26 Set 2017 / 09:09

Intervista ad Antonella Rossi, chef de l’Osteria di Gourmeet

Dal cuore del quartiere elegante di Napoli la chef ci apre il suo mondo fatto di passione, rispetto e tanti colori
Intervista ad Antonella Rossi, chef de l’Osteria di Gourmeet
Dal cuore del quartiere elegante di Napoli la chef ci apre il suo mondo fatto di passione, rispetto e tanti colori
Nel quartiere più elegante di Napoli esiste un luogo dedicato agli appassionati del buon cibo e del buon bere: l'Osteria di Gourmeet. La sua nuova chef è un’autodidatta determinata e appassionata, e chi lavora con lei entra in una grande famiglia, dove la più grande regola è il rispetto reciproco: Antonella Rossi, chef dell’Osteria di Gourmeet, si racconta e ci racconta il suo mondo.
 
La sua carriera è iniziata in Toscana nel ‘96 vicino Montalcino, in provincia di Siena, nella cucina di un albergo che aveva preso in gestione, dove appena sei mesi dopo, guadagna una recensione nella guida Toscana. Torna a Napoli e apre “Napoli mia”, esperienza durata fino a poco tempo fa quando ha preso in mano le redini dell’Osteria di via Alabardieri. Vanta due premi dell'Accademia Italiana della Cucina sia come emergente premio "Nello Oliviero" e come miglior ristorante napoletano premio "Jeanne Carole Francesconi"; ha  preso parte al primo premio "bancarella della cucina" a Pontremoli e ha cucinato nelle cucine del Senato, inoltre ha vinto  il premio come miglior ricetta con la mozzarella di bufala D.O.P con il piatto "Un idea di fresella" premiata dallo chef Gennaro Esposito della Torre del Saracino. La sua è una cucina tradizionale caratterizzata da una grandissima attenzione alla pulizia e alla stagionalità dei prodotti e dalla valorizzazione dei sapori, quelli veri che riesci a riconoscere nel piatto e nei piatti ad esempio del nuovo menu con cui saluta la stagione estiva.
Scopriamo cosa ha risposto alle nostre domande.
 
Cosa propone la cucina di Antonella Rossi da Gourmeet?
Da Gourmeet ho portato una proposta fatta di pochi elementi, svelta e dinamica, aperta a piatti nuovi, concordati con la mia squadra, ma legata ad una versione delicata e leggera della tradizione, perché i miei clienti non solo devono mangiare di gusto ma bene e salutare. Adesso ad esempio puoi trovare accanto a parmigianine di melanzana (in base alla stagione) e mozzarella in carrozza, paccheri con pescato del giorno, zenzero e bottarga di muggine, come anche l'autunnale fagioli con funghi, castagne e chips di maiale o la prelibata novità “genovese di fichi” con speck e pecorino di Carmasciano. Ammetto però che il prodotto che più mi rappresenta è il gambero rosso, vederlo nel piatto mi emoziona, al punto da avergli dedicato una ricetta, “primavera nel piatto”, in cui una cialda di pane cafone ripiena di arancia e finocchietto accoglie una passata di gamberi, tutto rigorosamente fresco.
 
 
Parmigianine di melanzanaParmigianine di melanzane
 
 
Definiresti la tua cucina con tre aggettivi?
Leggera, colorata e saporita. Una materia prima di qualità e prodotti eccellenti che seguono la stagionalità,  un pizzico di creatività con cui divertirmi a giocare con i piatti come se fossero la mia tela, su cui imprimo colori brillanti, frutto di poca manipolazione e cotture brevi, per esaltare i veri sapori. 
 
Cosa cerchi di trasmettere attraverso il tuo lavoro?
Prima di tutto la mia fortissima passione, grazie alla quale riesco a raccontare i sapori di una cucina genuina, fatta di duro lavoro e tanta dedizione e alimentata dalla voglia di aggiornarsi, che più che una voglia deve essere una necessità per non rimanere indietro.
 
Cosa ti piace di più cucinare? 
I primi piatti, perché riesco a giocare con i colori e con i sapori, dando libera espressione alla mia indole; lo stesso vale per i dolci. Preferisco lavorare con il pesce, ovviamente fresco, perché è stimolante sfilettarlo, cucinarlo ed esaltarlo con agrumi ed erbe fresche, che non mancano mai nella mia cucina, ma in generale adoro creare un piatto con la mia squadra, chiedendo loro collaborazione e confronti costruttivi.
 
 
Genovese di fichiGenovese di fichi
 
 
Dove trovi la tua ispirazione? 
Amo e lavoro molto sulla territorialità, nel senso che trovo la mia ispirazione nei prodotti che caratterizzano il territorio, inclusi i vini, anche prodotti poveri purché di qualità e selezionati da me. Mi lascio ispirare dai colori e dalla voglia di realizzare piatti vivi, per i quali mi piace dare spazio a presidi Slow Food o anche ridare vita a prodotti dimenticati, come ad esempio la pera pennata, tipica nella zona di Agerola sui Monti Lattari.
 
Cosa consigli a chi vuole intraprendere questo mestiere?
Avere tanta curiosità e voglia di sapere, con cui leggere, studiare e informarsi, senza mai stancarsi di capire un prodotto da dove viene. Penso inoltre che i ragazzi oggi dovrebbero fare meno teoria e più pratica, cimentandosi nel lavoro con tutta la dedizione possibile.
 
Qual è il segreto per avere un’attività di successo in questo settore? 
Direi l'accoglienza. Personalmente cerco di creare una squadra con chi lavora gomito a gomito con me e con chi sta in sala, così da accogliere il cliente nel migliore dei modi e farlo sentire coccolato. Sicuramente può capitare l’errore, basta riconoscerlo e scusarsi accettando con grande umiltà le critiche, purchè costruttive. 
 

Gourmeet

Via Alabardieri,8/11 - Napoli
Tel. +39 081 794 41 31
     +39 366 336 66 54
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