Mercato del vino

"Non basta essere note regioni del vino per avere successo: serve strategia". Da Wine Paris l'avviso alle grandi Dop

Una tavola rotonda della federazione dei giornalisti vitivinicoli ha riunito Bordeaux, Cava e Bolgheri per capire come le grandi denominazioni del Vecchio Mondo possano fronteggiare un mercato in mutamento

  • 19 Febbraio, 2026
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Se le denominazioni europee piรน storiche possono fare affidamento sulla propria reputazione per affrontare un mercato complesso, quelle piรน giovani devono puntare con maggiore decisione sullโ€™innovazione. รˆ questo il messaggio arrivato dalla tavola rotonda di Wine Paris Appellation Leadership: Staying a Benchmark in a Changing Wine World, organizzato da Fijev (Fรฉdรฉration Internationales des Journalistes et des ร‰crivains du Vin), che ha riunito rappresentanti di tre tra le piรน celebri regioni vinicole europee โ€“ Bordeaux, Cava e Bolgheri โ€“ interrogandosi su come le denominazioni del Vecchio Mondo possano mantenere il proprio ruolo in un mercato del vino in rapido mutamento.

ยซA volte contrapponiamo il Nuovo Mondo al Vecchio Mondo – ha esordito Bernard Burtschy della Fijev – Nel Vecchio Mondo abbiamo una lunga tradizione: Champagne, Borgogna e Bordeaux sono regioni vitivinicole fin dal Medioevo. Ci sono stati molti imitatori; nel Vecchio Mondo esistevano restrizioni sulla produzione e sul terroir. Ma denominazione non significa qualitร ยป.

Bordeaux e il ruolo della tradizione

A offrire la prospettiva bordolese รจ stato Philippe Casteja, presidente del Conseil des Grands Crus Classรฉs, lโ€™associazione che promuove e tutela la Classificazione del 1855 dei vini del Mรฉdoc e di Sauternes voluta da Napoleone III.

ยซLa Camera di Commercio di Bordeaux decise di classificare i vini e di inviare i migliori allโ€™Esposizione Universale di Parigi. La graduatoria fu stilata in quindici giorni, sulla base delle note di degustazione e dei prezzi di mercato. Cinque categorie per i rossi, due per i bianchiยป, ha spiegato Casteja. Questo sistema ha aiutato alcuni produttori, oggi tra i piรน prestigiosi di Bordeaux, ad affrontare le crisi successive.

ยซAlla fine della crisi della fillossera, i proprietari dei vini classificati compresero lโ€™importanza del sistema, perchรฉ forniva un punto di riferimento ai consumatori – ha detto Casteja – Non sappiamo quanto siamo fortunati ad averlo. In tutto il mondo รจ il miglior strumento di valutazione che possiamo avereยป.

I produttori inclusi nella Classificazione del 1855 โ€“ tra cui i Premier Cru come Chรขteau Mouton-Rothschild e Chรขteau Haut-Brion โ€“ furono protagonisti del piรน celebre blind tasting della storia del vino: il Judgment of Paris del 1976. Sebbene in quellโ€™occasione i vini francesi furono sconfitti da quelli americani, a distanza di cinquantโ€™anni continuano a esercitare il loro fascino.

ยซI prodotti eccellenti resteranno tali, e ci saranno sempre consumatori per loro. Diverso รจ per i vini piรน economici, naturalmente. I gusti stanno cambiando: la Gen Z non รจ la Gen Y o i Baby Boomers. Siamo passati dal pollo arrosto della domenica con il vino, consumato con calma, a una generazione che pranza in piedi con un pasto consegnato da Uber – ha osservato Casteja – Ci sono anche mercati da scoprire: in India, per esempio, non si beve vino come in Europa, quindi bisogna capire che รจ una storia diversaยป.

 

Cava e la ricerca della qualitร 

Oltre i Pirenei, in Spagna, si trova la Denominazione Cava, potenza del metodo tradizionale con 200 milioni di bottiglie prodotte ogni anno in diverse zone del Paese, sebbene il cuore resti in Catalogna.

ยซParlare di Cava, e delle denominazioni in generale, significa tornare alla storia, alle origini e al terroir, al nostro Dnaยป, ha commentato il segretario generale della DO Cava, Alexandre Comellas. ยซAbbiamo raggiunto un alto livello di globalizzazione: oltre il 70% del nostro vino รจ esportato e siamo presenti in piรน di 150 Paesi. รˆ difficile trasmettere un messaggio a cosรฌ tanti mercati, quindi abbiamo voluto riflettere sullo storytelling del Cavaยป.

Tra le innovazioni piรน recenti figura lโ€™introduzione della categoria Guarda Superior, pensata per identificare un ulteriore livello qualitativo. ยซCโ€™erano aspettative precise per la Guarda: questi prodotti devono provenire da vigneti specializzati, essere 100% biologici; anche in termini di resa si richiede una qualitร  superiore, e le viti devono avere almeno 10 anniยป, ha spiegato Comellas.

Bolgheri e lโ€™importanza dellโ€™apertura

Rispetto a Bordeaux e Cava, Bolgheri in Toscana รจ un โ€œnuovo arrivatoโ€ nel Vecchio mondo del vino: il Consorzio per la Tutela dei vini Doc Bolgheri รจ stato fondato solo nel 1995.

Tra i suoi membri cโ€™รจ Orma, la cantina bolgherese di Tenuta Sette Ponti. Il direttore export e comunicazione Alberto Moretti Cusetti ha scherzato: ยซIn Italia siamo fortunati a non essere un Paese piรน grande, perchรฉ produciamo giร  tantissimi vini!ยป.

ยซSe parliamo di Bolgheri dobbiamo dire โ€œgrazieโ€ a Sassicaiaยป, ha aggiunto Cusetti, citando il celebre taglio bordolese di Tenuta San Guido. ยซTrentโ€™anni fa la Toscana aveva una reputazione molto negativa. Il Chianti spingeva vini molto economici negli Stati Uniti, ma il Chianti Classico ha fatto un grande lavoroโ€ฆ Oggi Bolgheri รจ una Doc molto forte, anche se รจ minuscola e produciamo mezzo milione di bottiglie. Stiamo lavorando per diventare la prima denominazione totalmente biologicaยป.

Pur avendo consolidato il proprio posto nel fine wine, i โ€œSupertuscanโ€ non possono contare solo sullโ€™origine toscana, italiana o europea per garantirsi il successo commerciale: serve un approccio piรน diretto al marketing.

ยซOggi siamo zero nel mondo, perchรฉ in molti luoghi si puรฒ fare ottimo vino. Certo, Bordeaux ha fatto la storia, ma con le nuove generazioni serve unโ€™esperienza. Siamo italiani, ci piace accogliere. La grande sfida รจ invitare le persone nel proprio territorio e rendere lโ€™esperienza unica, cosรฌ che si ricordino di te in futuroยป.

Bernard Burtschy. Crediti immagine: Sebastien d’Halloy.

Burtschy, moderatore del panel, ha concordato: ยซPer alcuni โ€œmarketingโ€ รจ una parolaccia, ma serve una strategiaยป.

Ha concluso sottolineando che lโ€™ospitalitร  tradizionale europea sarร  ciรฒ che continuerร  a preservare il posto del vino a tavola: ยซDobbiamo reintrodurre lโ€™idea di convivialitร  e dello stare insieme. รˆ questo il mondo del vinoยป.

 

foto di apertura: Philippe Casteja. Crediti immagine: Sebastien d’Halloy.

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