Introduzione e guida alle definizioni tecniche

1 Lug 2019, 10:03 | a cura di Gambero Rosso

Per la compilazione del DVV sono state prese decisioni, sia per i vini sia per i vitigni, riguardo la scelta dei termini e la redazione delle definizioni da utilizzare. Va ricordato che all’interno dell’Unione Europea per vino si intende il prodotto derivato dalla fermentazione alcolica, completa o parziale, del mosto di uve fresche o appassite appartenenti alla specie vegetale Vitis vinifera o suoi ibridi, in presenza o meno di parti solide, il cui titolo alcolico minimo viene stabilito da regolamenti.

Per i vini si è deciso di inserire solo le denominazioni VQPRD (Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate), che comprendono le denominazioni DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e le DOC (Denominazione di Origine Controllata), e le denominazioni IGT (Indicazione Geografica Tipica), usando come fonte bibliografica primaria i disciplinari di produzione scaricati dal sito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo. Sono dunque esclusi dal DVV i vini generici, cosiddetti da tavola, e i prodotti derivati dai vini come i liquori e i distillati.

Il disciplinare è un documento normativo che definisce i requisiti produttivi e commerciali di un vino; viene proposto da un consorzio di produttori e deve essere autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura del paese di produzione e dall’Unione Europea. Siccome nei disciplinari le definizioni dei vini non sono omogenee tra di loro, è stato elaborato un modello standard di definizione che consentisse di inquadrare i singoli prodotti, dando le informazioni principali per poterli distinguere, e che permettesse di rendere le definizioni facilmente comprensibili ad un lettore cinese. All'interno della definizione standard di un vino sono inseriti termini che si riferiscono a tipologie, versioni e specificazioni.

Con il termine tipologia sono state prese in considerazione le proprietà sensoriali del prodotto e cioè il colore (bianco, rosato, rosso), il residuo zuccherino (amabile, dolce, passito, liquoroso) e la presenza di spuma (frizzante, spumante). Il termine versione indica le caratteristiche legate alla vinificazione e alle tecniche enologiche: classico, gran selezione, metodo classico, novello, riserva, superiore, vendemmia tardiva, Vin Santo, Occhio di Pernice. In alcuni casi il disciplinare riporta delle indicazioni geografiche più delimitate che designano prodotti di qualità elevata o storici e, in questo caso, si è utilizzato il termine specificazione (esempio: Valpantena, Refrontolo, ecc.). Queste specificazioni sono poste alla fine della definizione.

Per ogni denominazione sono state indicate la provincia e la regione di produzione e per ogni tipologia sono stati riportati i vitigni con cui viene prodotto il vino con le percentuali definite dai disciplinari. Molti disciplinari (soprattutto per DOC e IGT) prevedono la produzione di vini monovarietali; di norma, il vino si considera monovarietale se viene prodotto con almeno l’85% di mosto proveniente da un singolo vitigno. Per non rendere la definizione troppo lunga, è stato riportato solo il nome dei vitigni e non le varie tipologie e versioni con cui vengono prodotti. I vitigni dei vini monovarietali sono riportati in ordine alfabetico senza distinzione tra bacca bianca e bacca nera.

Sono state riportate anche le sottozone e le doppie denominazioni con il rimando alla denominazione principale.

La sottozona è un’area geografica all’interno della denominazione particolarmente vocata alla produzione di quel vino, alla quale viene attribuita una valenza di qualità elevata o un valore storico. Il termine sottodenominazione è stato equiparato al termine sottozona. Con il termine vitigno viene indicata una varietà o cultivar di vite riconosciuta come diversa da altre per mezzo di analisi genetiche. Il vitigno viene definito autoctono quando originato, coltivato e diffuso in un'rea geografica, non trapiantato da altre aree zone. Può essersi formato in natura da un incrocio spontaneo. Per incrocio si intende un vitigno creato dall’uomo per ibridazione di due varietà al fine di ottenere nuovi individui con migliorate caratteristiche fenotipiche.

I termini relativi ai vitigni sono stati selezionati consultando il Registro Nazionale delle Varietà di Vite , aggiornato al 21 novembre 2018. Per le informazioni riguardanti la provenienza e il genotipo è stato consultato il sito Vitis International Variety Catalogue VIVC  dello Julius Kühn InstitutOltre ai nomi riportati nel Registro sono stati aggiunti sinonimi locali, solo se riportati nei disciplinari.

 

Roberto Foschino, Marta Valentini

 

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