16 Ago 2017 / 12:08

Miniguida di Siena. Dove mangiare nella città del Palio

Tutta racchiusa fra le sue mura medievali, Siena offre ai visitatori uno scenario che rapisce, grazie alla sue splendide architetture, alle molte opere d’arte che custodisce in palazzi e chiese, alle botteghe d’artigianato e gastronomia. Per la rubrica sulle città italiane oggi vi portiamo nella città del Palio, con i migliori indirizzi per mangiare, bere e prendere un ottimo caffè in città.

Palio dell'Assunta, Siena

Tutta racchiusa fra le sue mura medievali, Siena offre ai visitatori uno scenario che rapisce, grazie alla sue splendide architetture, alle molte opere d’arte che custodisce in palazzi e chiese, alle botteghe d’artigianato e gastronomia. Per la rubrica sulle città italiane oggi vi portiamo nella città del Palio, con i migliori indirizzi per mangiare, bere e prendere un ottimo caffè in città.

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La città opera d’arte

Un’opera d’arte unica, che non ha paragone nel nostro mondo occidentale. Un solo animale completo, con testa, cuore, arterie, zampe, di cui rimane lo scheletro quasi intatto, depositato su tre colli” (Bernard Berenson). La similitudine con l’opera d’arte è la descrizione più calzante per Siena: una città scrigno racchiusa nelle sue mura medievali, da sempre centro di importanti scambi politici e finanziari ma anche crocevia di letterati e artisti. Patrimonio dell’Unesco dal 1995, è conosciuta in tutto il mondo per Il Palio, la giostra equestre che si svolge tuttora due volte l’anno. Ma Siena è molto di più dei suoi monumenti storici: una città dinamica che vive di importanti eventi culturali, botteghe d’artigianato ed eventi gastronomici.

Cosa vedere a Siena

Le sue origini sono etrusche, ma è nel periodo medievale che Siena trova la sua identità. La sua strategica posizione sulla via Francigena e la tradizionale abilità nel gestire il denaro (il Monte dei Paschi di Siena, nato nel 1472 come monte di pietà, è la banca più longeva al mondo) le permisero di diventare un centro commerciale fiorente, in particolare nell’XI e XII secolo. La contesa del potere con Firenze, che vide la definitiva capitolazione di Siena intorno al 1500, ha limitato l’espansione del suo centro storico: ancora oggi la zona pedonale del centro si può comodamente visitare in una giornata, godendo di una vista mozzafiato che va dalle mura medievali e alle sue torri.

 

Siena, piazza del Campo

Piazza del Campo, Fonte Gaia e Torre Mangia

Il centro storico è a misura d’uomo, visitabile a piedi anche grazie alla pedonalizzazione. Per un tour alla scoperta della città è d'obbligo partire da Piazza del Campo, con la sua celebre forma a conchiglia, dove due volte l’anno si svolge il Palio, la celebre sfida a cavallo tra le 17 contrade; per convenzione, questo territorio è franco, cioè non appartiene a nessuna delle contrade cittadine. La piazza, in origine uno spazio per allestire i mercati, è una delle più grandi creazioni dell’urbanistica medievale. Qui sorgono, oltre al Palazzo Comunale, la Fonte Gaia, fontana monumentale risalente al 1346 e la Torre del Mangia, terza torre antica più alta (88 metri) dopo quella di Cremona e quella di Bologna: con i suoi 400 gradini è interamente visitabile e offre una splendida vista sulla città. Costruita nel 1338, prende il nome da Giovanni di Balduccio, uno dei primi campanari, chiamato mangiaguadagni per la sua tendenza a sperperare il denaro nelle osterie.

 

Il Duomo di SienaIl Duomo di Siena

L’arte fra Duomo, Pinacoteca e Fortezza Medicea

Sono numerose le botteghe d’artigianato e gastronomia che troverete spostandovi sulle vie laterali verso Piazza del Duomo, dove c’è la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, una delle chiese più significative del romano-gotico italiano. Ricoperta di marmo bianco all’esterno, racchiude una serie di preziose opere di Donatello, Michelangelo, Pinturicchio e Nicola Pisano. Per gli appassionati d’arte consigliamo anche una visita alla Pinacoteca Nazionale, nei Palazzi Brigidi e Buonsignori, dove sono custoditi capolavori di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Lorenzetti, Sassetta e Francesco di Giorgio.

Sono davvero tante le opere d’arte e le architetture religiose da ammirare a Siena - tra cui il Santuario e la Chiesa di Santa Caterina, la Chiesa di San Domenico e la Chiesa di Santa Maria dei Servi - così come gli splendidi palazzi storici (ben 34, considerando anche il Palazzo Comunale). Per concludere la passeggiata alla scoperta di Siena vi consigliamo di visitare anche la Fortezza Medicea, nella parte occidentale della città: un forte eretto tra il 1561 e il 1563, su ordine del duca di Firenze Cosimo I de' Medici, in prossimità del quartiere di San Prospero.

Cosa mangiare a Siena

Siena ha una lunga tradizione gastronomica dovuta alla sua posizione sulla via Francigena, lungo la quale nacquero, soprattutto nel periodo medievale, molti punti di ospitalità e osterie a supporto dei pellegrini. Il patrimonio culinario locale è tuttora considerato dai senesi un collante sociale forte e viene celebrato in una serie di eventi gastronomici, come la Settimana gastronomica organizzata dalla Contrada della Tartuca a giugno o la Sagra del Braciere della Contrada Selva a fine agosto.

 

Fegatelli alla brace, foto di Braciami ancoraFegatelli alla brace, foto di Braciami ancora

Tra gli antipasti della cucina senese troviamo i crostini neri (con milza di vitello, fegatini di pollo, vino, acciughe e capperi), i crostini bianchi (con burro, formaggio e tartufo bianco), i crostini agliatie quelli ai funghi. Tra i primi piatti i pici e le pappardelle, solitamente conditi con ragù di lepre o di cinghiale, ma anche con sughi con carne di maiale o funghi. Non mancano le zuppe come la ribollita, qui chiamata zuppa di fagioli, preparata con cavolo nero, fagioli e verdure varie e servita sul pane raffermo, o la zuppa frantoiana (fette di pane abbrustolito servite con un fondo di fagioli cannellini e pomodoro). Sono molto diffusi piatti comuni anche al resto della regione come la panzanella, la pappa al pomodoro, i fagioli all’uccelletto. I fagioli si fanno anche al fiasco, cioè messi dentro a un fiasco di vino con aglio, olio, salvia e altri aromi, e cotti direttamente sulle braci (oppure a bagnomaria).

Salame di cinta senese, foto di Bottega del buogustaioSalame di cinta senese, foto di Bottega del buogustaio

Tanti i secondi di carne, come gli arrosti misti, i fegatelli (fegati di maiale a pezzi avvolti nella rete e cotti in casseruola), il costoleccio (costine di maiale alla griglia), ma anche le chiocciole alla senese, sfumate con il vino e cotte in abbondante passata di pomodoro, la cacciagione (principalmente cinghiale, lepre e fagiano) sia in umido che alla griglia, la trippa alla senese (striscioline di trippa in un sugo di pomodoro piccante).

Fra i salumi i più celebri sono quelli di Cinta senese: salami, prosciutti, lonze, lardi, guanciali, pancette e la finocchiona, un insaccato bagnato nel vino in cui spicca l’aroma dei semi di finocchio. Sul versante formaggi tanti i pecorini, come quello di Pienza nelle sue diverse stagionature, il pecorino delle Colline senesi, il pecorino di San Gimignano, il Pecorino di Montalcino, ma anche altre tipologie come il marzolino senese (con latte di pecora delle razze provenienti dalla zona delle Crete Senesi, a sud est della città) e ottimi caprini.

Panpepato di SienaPanpepato di Siena

Infine, il capitolo dolci, dove ricette di stampo medievale si mescolano con ricette più moderne: il panforte (o panpepato) in diverse versioni (bianco, al cioccolato o fiorito) biscotti che vi abbiamo già raccontato come ricciarelli, cavallucci, i berriquoli, la schiacciata di Pasqua, le frittelle di San Giuseppe.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI D’ITALIA 2017

Contrada del Castel Monastero resort

Due le opzioni per chi cena al Castel Monastero: il ristorante gourmet Contrada, con una cucina aperta alle sperimentazioni dello chef, e La Cantina, trattoria con una proposta più semplice e tipica. Ai fornelli c’è sempre Stylianos Sakalis, chef che riesce a fondere la sua cultura d’origine QUALE? con le esperienze fatte nelle cucine italiane, ottenendo un risultato unico. Piatti leggeri e invitanti, dove la materia prima è arricchita da un uso sapiente di spezie ed erbe aromatiche. La cantina è ampia e offre etichette originali, che si abbinano perfettamente ai due menu proposti. Due Forchette nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

Osteria Le Logge

Locale arredato con mobili d’epoca e con una suggestiva cantina sotterranea da visitare. La cucina, visibile dalla strada, alterna piatti della tradizione locale a proposte più sperimentali, con suggestioni che evadono dai confini regionali e talvolta anche nazionali. Il menu ruota quasi completamente intorno alla carne, ma non mancano delle proposte di pesce originali. Ottimi i dolci della casa. La carta dei vini parte da quelli dell’azienda di proprietà (Le Chiuse di Sotto) per allargare lo sguardo alle migliori etichette italiane e d’oltralpe. Una Forchetta nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

PorriOne

A due passi da piazza del Campo, un locale lontano dalle logiche turistiche. L’ambiente è rustico ma elegante, l’accoglienza informale e allegra. Due i menu degustazione, uno è dedicato alle pietanze di mare cucinate in maniera classica, mentre l’altro dà spazio alla fantasia e alla voglia di giocare dello chef. Sapori decisi ma mai eccessivi, eleganze di forme e linee, abilità nel maneggiare la materia prima. Carta dei vini monumentale, con referenze per ogni regione dello Stivale e una notevole scelta al calice. Due Forchette nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

SaleFino

Un locale lontano dai circuiti turistici, sia per l’ambiente che per la proposta gastronomica. Il menu non è suddiviso per portate ma è un lungo elenco di pietanze ibride, quasi tutte centrate su carni e verdure, più qualche buona proposta di pesce. La formula del pranzo è leggera, con piatti adatti anche a un consumo veloce e poco impegnativo, mentre a cena la proposta viene ampliata con piatti più creativi ed elaborati. Cantina ben fornita, anche per quanto riguarda la mescita. Una Forchetta nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

Sbarbacipolla (Colle Val d’Elsa)

È l’orto il protagonista assoluto della proposta gastronomica di Sbarbacipolla, una bio osteria nel cuore di Colle Val d’Elsa, a 24 chilometri da Siena. Lo “Sbarbamenu” privilegia verdure e legumi, ha una chiara vocazione vegetariana e la capacità di sorprendere il cliente attraverso il gioco e l’ironia. Per coloro che amano la carne ci sono comunque pietanze interessanti, tutte legate alla produzione territoriale e alla tradizione senese. Ottima la selezione di formaggi locali con mostarde e marmellate. Carta dei vini bio con referenze locali e regionali. Due Gamberi nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PIZZERIE D’ITALIA

Chicco (Colle Val d’Elsa)

In un territorio dove la pizza è bassa e croccante, Stefano Canosci ha il merito di aver diffuso e fatto apprezzare un prodotto dall’impasto più alto, ma anche più soffice e digeribile. La farina utilizzata è un mix di 7 diversi prodotti selezionati, la lunga lievitazione e la cottura in forno a legna fanno il resto. Oltre al menu classico, ogni settimana una proposta creativa che varia anche secondo la stagione. Carta dei vini e delle birre essenziali, con proposte in degustazione a rotazione settimanale. Due Spicchi nell’edizione 2017 della guida Pizzerie d’Italia.

Menchetti

La famiglia Menchetti è un riferimento sicuro per chi vuole gustare pane e pizza di alta qualità. Una storia imprenditoriale iniziata più di 60 anni fa che con rigore e passione li ha portati ad avere ben 5 punti vendita in diverse regioni d’Italia. Questo di Siena, situato all’interno del Consorzio agrario locale, propone pizza a taglio, pane fresco in diverse tipologie, prodotti da forno. La pizza, servita alla pala, è croccante e ben alveolata, con farciture tendenzialmente tradizionali. Buoni anche i dolci da forno. Da bere birre del territorio. Due Rotelle nell’edizione 2017 della guida Pizzerie d’Italia.

CONSIGLI DALLA GUIDA STREET FOOD 2017

Antica salumeria Salvini

Uno spirito verace e tanta passione per questa salumeria artigianale a Siena, attiva dal 1931. Lavora principalmente carni di Cinta senese e di Grigio toscano, da cui ricava salami, coppe, spallette, capocolli e prosciutti di elevatissima qualità. Qui potete comprare i prodotti che preferite, oppure sedervi ai tavoli godendo delle proposte dell’oste, Alessandro Ciofi, esperto nel mettere insieme le sue specialità con quelle dei produttori locali di formaggi, sottoli, miele e conserve. Per chiudere in bellezza, un bicchiere di vin santo accompagnato da croccanti cantucci.

Il Vinaio

Prodotti biologici e attenzione per la tutela del territorio sono le parole chiave di questa osteria-bottega. Formaggi a latte crudo, salumi e insaccati di produttori locali, conserve e sottoli, mostarde e marmellate di elevata qualità. Ma se non siete ancora convinti chiedete un panino: dalla cucina, la signora Sandrina saprà stupirvi. La cantina, ricca e variegata, spazia da nord a sud Italia e comprende anche un buon vino della casa.

CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI& PASTICCERIE 2017

Peccati di gola

La storia della famiglia Betti è alla base del successo di questa pasticceria, considerata una delle migliori insegne della città. La proposta punta sui dolci della tradizione toscana, senza tralasciare sperimentazioni contemporanee, che rivelano la creatività delle leve più giovani di pasticceri. Sul banco in bella mostra mignon, bignè, tartellette alla frutta, bicchierini e “cubotti” dai mille colori. Interessanti le torte, sempre più moderne e accattivanti. Due Torte nell’edizione 2017 della guida Pasticceri&Pasticcerie.

CONSIGLI DALLA GUIDA BAR D’ITALIA 2017

Caffè Fiorella

Un locale sempre affollato proprio sopra piazza del Campo, che sforna colazioni a ripetizione ma sempre preparate in maniera impeccabile. Qui si viene per gustare un ottimo caffè, proveniente dall’omonima torrefazione di Francesco Martini, proposto in diverse varianti come il Fine Italian blend (80% arabica, 20% robusta). Ma spiccano anche i cornetti farciti in vario modo, le brioches fragranti, i budini di riso in vari formati. Interessante anche la proposta salata, con croissant, torte e focacce ripiene. Tre Chicchi e una Tazzina nell’edizione 2017 della guida Bar d’Italia.

Corsini

Spazio luminoso a due passi dal centro di Siena. A colazione caffè 100% arabica intensi e ben estratti, accompagnati da brioches e cornetti sempre appena sfornati. Ma non mancano torte della tradizione e moderne, mignon, cioccolatini. A pranzo la focaccia ripiena, ciaccina (pizza bianca senese), ma anche tramezzini, snack salati e panini. Interessante la merenda, con tante varietà di tè e biscottini di tutti i tipi. Due Chicchi e Due Tazzine nell’edizione 2017 della guida Bar d’Italia.

 

indirizzi

Antica salumeria Salvini | Siena | strada statale 73 Ponente, 46 | tel. 0577 394399 | www.anticasalumeriasalvini.com

Caffè Fiorella | Siena | via di Città, 13 | tel. 349 101 9855 | www.caffefiorella.it

Chicco | Colle Val d’Elsa (SI) | via Giuseppe Garibaldi, 35/37 | tel. 0577 921776 | www.chiccocolle.it

Contrada del Castel Monastero resort | Siena | Loc. Monastero D'Ombrone, 19 | tel. 0577 570570 | www.castelmonastero.com

Corsini | Siena | via A Diaz,4-14 | tel. 0577 221881

Menichetti | Siena | via Giuseppe Pianigiani, 5 | tel. 0575 350682 | www.menchetti.it

Il Vinaio | Siena | via Camollia, 167 | tel. 0577 49615 | www.facebook.com/osteria.ilvinaio/?hc_location=ufi

Osteria Le Logge | Siena | via del Porrione, 33 | tel. 0577 48013 | www.facebook.com/Osterialelogge

Peccati di gola | Siena | via Piccolomini, 43 | tel. 0577 283155 | www.pasticceria-peccatidigola.it

PorriOne | Siena |  via del Porrione, 28 | tel. 0577 221442 | www.porrionecucinaevino.it

Salefino | Siena | via degli Umiliati, 1 | tel. 0577 287224 | www.salefino-siena.com

Sbarbacipolla | Colle Val d’Elsa |  piazza Bartolomeo Scala, 11 | tel. 0577 926701 | www.biosteria-sbarbacipolla.it





 

a cura di Francesca Fiore

 

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