Il menhir รจ una pietra eretta, un segno arcaico che attraversa il tempo e punteggia il paesaggio della Terra dโOtranto, in Puglia. Non รจ solo un elemento archeologico: รจ un riferimento, un punto di orientamento, una presenza che tiene insieme memoria e territorio. ร per questo che Gaetano Marangelli, alla fine degli anni Novanta, ha deciso di battezzare cosรฌ la sua azienda vitivinicola. ยซMenhir nasce alla fine del secolo scorso, in un momento di grande entusiasmo per la viticoltura pugliese, e prende forma dalla scelta di costruire un percorso legato a unโidea di vita prima ancora che di produzione, senza inseguire le aree piรน vocate del momentoยป, ci spiega Gaetano. Che continua ยซe cosรฌ ho scelto la Terra dโOtranto, di vivere a Maglie e dedicare lโattivitร aziendale alle campagne che si estendono verso Otranto, coinvolgendo piccoli comuni come Bagnolo, Minervino e Palmariggi, un contesto in cui paesaggio, prossimitร al mare e senso di comunitร definiscono un equilibrio quotidianoยป.

Fino allo scorso anno l’azienda si chiamava Menhir Salento e aveva come simbolo uno scudo. Nel corso del 2025, Gaetano ha deciso di imprimere una svolta all’azienda proprio a partire dal nome e dal brand: ยซlโunione con il nome della famiglia segna un passaggio identitario importante. โMenhir Marangelliโ diventa una presa di posizione: dichiarare un legame diretto con la terra e, insieme, assumersi la responsabilitร di interpretarla, proteggerla, prendersene cura. ร un equilibrio tra continuitร e visione: custodire ciรฒ che esiste da secoli, ma con uno sguardo capace di evolvere. In questa direzione si inserisce anche la scelta piรน recente del tarassaco come segno grafico, al posto dello scudo. ร un simbolo che racconta la capacitร di adattarsi e rigenerarsi โ un tema inevitabile in un territorio segnato anche dalla Xylella โ ma anche lโidea di diffusione, di apertura, come i semi che si muovono con il vento. Allo stesso tempo, il tarassaco mantiene una radice profonda, stabile. ร questa doppia tensione, tra radicamento e dinamismo, che oggi sintetizza meglio lโidentitร dellโaziendaยป.

Ma dove si trovano i vigneti dell’azienda? ยซin un posto che amiamo definire โentroterra costieroโ della Terra dโOtranto: una campagna apparentemente interna, ma in realtร costantemente influenzata dalla vicinanza del mare. I suoli dei nostri poderi, dislocati tra Bagnolo del Salento, Palmariggi e Otranto sono unโalternanza di terre rosse e componenti calcaree, con una buona capacitร drenante e una forte presenza minerale. A questo si aggiungono ventilazione costante e importanti escursioni termiche, soprattutto nei vigneti piรน esposti. Questo equilibrio si riflette nei vini in modo molto netto: da un lato maturitร e generositร tipiche del Sud, dallโaltro una tensione verticale, fatta di freschezza, sapiditร e precisione aromatica. ร un territorio che, se lavorato con attenzione, permette di uscire da una lettura stereotipata della Pugliaยป.

E proprio gli stereotipi ci raccontano una Puglia come terra (quasi) solo di grandi rossi, dai Primitivo ai Negroamaro ai Salice Salentino rossi, alla Malvasia nera . Ma Gaetano quest’anno ha sparigliato le carte presentando alle nostre degustazioni un grande vino bianco, a base di fiano: ยซpiรน che una sfida, รจ stata una domanda che ci siamo posti nel tempo. La Puglia รจ spesso raccontata attraverso i rossi, ma offre condizioni pedoclimatiche che possono sostenere anche bianchi di grande interesse, soprattutto sul piano della freschezza e della componente sapida. Il lavoro sul fiano nasce proprio da qui: dalla volontร di capire come questo territorio potesse esprimersi su registri diversi, senza forzatureยป.

Il risultato di questo lavoro si concretizza nel Fiano Ora 2023, che abbiamo premiato con i Tre Bicchieri sulla guida Vini dโItalia 2026 del Gambero Rosso,. ยซOra โ23 nasce da unโattenta selezione delle uve provenienti dal Podere Quattro Macine (tra Bagnolo e Palmariggi), raccolte in un momento in cui lโequilibrio tra maturitร aromatica, accumulo zuccherino e aciditร รจ ancora perfettamente definito. La vinificazione prevede una breve macerazione pre-fermentativa sulle bucce; poi il lavoro in cantina segue un approccio per sottrazione: interventi minimi, controllo rigoroso delle temperature e un affinamento mirato a esaltare la componente minerale e la tensione gustativa. Ne risulta un bianco che rifugge la facile immediatezza, costruendo la propria identitร sulla strutturaยป.
Anche noiย del Gambero Rosso ne abbiamo apprezzato la grande personalitร : fragrante lo spettro aromatico che attacca sui toni di fiori bianchi, gelsomino, susina e pepe bianco; ben bilanciato il sorso, morbido in entrata e con un’incisiva sapiditร che prolunga l’assaggio. Chiude Gaetano: ยซAbbiamo accolto iI riconoscimento dei Tre Bicchieri con grande gratitudine, perchรฉ ha intercettato non solo la qualitร del vino, ma anche la coerenza del percorso che lo ha generato. ร stato un passaggio importante, soprattutto perchรฉ questo lavoro รจ stato riconosciuto da chi il vino lo assaggia, lo valuta e lo racconta: appassionati, professionisti, degustatori. Per noi resta soprattutto lโorgoglio di aver costruito un bianco che oggi trova grande riscontro, senza perdere il legame con il territorio da cui nasceยป.
Niente da mostrare
Resetยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novitร del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd