2 Set 2016 / 18:09

Paolo Campana racconta nascita e polemiche sull'idea di raccolta fondi #AMAtriciana

Come funziona la raccolta fondi per le zone colpite dal sisma più efficace e spontanea del web? Lo abbiamo chiesto una settimana dopo a chi ha avuto l'idea. Tra critiche e impegno solidale

Paolo Campana racconta nascita e polemiche sull'idea di raccolta fondi #AMAtriciana

Come funziona la raccolta fondi per le zone colpite dal sisma più efficace e spontanea del web? Lo abbiamo chiesto una settimana dopo a chi ha avuto l'idea. Tra critiche e impegno solidale

Sono circa un migliaio i ristoranti che hanno aderito ad #AMAtriciana, la raccolta fondi nata all'alba del 24 agosto, subito dopo il sisma, e che nel giro di poche ore è diventata più che virale a livello mondiale. L'idea è semplice: il ristoratore espone la locandina e per ogni piatto di amatriciana dona 2 euro (uno lui, uno il cliente) alla Croce Rossa Italiana. Oggi c'è anche la piantina per trovare chi aderisce: “la devo aggiornare continuamente” dice Paolo Campana, ideatore dell'iniziativa. Non ci sono tutti, però, perché molti hanno deciso di non comparire sulla mappa. Perché? “per evitare l'accusa di cercare pubblicità”. Una delle tante polemiche che hanno accompagnato l'uscita della campagna.

 

Le idee nascono spontaneamente

A tre ore e mezzo dal terremoto ho pensato che si doveva fare qualcosa per Amatrice” racconta Paolo, e poi spiega: “dico Amatrice, anche se non è l'unico centro colpito, perché ci vado ogni Capodanno; forse per questo mi ha toccato così tanto”. E aggiunge:“E voglio passare lì anche il prossimo, di capodanno”. Il collegamento Amatrice-Amatriciana è immediato, e così l'idea di coinvolgere i ristoratori. “Ho detto subito che non è una campagna di beneficenza, ma solo un aiuto; chi fa beneficenza la fa senza dover andare a cena fuori”. Poi, visto che per l'ultimo fine settimana di agosto era in programma la sagra dell'amatriciana, l'idea ha preso forma quasi spontaneamente. Alle 8 il primo post su Facebook, alle 12 la locandina. Che è ben fatta (Paolo è grafico) e funziona. In poco tempo diventa virale, qualcuno si lamenta rivendicando la paternità della foto, “ma” dice “ci siamo chiariti e mi ha chiesto scusa subito dopo”. Insomma: Paolo si attiva senza pensarci tanto su. Vede che c'è risposta e parte in quarta.

 

Questioni di prezzo

Perché solo 2 euro e non il prezzo intero del piatto? “Quando mi è venuta l'idea, così di getto, non me la sono sentita di mettere le mani nelle tasche dei ristoratori”. Anche perché non tutti hanno le stesse possibilità, ma 2 euro li può donare chiunque. E forse proprio questo spiega la grande partecipazione. Senza contare che così ci si mette anche al riparo da chi, poco onesto, di fronte a cifre più consistenti potrebbe essere tentato di fare il furbo. “Ma chi vuoi che rubi 2 euro (di cui uno suo) ai terremotati?”. Non è stata, però, l'unica critica: qualcuno ha sollevato delle perplessità perché, sotto l'etichetta della beneficenza, i ristoranti ci guadagnano. “La cosa urgente è raccogliere fondi. Ma se poi un ristorante ha più clienti e maggiori incassi, qual è il problema? Poi parliamoci chiaro: quanti possono essere? 20, 30 coperti in più al mese? Anche fosse, che male c'è? Anzi, magari fosse, data la situazione economica”.

 

amatriciana

 

E chi invece dice che stai solo cercando pubblicità?

Se l'avessi fatto solo per avere visibilità mi sarei organizzato meglio, e prima” dice “è una settimana che non faccio altro che rispondere a messaggi, ho dovuto aprire di corsa una pagina Facebook, ho messo su la piantina da aggiornare. Poi ci sono le locandine da fare per l'estero”. Sì, perché #AMAtriciana non si ferma ai confini nazionali. Un centinaio le adesioni in Giappone (con donazioni alla Croce Rossa Giapponese che, a sua volta, trasferirà a quella italiana), circa 30 solo a Barcellona, perfino a Tel Aviv, “da dove mi hanno chiesto di adattare la ricetta alla cucina kosher”. Quindi a breve ci sarà il poster con il testo tradotto. E non solo per Israele, anche per la Cina, e tanti altri Paesi. “Ho solo fatto una locandina carina” dice: da grafico, oltre alla soddisfazione, il suo beneficio finisce qui. “Se volessi farmi pubblicità metterei link a interviste o altro” dice “ma perché dovrei? L'obiettivo è fare conoscere l'iniziativa e raccogliere più soldi possibile. Non pubblicizzare me o il piatto originale”. Sì, perché tra le polemiche non è mancata neanche quella della fedeltà alla ricetta di Amatrice. Che nel frattempo è diventata condimento per la pizza, o si è adattata alla cucina di mare, vegetariana, kosher, anche in ristoranti che mai prima l'avevano proposta. Un simbolo, multiforme e soggetto a mille interpretazioni, con buona pace di chi grida all'eresia. “Ma su oltre 4000 messaggi arrivati, sono davvero pochi quelli di critica, solo che fanno molto più rumore”. Ma la rete, si sa, funziona così.

 

La Croce Rossa Italiana e la risposta delle persone

Nel frattempo arrivano sia le foto delle locandine esposte, sia i primi bonifici. Una previsione sulla cifra raccolta? “Difficile, ci penserà la Croce Rossa. Mi hanno spiegato che ora c'è il boom dell'iniziativa, poi arriveranno i primi soldi, e quella sarà la parte difficile”. Perché la Croce Rossa? “Mi fido, poi ho immaginato che avrebbero usato i soldi dove c'è bisogno, non solo ad AmatriceMa neanche loro si aspettavano questa risposta”, e ora stanno pensando di aprire un Iban dedicato. “Vedremo, intanto cerchiamo di capire come essere più trasparenti possibile”.

Dopo una settimana qualcosa è già cambiato: i ristoratori sono costanti, i locali aumentano, ma la partecipazione dei clienti scende: “è normale, l'interesse diminuisce presto. Basta guardare i telegiornali per accorgersi che il sisma non è più la notizia principale” dice; dando conto delle dinamiche della comunicazione. Dal web alla tv e viceversa, polemiche incluse. La televisione fa da cassa di risonanza: maggiore è l'attenzione mediatica, maggiore la risposta emotiva e la partecipazione. Ma poi? “Credo che se si arriva a Natale sarà già tanto”. Poi si deve fare diversamente. E Carlo Petrini ha rilanciato proponendo di continuare la raccolta fondi per un anno. #AMAtriciana da movimento spontaneo diventa un'iniziativa collegata a Slow Food? “Uniamo le forze: ho sentito Petrini proprio ieri, a breve ci sarà una mappa unificata dei ristoranti che hanno risposto all'appello lanciato da me e quelli che hanno risposto a Slow Food. Loro si sono agganciati alla mia idea, con il pensiero di tenerla in vita per molto tempo, sarà più facile per realtà più strutturate, Eataly o Autogrill. Magari riesce a fare qualcosa fino all'estate prossima...

 

Diffidare dalle imitazioni?

E di Un'amatriciana per Amatrice e di tutte le altre raccolte fondi? “L'idea è di aiutare, se gli aiuti arrivano da un altro gruppo, ben venga, basta che arrivino”. Ci sono state altre iniziative che hanno usato la stessa immagine per raccolte fondi simili, anche con altri destinatari. Per esempio c'è una campagna gemella, sia nella grafica sia nel contenuto, in cui cambia solo l'Iban, che è quello della Confcommercio di Grosseto. In pratica hanno preso e modificato la sua locandina: “Ora l'hanno tolta dai loro canali, ma mi hanno detto dalla Croce Rossa che accade molto frequentemente. Le persone prendono la comunicazionee modificano solo qualcosa. A volte dirottando i fondi”. Insomma: le persone si fidano vedendo i marchi della Croce Rossa e non sanno che poi c'è la sorpresa.

 

E ora?

Adesso che anche Marc Zuckerberg ha fatto riferimento ad #AMAtriciana come fenomeno virale di grande impatto, unico caso in Italia di tale successo, che ricorda tanto quello dell'Ice Bucket Challenge di un paio di anni fa, le cose potrebbero aumentare ancora di intensità. C'è tanta risposta, begli incontri, e il rischio di essere strumentalizzati. A tornare indietro lo rifarebbe? “Certo, e farei tutto uguale” anche con la stessa improvvisazione “perché magari cambi un minimo aspetto ma poi le cose non sono le stesse”. Avrebbe forse fatto più attenzione nella prima immagine che riportava un Iban sbagliato (corretto quando le visualizzazioni erano ancora a tre cifre). Conseguenze immediate? “Da una settimana a questa parte ovunque vada mi ritrovo a mangiare amatriciana”.

 

a cura di Antonella De Santis

 
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