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Anche il Piemonte lavora sui vini no e low alcol da vitigni autoctoni. Al via sperimentazione senza precedenti

Barbera, dolcetto, cortese, moscato bianco e brachetto sono protagonisti del progetto Devino, iniziativa transfrontaliera tra Italia e Francia per trovare le varietร  piรน adatte

  • 02 Aprile, 2026
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Autoctoni piemontesi al servizio della produzione di vini dealcolati e a bassa gradazione. Una sperimentazione senza precedenti che coinvolgerร  alcuni dei principali monovitigno regionali: barbera, dolcetto, cortese, moscato bianco e brachetto. Il progetto si chiama Devino ed รจ finanziatoย Programma Interreg VI-A Francia-Italia Altcotra e coinvolge Apro formazione, il Crea, la Vignaioli piemontesi e il Centre de recherche et dโ€™expรฉrimentation sur le vin rosรฉ di Vidauban, in Provenza.

Tra crisi climatica ed evoluzione dei consumi

I problemi collegati alla crisi climatica e alla conseguente gestione delle produzioni, assieme all’evoluzione dei consumi di vino a livello globale, hanno dato spunto all’avvio di questa iniziativa. Una accelerazione della maturazione delle uve, gradazioni alcoliche dei vini piรน elevate, il calo dei consumi e l’interesse della popolazione per i vini con ridotto contenuto alcolico. Ecco perchรฉ Devino prevede interventi in vigna e in cantina. Il progetto, da un lato, consentirร  di sperimentare tecniche per limitare naturalmente la produzione di alcol, mentre dallโ€™altro lato applicherร  sui vini alcuni processi avanzati di dealcolazione come osmosi inversa, nanofiltrazione ed evaporazione sottovuoto, per rimuovere lโ€™alcol preservando il profilo aromatico.

Attivitร  sperimentali e analisi sensoriale

L’attivitร  di ricerca, fanno sapere gli organizzatori, prevede attivitร  sperimentali e analisi sensoriale. I vini ottenuti saranno parzialmente o totalmente dealcolati. Saranno studiati per comprenderne struttura, aromi e potenziale qualitativo. L’obiettivo รจ individuare le varietร  piรน adatte a questo tipo di produzione, mantenendo riconoscibilitร  varietale e legame con il territorio. Anche il Piemonte intende cosรฌ contribuire a quel movimento di capitali e imprese che sta prendendo piede in Italia.

All’orizzonte, c’รจ un mercato mondiale dei vini no-alcol stimato in circa 7 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, col segmento low-alcol che ha superato giร  i 4 miliardi. Ma anche la possibilitร  di contribuire a risolvere il problema del vino invenduto, emerso giร  nel 2025 e che recentemente ha costretto, in Consiglio regionale a Torino, alcuni grandi Consorzi di tutela delle Dop a chiedere misure straordinarie, come la distillazione di crisi.

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