Vini di pregio

Il pregiato vino del Monferrato riscoperto da un parroco. Ecco qual è il ruché che ci ha sorpresi

Nell'ampia tavolozza ampelografica piemontese c'è spazio anche per un vitigno semi-aromatico che ha rischiato l'oblio, il ruché. I nostri migliori assaggi con una new entry Tre Bicchieri

  • 30 Gennaio, 2026
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Il ruché viene coltivato solo in Piemonte e ha come zona d’elezione le campagne intorno a Castagnole Monferrato, in provincia di Asti (raramente lo si trova anche nell’Alessandrino). Dalle origini antiche, il nome sembrerebbe derivare da “roncet”, una malattia virale a cui quest’uva risponde in maniera più efficace rispetto ad altri vitigni piemontesi (come barbera o grignolino). Si ipotizza che sia arrivato in Piemonte dalla Borgogna intorno al XVIII secolo. Sarebbe caduto probabilmente nell’oblio se Don Giacomo Cauda, negli anni Sessanta del secolo scorso, non lo avesse salvato dall’oblio.

Ruché, caratteristiche del vitigno

Il disciplinare della DOC Ruché di Castagnole Monferrato creata nel 1987 e DOCG dal 2010, ha dato uno stimolo in più ai produttori nel decidere di puntare su quest’uva: il vino che se ne ricava è del tutto caratteristico e riconoscibile grazie a una fragranza floreale e speziata unica nel suo genere. Il ruché fa parte dei vitigni semi-aromatici. la cui buccia (come nei vitigni aromatici ma in quantità minore) è ricca di terpeni, sostanze che donano profumi caratteristici a queste uve, che poi si amalgamano con quelli prodotti dal processo di fermentazione. Quelli del ruché ricordano la rosa e le fragoline di bosco mature, cui si aggiungono affascinanti striature speziate.

La new entry Tre Bicchieri

È proprio con un Ruché, il Na Vota 2024, che Cantine Sant’Agata di Scurzolengo (AT), è salita sul gradino più alto del nostro podio conquistando i Tre Bicchieri per la prima volta

I Ruché da Tre Bicchieri e da finale

Ecco i Ruché che hanno ottenuto i Tre Bicchieri sulla guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso che sono arrivati alle nostre degustazioni finali.

Ruché di Castagnole M.to ‘Na Vota 2024 – Cantine Sant’Agata

Ruché di Castagnole M.to Hereditarium Ris. 2021 – Cantine Sant’Agata

I vini proposti dall’azienda Sant’Agata sono d’impianto moderno e ben realizzati. Il Ruché di Castagnole Monferrato ‘Na Vota ’24 ha profumi di rosa, liquirizia e tabacco, con sfumature fruttate, per un palato di corpo e un finale lungo e armonioso, mentre il Ruché di Castagnole Monferrato Hereditarium Riserva ’21 ai delicati profumi floreali affianca sentori di china e cacao, è potente, ricco di frutto, dai tannini ben amalgamati e dal finale teso. L’azienda della famiglia Cavallero è una delle più importanti a proporre vini da uve ruché. Sono una dozzina i vigneti aziendali, situati in diversi comuni, da Portacomaro, punto di partenza della cantina e classico territorio per il ruchè, a Gavi nell’Alessandrino a Monforte d’Alba nelle Langhe. Accanto al ruchè sono presenti altre uve tipiche per i vari luoghi di origine, come barbera, cortese, grignolino, nebbiolo, timorasso.

Ruché di Castagnole M.to La Tradizione 2024 – Montalbera

Ruché di Castagnole M.to Laccento 2024 – Montalbera

Nell’ampia gamma proposta spiccano due versioni di Ruchè di Castagnole Monferrato 2024, La Tradizione, dalle belle note di frutta rossa e tabacco, con dei toni varietali di rosa, dal palato potente, ricco, con un finale lungo e di carattere, e Laccento, dai profumi floreali varietali accompagnati da note di spezie dolci e un palato di struttura e armonia, ancora un po’ austero ma promettente e lungo. Montalbera, di proprietà della famiglia Morando, è la più importante realtà produttiva del comprensorio di Castagnole e offre uno spettacolare colpo d’occhio dei suoi vigneti, un corpo unico collocato su sei colline a fondovalle si coltiva la nocciola piemontese dedicato principalmente al ruchè. Franco Morando ne propone diverse interpretazioni, cui si affiancano etichette di alcune tra le più importanti denominazioni piemontesi e vini da uve internazionali.

Ruché di Castagnole Monferrato Clàsic 2024 – Ferraris Agricola

Ruché di Castagnole M.to V. del Parroco 2023 – Ferraris Agricola

Splendidi i due Ruché di Castagnole Monferrato 2024: il Clasic alle note di rosa fa seguire un palato potente e ricco, lungo e di carattere, il Vigna del Parroco al naso propone aromi di agrumi e rosa, per un palato scorrevole e fresco. L’azienda della famiglia Ferraris guidata da Luigi, la terza generazione, in questi ultimi 25 anni è cresciuta in qualità produttiva e superficie vitata, che dal nucleo originale del vigneto Castello è via via aumentata fino a contare una decina di tenute. La cantina è stata tra le prime a puntare sul ruchè, ma coltiva anche barbera, grignolino, viognier e chardonnay, e si avvale della collaborazione col noto vignaiolo ed enologo californiano Randall Grahm.

Ruché di Castagnole M.to Prevost 2024 – Fabrizia Caldera

Si conferma come vino di punta dell’azienda il Ruché di Castagnole Monferrato Prevost. La versione 2024 al naso propone una bella nota varietale, che parte dalla rosa fresca per arrivare alla liquirizia, cui fa seguito un palato potente, di grande struttura e polpa, che rimane in equilibrio grazie alla fitta trama tannica, e dal finale molto lungo.  L’azienda della famiglia Caldera, situata a pochi chilometri da Asti, è nata agli inizi del secolo scorso ed è tra le realtà veterane della provincia. Fabrizia, col marito Roberto e il figlio Fabio, propone vini di grande identità territoriale, principalmente da uve autoctone, a partire dalla barbera per arrivare al ruché e al grignolino per i vini rossi, e da moscato e cortese, cui si aggiungono viognier e chardonnay, per quanto riguarda i vini bianchi.

Ruchè di Castagnole M.to San Vittore Ris. 2022 – Pierfrancesco Gatto

Il Ruché di Castagnole Monferrato San Vittore Riserva ’22 evidenzia al naso i classici sentori di rosa ma anche un bel fondo di tabacco e spezie, cui fa seguito un palato potente e ricco, di grande struttura e fittezza tannica, lungo e armonico. L’Azienda della famiglia Gatto, nata nei primi anni del secolo scorso, è guidata da oltre trent’anni da Pierfrancesco. I vigneti aziendali sono situati nei comuni di Castagnole Monferrato, Montemagno Monferrato e Viarigi e vedono soprattutto la presenza di vitigni autoctoni, a cominciare dal ruché e poi barbera, grignolino, nebbiolo, e internazionali, come pinot nero e viognier. I vini prodotti sono d’impianto moderno, ma sempre pensati per esprimere al meglio tipicità e territorialità.

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