30 anni di Gambero Rosso. Correva l'anno 1996

8 Nov 2016, 14:44 | a cura di Gambero Rosso

Il governo Prodi, l’incontro fra Castro e Wojtyla, la prima pecora clonata Dolly. Il Gambero celebra i suoi primi dieci anni. Si parla anche di e-commerce e cucina ebraica.


1996

Il 1996 inizia con le dimissioni di Lamberto Dini da primo ministro, rimandando alle elezioni la scelta del prossimo governo: sarà Romano Prodi, alle elezioni politiche di aprile, a diventare premier vincendo con la coalizione dell'Ulivo. Il Senato approva la legge sulla violenza sessuale. Il presidente Scalfaro dà la grazia all'ergastolano Paolo Pan, accusato con la fidanzata di aver ucciso il marito di lei, Fulvio Magliacani, nella Torino dei primissimi anni ’70: un giallo che sconvolse l’opinione pubblica. Viene invece assolto Pacciani, considerato il “Mostro di Firenze” e condannato all’ergastolo in primo grado. Ma gennaio è anche il mese in cui un incendio distrugge il teatro La Fenice di Venezia, mentre a Marzo sarà la cupola della chiesa barocca di San Nicolò a crollare a Noto. Il 20 maggio viene arrestato il boss mafioso Giovanni Brusca, accusato di essere l’esecutore materiale della Strage di Capaci. Muore Federico Umberto D'Amato, titolare dell'Ufficio affari riservati del Viminale e noto gourmet. Michele Santoro si dimette dalla Rai per Mediaset. A Parigi muore Marcello Mastroianni. Caltagirone acquista Il Messaggero. A settembre Bossi proclama l'indipendenza della Padania e l'indizione di un referendum per il distacco dallo Stato italiano.

Sul versante internazionale il clima è più disteso rispetto agli anni precedenti: la Palestina tiene le sue prime elezioni, dopo che a marzo Israele e OLP avevano l'accordo di Sharm el-Sheikh, che prevede il riconoscimento dello Stato di Israele e il diritto a uno stato palestinese indipendente. Fidel Castro incontra per la prima volta Giovanni Paolo II in Vaticano, mentre Frederik De Klerk tiene un'apologia ufficiale verso i crimini commessi sotto apartheid a Città del Capo in Sudafrica. A luglio Boris Eltsin vince le elezioni presidenziali e la Repubblica Ceca chiede di entrare a far parte dell'Unione europea. A settembre il presidente Clinton firma il trattato di bando complessivo dei test nucleari.

Mentre la tecnologia dei gamer fa un primo fondamentale passo verso una capillare diffusione, con l’edizione del Nintendo 64 dal Giappone, lo shuttle Columbia viene lanciato con a bordo due astronauti italiani: Guidoni e Cheli. Novità importanti anche sul fronte delle sperimentazioni sul DNA: a Edimburgo, nei laboratori del Roslin Institute, nasce la pecora Dolly, il primo mammifero frutto di clonazione.

 

Gambero Rosso compie 10 anni

Per il Gambero Rosso eccoci arrivati al classico primo giro di boa. Al suo decennale la rivista dedica ben 36 pagine, con ricche interviste a De Rita, Lubrano, Raspelli Veronelli. Filo conduttore: il "cambiamento". “E in questi dieci anni di corsa nei consumi – si legge in una nota editoriale sul n.58 di novembre – i lettori sono cambiati probabilmente più di noi. Le modificazioni della nostra società sono state così profonde che ancora non le abbiamo connesse tutte, le une con le altre, tanto da avere il quadro completo della nuova Italia. Di sicuro è un'altra Italia, ancora ricca, piena di soldi nascosti, ma anche un'Italia in crisi”. La rivista perciò si trova alle prese con “la ‘linea culturale’, i bilanci, ci sono i redattori, ma anche i concorrenti...  E c'è il piccolo vascello Gambero Rosso, che si confronta con i concorrenti dieci e cento volte più grandi. Pensate che le riviste che occupano i comparti di cui il Gambero Rosso si occupa, hanno sostenuto la diffusione tagliando il prezzo, regalando libretti, guide, riviste della stessa scuderia e persino (come ai tempi di Lauro) un pacco di pasta”.

 

Dieci anni esatti dallo scandalo del metanolo: Gambero Rosso fa un bilancio sul vino

Uno  "speciale vino" caratterizza la cover del n. 51 di aprile. Un bilancio, a dieci anni esatti dallo scandalo del metanolo, quando il vino italiano toccò il punto più basso della sua qualità e della sua considerazione a causa di “alcuni criminali imbecilli – come scrive Alberto Zacconeche avevano utilizzato quel veleno per alzare la gradazione alcolica di certi intrugli vinosi venduti a prezzi incredibilmente bassi”. E adesso, dieci anni dopo,“il vino è ancora la bevanda più amata dagli italiani? E se no, perché?” Queste sono le domande che hanno fatto da guida a un'inchiesta ad hoc e alle quali il mensile cerca di dare una risposta. “Le questioni che abbiamo affrontato – si legge nel sommario –vanno dai problemi relativi a un marketing inesistente e alla promozione che fa fatica a trovare una sua efficacia, all'immagine che il vino ha presso il pubblico dei consumatori, analizzata attraverso le interviste a chi opera nel settore quotidianamente. Poi ci sono le cose che funzionano, come il Vinitaly di Verona, la più importante fiera enologica italiana, che festeggia quest'anno il trentennale, e le piccole nicchie di consumatori super esperti e di appassionati. Senza dimenticare il vino senza frontiere, il vino on line”. La consapevolezza dell’importanza dell’e-commerce è già evidente.  “Per finire, un grande identikit delle cantine sociali che formano la spina dorsale della produzione italiana, ma che sono molto spesso del tutto sconosciute al grande pubblico. A dimostrazione che il vino italiano resta nella sua massima parte un vero oggetto misterioso” .

 

Le leggi della cucina ebraica affrontate nel mensile di maggio

“Come ogni essere vivente, l'uomo assicura la propria sopravvivenza attraverso il cibo e la riproduzione, che costituiscono due momenti fondamentali della vita biologica. La Tora attribuisce una particolare importanza alla consacrazione della vita biologica che l'uomo ha in comune con gli animali”scrive il Rabbino Shalom Babhout sul n. 52 di maggio. La copertina ha questo titolo: “Mangia casher e campi 3000 anni”. Anche in questo caso uno "speciale” sulla cucina ebraica.

“Un elemento che ha notevolmente influenzato l'aspetto della cucina ebraica– si legge ancora – è la proibizione di mangiare a breve distanza di tempo latticini e carne: la divisione tra carne e latte ha determinato nella cucina ebraica anche la divisione delle stoviglie in due servizi: uno per gli alimenti di latte, l'altro per quelli di carne. In conseguenza della proibizione di mischiare carne e latte, a meno che non vengano rispettate determinate norme è proibito cibarsi di formaggi che vengano prodotti con caglio di origine animale”.

E se Raffaella Prandi ci conduce in un viaggio dentro i “tremila anni di Gerusalemme” a partire dalla sua conquista e trasformazione in capitale del regno d'Israele da parte di re Davide, Eric Salerno – storico corrispondente estero de Il Messaggero, da tempo con base proprio a Gerusalemme – ci porta dentro le mille cucine di una città e i gusti delle comunità etniche, “che si ritrovano solo in parte integrati nella ‘cucina israeliana’”. Tuttavia, annota Salerno, “nelle grandi feste ebraiche anche gli ebrei che hanno abbandonato le regole del casher ritrovano per un giorno la cucina del passato”. “Vi sono, in Israele –  scrive ancora – ebrei venuti da oltre cento paesi del mondo, ma non tutte le loro cucine nazionali sono state trapiantate a Gerusalemme. Stranamente ciò vale anche per la comunità italiana. Nei numerosi ristoranti italiani della capitale i fritti - baccalà, carciofi, fiori di zucca così tipici della cucina ebraica romana - sono totalmente assenti e chi di passaggio meglio farebbe ad aspettare un ritorno in Italia invece di avventarsi tra le trattorie che offrono real italian cooking per poi, ad esempio, annegare un piatto di spaghetti al pesto in un mare di panna”.

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