Storia, dettagli e curiosità sulle colazioni migliori da fare in casa, dal classico ciambellone ai muffin inglesi da mangiare con le uova alla Benedict.

Quella al bar al mattino, prima di accompagnare i figli a scuola o recarsi in ufficio, è una tappa irrinunciabile per tanti italiani. Ma la colazione in casa può essere altrettanto golosa (oltre che, spesso, più sana e nutriente): ecco qualche alternativa all’accoppiata cornetto e cappuccino per cominciare al meglio la giornata.

Fette biscottate

Colazione classica: fette biscottate e confettura

Nel panorama dei prodotti alimentari, le fette biscottate sono tra i più venduti e rappresentati, in una molteplicità di marchi, tipologie, declinate ai vari cereali e più o meno arricchite. Per scoprire quali sono le migliori, c’è la nostra classifica delle fette biscottate di grano tenero e vegan, nella duplice versione classica e integrale. Ad accompagnarle, un velo di burro, marmellate e confetture, a cominciare dalla classica alle fragole, regina indiscussa della prima colazione (per saperne di più, leggi anche le migliori confetture di fragole in commercio).

Colazione sana: yogurt con muesli e granola

Una colazione sana e golosa è possibile: con yogurt e muesli, per esempio, miscela di cereali e frutta secca nata nella Svizzera tedesca ma ormai popolare in tutto il mondo. Per provarne di veramente buoni, si possono ordinare online quelli di Mimina Granola, startup romagnola specializzata nella produzione di muesli e granola artigianali di qualità. Quanto agli yogurt, la scelta è ampia, da quelli vegetali a quelli arricchiti con frutta o cereali, senza dimenticare lo yogurt greco. Quest’ultimo si contraddistingue per la consistenza particolare, dovuta alla mancanza di siero di latte, la parte acquosa che viene filtrata per molte ore e poi eliminata, dando vita a una crema densa e saporita.

dorayaki

Colazione con i dorayaki, i pancakes giapponesi

È sempre l’occasione giusta per dei buoni pancakes, ricoperti di sciroppo d’acero o crema al cioccolato. Fra le tante varianti delle frittelle, merita una particolare attenzione quella giapponese: sono i dorayaki, fatti con l’impasto della kasutera, specialità a base di zucchero, farina, uova e sciroppo di amido, portata in Giappone dai mercanti portoghesi nel ‘500 (il nome deriva da deriva dal portoghese “Pão de Castela”, ovvero “pane di Castiglia”). Un tempo composto da un solo strato, il dorayaki è stato reinventato nel 1914 da Ueno Usagiya della pasticceria Usagiya, ancora oggi attiva a Ueno, quartiere della parte nord dell’area centrale di Tokyo. La farcia è a base di anko, una salsa dolce rossastra ricavata dai fagioli azuki e protagonista di molti dolci tradizionali, nonché del film del 2015 “Le ricette della signora Toku”, una pellicola tutta incentrata sulla tavola giapponese. Ma per i più tradizionalisti, creme o confetture possono essere dei validi sostituti.

Colazione tradizionale: il ciambellone

Impossibile non menzionare il ciambellone, torta soffice a base di pochi ingredienti, tipica della cultura contadina. “Il dolce delle folle”, come veniva definito in passato, perché era la ricetta più popolare durante pranzi, cene o grandi riunioni in famiglia: una preparazione semplice, veloce, genuina e a basso costo, ma anche molto gustosa, in grado di saziare più persone con poco. Farina, uova, zucchero, latte, olio d’oliva, lievito e spesso qualche goccia di liquore sono gli ingredienti dell’impasto originale, ma, come sempre, a questi ne sono stati aggiunti e sostituiti molti nel corso del tempo. È un dolce che ha avuto successo ovunque, dal Piemonte alla Sicilia, ma che ha trovato particolare diffusione nelle Marche, soprattutto nella zona di Montefeltro.

French toast

Colazione di recupero: French toast

Una fetta di pane spessa inzuppata in un mix di uova e latte, fritta nel burro e ricoperta di zucchero, miele, sciroppo d’acero, panna, frutta: è il French toast, un’antica ricetta che affonda le sue radici nell’Antica Roma. Il primo a parlarne, infatti, è Apicio, che la descrive come una delle tante aliter dulcia (“un altro piatto dolce”), specialità già in voga fra i romani, che la preparavano utilizzando solamente il latte. All’origine del French toast così come oggi lo conosciamo, c’è il pain perdu francese (letteralmente, pane perduto), che deve il suo nome all’usanza di inzuppare il pane raffermo nel latte talmente a lungo da “perdere” la fetta originale, ottenendo un nuovo prodotto, soffice e goloso. L’Oxford English Dictionary cita il 1660 come anno della prima apparizione del French toast nel volume “The Accomplisht Cook”, ma stando alle leggende metropolitane, padre di questo dolce è l’americano Joseph French, che inventò la ricetta ad Albany nel 1724. Secondo le regole grammaticali della lingua inglese, il piatto avrebbe dovuto chiamarsi French’s toast (“Il toast di French”) ma pare che Joseph non avesse mai imparato a leggere e scrivere correttamente, e per questo si dimenticò l’apostrofo. Storia a parte, si tratta di una colazione perfetta per recuperare gli avanzi di pane raffermo e trasformarli in un dolce irresistibile.

Muffin salati inglesi

L’etimologia del nome muffin va ricercata nel tedesco muffen, letteralmente “piccola torta”. Ma questa specialità britannica non ha niente a che vedere con le più celebri omonime tortine dolci: stiamo infatti parlando di un panetto lievitato piccolo, basso e rotondo, tradizionalmente farcito con uova e bacon, oppure semplicemente tostato, tagliato a metà e spalmato di burro. In passato, prima che il forno iniziasse a essere presente nelle case, i muffin venivano venduti già cotti porta a porta: da questa antica usanza, nacque la celebre canzone per bambini “Do you know the Muffin Man?” (“Conosci l’uomo dei muffin?”). Durante l’età vittoriana, rappresentavano invece il pasto della servitù, realizzato con gli avanzi di pane, biscotti e anche di purè di patate, mescolati insieme e cotti su una piastra bollente. Ben presto, però, divennero popolari anche fra le altre classi sociali, tanto che gli inglesi presero l’abitudine di consumarli durante il tè del pomeriggio. Oggi, la ricetta dei muffin prevede lievito, farina, latte e burro, e può essere impreziosita con gli ingredienti più disparati. Fra i piatti più golosi realizzati con i muffin inglesi, le Eggs Benedic americane, dei muffin tagliati a metà e ricoperti di bacon (o prosciutto grigliato), uova in camicia e salsa olandese. Ne esiste, poi, anche una variante vegetariana, molto diffusa nel Regno Unito: sono le Eggs Florentine, stessa ricetta ma con gli spinaci al posto del bacon.

Muffin salati con uovo in camicia

La ricetta: muffin con uovo in camicia

A fornire ingredienti, dosi e procedimento per realizzare i panetti inglesi con tanto di uovo in camicia, Lorenza Barletta e Ludovica Frigieri, blogger appassionate di colazione e autrici delle ricette del libro The Breakfast Journey, un volume che raccoglie oltre 40 specialità del mattino da tutto il mondo.

Ingredienti

Per i muffin

  • 425 g di farina bianca
  • 300 ml di latte
  • 7 g di lievito secco
  • 25 g di zucchero di canna
  • 50 g di burro
  • 1 cucchiaino di sale
  • Olio q.b.
  • Farina di mais o semola q.b.

Scaldare leggermente il latte, aggiungere il lievito e lo zucchero, mescolare bene e lasciar riposare 5 minuti. In una ciotola lavorare il burro morbido, il lievito sciolto nel latte, la farina e il sale, fino a ottenere un impasto liscio e compatto. Coprire il composto con la pellicola e far lievitare in un luogo caldo per almeno un’ora, fino a che non avrà raddoppiato il suo volume. Tirare l’impasto fino a uno spessore di 2 cm circa. Con un taglia biscotti formare dei dischetti di 5-8 cm di diametro. Disporre su una teglia con la carta da forno, cospargere con un po’ di semola, coprire con un canovaccio e lasciar lievitare per altri 30 minuti circa. Quando saranno pronti, scaldare bene una padella, ungerla leggermente e cuocere 7/8 minuti per lato a fuoco medio. Una volta cotti, tagliare a metà e tostare nel tostapane o sulla padella.

Per l’uovo in camicia

  • 1 uovo
  • Sale q.b.
  • Aceto di vino q.b.

In una pentola portare a ebollizione 1 litro d’acqua con un cucchiaio di aceto di vino e un pizzico di sale. Con un cucchiaio mescolare fino a  formare un vortice di acqua. Rompere l’uovo in una ciotolina e versarlo delicatamente al centro del vortice. Abbassare il fuoco, mantenere il vortice girando l’acqua con il cucchiaio, e cuocere per 2 minuti. Scolare l’uovo con una schiumarola e servirlo sull’English muffin.

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