Carte dei vini piรน territoriali, prezzi piรน equilibrati e un credito d’imposta per chi sceglie di mettere in carca i prodotti Dop locali. La proposta รจ stata lanciata dalla Convention nazionale dell’Associazione Donne del vino (che in Italia conta ben 1.260 aderenti), tenuta in varie localitร dell’Emilia-Romagna. Una tre giorni di incontri e confronti che ha riunito oltre 200 professioniste e che si รจ conclusa con una richiesta specifica al comparto dell’Horeca: la costruzione di un nuovo patto tra produttori vitivinicoli e mondo della ristorazione, con l’obiettivo di valorizzare al meglio i vini n un periodo in cui il tema ricarichi continua a tenere banco.
ยซIn una fase in cui il settore deve affrontare il calo dei consumi, i cambiamenti negli stili di vita e la crescente concorrenza internazionale โ ha spiegato la presidente nazionale delle Donne del vino, Daniela Mastroberardino che ha ricordato la recente scomparsa di Pia Donata Berlucchi e il suo contributo per la Franciacorta – riteniamo che la ristorazione possa diventare il primo ambasciatore delle denominazioni italiane, valorizzando le produzioni regionali e contribuendo a raccontare l’identitร dei territori attraverso il vinoยป.

Convegno Donne del Vino – Emilia-Romagna 2026 – i relatori
L’idea รจ stata raccolta da Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura: ยซIl turismo delle Dop e delle Igp รจ uno dei principali strumenti di sviluppo delle aree rurali e il vino rappresenta una vera infrastruttura territoriale e per sostenere il settore servono nuove politiche europee e nazionali. Per questo, abbiamo avanzato cinque proposte alla Commissione europea e riteniamo utile aprire una riflessione anche su strumenti innovativi di incentivo ai consumi di qualitร , come un credito d’imposta per i ristoratori che mettono in carta i vini e i prodotti Dop del proprio territorio, capace di sostenere la filiera e promuovere il consumo consapevoleยป.
ยซIl riconoscimento Unesco alla Cucina italiana – secondo Enza Bergantino, vice delegata dell’Emilia-Romagna delle Donne del vino –ย rappresenta una straordinaria opportunitร per rafforzare l’attrattivitร dei territori e rendere ancora piรน evidente il legame tra vino, cultura e turismo. In questo percorso, la narrazione gastronomica ha un ruolo decisivo: raccontare un territorio significa raccontarne i vini, i prodotti, le persone e le tradizioniยป.

La Convention non ha tralasciato uno dei temi piรน sentiti dal settore vitivinicolo: quello dell’italian sounding sui prodotti made in Italy. Stefano Vaccari, componente della Agricoltura e della Commissione ecomafie della Camera, ha ricordato come il fenomeno sottragga ogni anno 70 miliardi di euro all’export italiano e oltre 120 miliardi considerando tutta la contraffazione alimentare. ยซNon รจ solo un danno economico, ma un’appropriazione della nostra identitร ยป, ha affermato annunciato che la Commissione Ecomafie depositerร entro il 2026 la Relazione sul dossier dedicato alle contraffazioni alimentari e al contrasto dell’italian sounding, per trasformarlo in ยซuna prioritร nazionaleยป. Norme piรน severe sulla tracciabilitร e passaporto digitale del prodotto potrebbero essere gli strumenti piรน efficaci.
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