piancastelli e Peppe Mancini, azienda cardine del territorio casertano, nonchรฉ straordinarie voci di territorio, avrebbe chiuso da lรฌ a poco: ยซbastarono poche parole con Manuela per decidere di acquistare il loro vigneto piรน grande, quello che da sempre, da degustatrice e appassionata, avevo ammirato e amato: Vigna Monticelli, sulle arenarie di Caiazzoยป. Dopo poco tempo passa nelle mani di Teresa anche anche la loro vigna di pallagrello bianco, Vigna Bosco Agnese.

Comunque, il salto dalle aule dei tribunali ai filari di pallagrello e casavecchia รจ piuttosto radicale, ma ยซlโ€™amore valica le barriere, le difficoltร  e vince su tutto. Ho sempre adorato, sin dai tempi dellโ€™universitร , la professione di avvocato penalista, ma intanto, come degustatrice, raccontare la โ€œvite altruiโ€ era diventata, nel tempo, la mia professione parallela. Tutto questo fino a quando il destino mi ha messo davanti un mondo piรน grande che, inaspettatamente, mi parlava di me stessa piรน di quanto la mia professione avesse fatto sino a quel momento. Lโ€™idea di poter raccontare, con il mio operato, dei vitigni autoctoni poco conosciuti ma dalle istrioniche caratteristiche e straordinariamente preziosi, mi riempiva di forza e di gioia, cosรฌ come lโ€™essere una voce di territorio mi riempiva di orgoglio ancor piรน che vincere una causaยป.

Il casertano, uno sguardo al territorio

Le vigne di Teresa si trovano tra Caiazzo e Castel Campagnano, su suoli di arenaria mista ad argilla. La prima garantisce drenaggio e mineralitร , la seconda assicura riserva idrica, fertilitร  ed equilibrio vegetativo. Le vigne disegnano una delle dorsali prossime al Matese, unโ€™area ventilata, con paesaggi caratterizzati da vigneti e oliveti non intensivi. La costante presenza del vento favorisce la sanitร  delle uve e riduce la pressione delle malattie rendendo possibile una gestione biologica e sostenibile. I filari sono circondati da boschi e siepi naturali che proteggono e tutelano la biodiversitร . Teresa torna su Vigna Monticelli: ยซl’ho sempre amata, per diverse ragioni. In primis perchรฉ รจ un vigneto allevato a pergole di quasi 40 anni e ho sempre ritenuto che i vini da vigne vecchie avessero unโ€™eleganza congenita rispetto a vini provenienti da nuovi impianti. Poi le arenarie e il vento costruiscono un ambiente unico sia per le uve che per il prodotto finaleยป.

La passione per il casavecchia

Teresa ha scommesso tutta la sua attivitร  sui due vitigni tipici del casertano, pallagrello bianco e casavecchia, senza nascondere un’affettuosa predilezione per quest’ultimo: ยซne ho sempre ammirato il carattere, ma ciรฒ che mi ha sempre affascinato nel profondo erano le sue grandi potenzialitร  rispetto a un narrato nuovo e diverso. Intravedevo nei miei assaggi e nei miei momenti di studio sul vitigno il profilo di un vitigno unico, ma davvero poco compreso, fuori dagli schemi. Ho sempre ritenuto fosse un fuoriclasse ma avevo bisogno di unโ€™occasione per dimostrare ciรฒ che nella mia mente รจ sempre stato un chiaro teorema: il Casavecchia alla moderna maniera non aveva bisogno di unโ€™armatura (di legno) ma al contrario, aveva bisogno di unโ€™occasione di libertร : svestirsi di ogni visione del passato e parlare secondo la sua essenza e capacitร ยป. Sottrazione, snellimento, delicatezza, eleganza: sono le parole chiave del vino contemporaneo, quelle che Teresa decide di scolpire nel suo Casavecchia: ยซun progetto ambizioso se si considera la natura possente del vitigno. Ma volevo che il Casavecchia avesse la possibilitร  di mostrare quel lato elegante che dal suo rustico racconto nessuno si era mai aspettatoยป.

Teresa Mincione premiata per la prima volta con i Tre Bicchieri

Il Casavecchia Nulla รจ per Caso ’22 non รจ solo un vino, ma un progetto, un messaggio, una prospettiva, una dimostrazione di coraggio: ยซpartendo dalla vigna, nasce dalla parte piรน piccola del mio vigneto. Solo pochi filari rispetto a quelli che danno vita a Sabbie al Vento e a La Luna e il Ventaglio. Scelgo la freschezza e lโ€™aciditร  piuttosto che attendere uve surmature, cardine condiviso con Vincenzo Mercurio che sovraintende sull’aspetto enologico dei miei vini. Dopo la svinatura, il vino va in anfora per lโ€™affinamento. In base a ciascuna vendemmia, il tempo di permanenza nelle anfore varia. Dopo questo percorso, il vino viene filtrato e imbottigliato. Anche il tempo di permanenza nelle bottiglie varia in base allโ€™annata e alla capacitร  evolutivaยป.

Se la missione era dare un’altra lettura del Casavecchia rispetto a quella alla quale eravamo abituati, allora l’obiettivo รจ stato centrato alla perfezione: ci siamo lasciati affascinare dai suoi profumi scuri e affumicati che creano un contrasto quasi spiazzante con una bocca gentile, dove il frutto addolcisce i tannini fitti al punto giusto prima di un finale lungo e raffinato, dai rimandi elegantemente officinali.ย  Per questo abbiamo premiato l’etichetta con il massimo riconoscimento e Teresa Mincione, grazie al suo straordinario Casavecchia รจ cosรฌ entrata a far parte delle aziende premiate per la prima volta con i Tre Bicchieri.

A conclusione della nostra piacevolissima chiacchierata, Teresa ci confessa: ยซnon ho mai lavorato pensando ai premi, ho solo lavorato pensando a ciรฒ che volevo raccontare: il Casavecchia nel suo areale attraverso occhiali moderni. Sono stati anni di duro e matto lavoro, a tratti folle e per ottenere questo vino ho lavorato notte e giorno, senza risparmiarmi. Quando ho scoperto di aver ricevuto i Tre Bicchieri mi sono fermata per l’emozione. Poi, pura felicitร  per tutti i sacrifici fattiยป.

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