California

Addio Napa e Sonoma. Il cambiamento climatico ridisegna la geografia vitivinicola degli Stati Uniti

Un recente studio giapponese prevede un futuro difficile per le aree vitivinicole più celebri della California, a causa di ondate di calore, siccità e incendi. Ma ci sono altri territori pronti a diventare modelli di riferimento

  • 27 Luglio, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Il futuro del vino californiano potrebbe allontanarsi da Napa e Sonoma, territori simbolo della produzione di qualità negli Stati Uniti. A suggerirlo è un nuovo studio della Tohoku University, pubblicato sulla rivista Frontiers in Climate e ripreso in primis dal Los Angeles Times, che ha incrociato diversi modelli climatici per valutare come cambierà, nei prossimi settant’anni, l’idoneità viticola delle varie aree dello Stato. Il risultato è una geografia in movimento con le zone oggi più prestigiose rischiano di perdere terreno, mentre contee come Monterey e Mendocino potrebbero diventare sempre più favorevoli alla coltivazione della vite.

Le problematiche che mettono a rischio le vigne

La minaccia più immediata arriva dalle ondate di calore, ormai più frequenti e imprevedibili. Nel 2017, nei vigneti McIntyre delle Santa Lucia Highlands, la temperatura raggiunse circa 47 gradi centigradi. Un evento estremo capace di mettere le piante in una condizione simile a un colpo di calore tanto che, per limitare la perdita d’acqua, la vite chiude gli stomi, rallenta la fotosintesi e, nei casi peggiori, può arrivare al collasso. A questo si aggiungono siccità, incendi e un maggiore deficit di pressione del vapore, vale a dire un’atmosfera più secca che accelera la disidratazione dei tessuti vegetali.

Da Napa a Monterey e Mendocino

La ricerca dell’università giapponese ha preso in considerazione precipitazioni annuali, temperature accumulate durante la stagione vegetativa, minime invernali e umidità dell’aria. Secondo le simulazioni, Napa e Sonoma potrebbero diventare progressivamente meno adatte alla viticoltura, mentre Monterey e Mendocino beneficerebbero di aumenti termici più contenuti, maggiori precipitazioni e una possibile riduzione delle giornate ad alto rischio di incendio. Già nel 2011 una ricerca di Stanford aveva ipotizzato che, entro il 2040, la superficie idonea alla produzione di uve pregiate nella North Coast potesse dimezzarsi. C’è una cosa, però, che il modello non ha considerato e si tratta delle strategie di adattamento già adottate da molte aziende. Nei vigneti californiani si stanno sperimentando teli ombreggianti, nebulizzatori, irrigazione a basso consumo, nuovi orientamenti dei filari e varietà più resistenti al calore. Anche anticipare la vendemmia o modificare la gestione della chioma può aiutare a preservare acidità, equilibrio e qualità delle uve.

Come si comportano differenti varietà

I ricercatori hanno inoltre osservato che le varietà rispondono in modo diverso allo stress climatico e agli incendi. In Sonoma, ad esempio, lo chardonnay tende a esprimere una qualità superiore negli anni privi di eventi estremi, mentre il pinot nero mostra una maggiore capacità di mantenere le proprie caratteristiche anche in annate con elevato rischio di incendi. La scelta del vitigno potrebbe quindi diventare uno degli strumenti più efficaci per adattare la viticoltura alle nuove condizioni climatiche.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd