21 Lug 2014 / 16:07

Previsioni vendemmia 2014. In calo le grandi Dop e incertezza meteo

a cura di
Sondaggio tra le maggiori Dop italiane, a poco più di un mese dall'avvio della raccolta. Prospettive e timori per l'annata 2014 che non sarà abbondante come lo scorso anno, ma che potrebbe regalare una qualità molto elevata.
Previsioni vendemmia 2014. In calo le grandi Dop e incertezza meteo
Sondaggio tra le maggiori Dop italiane, a poco più di un mese dall'avvio della raccolta. Prospettive e timori per l'annata 2014 che non sarà abbondante come lo scorso anno, ma che potrebbe regalare una qualità molto elevata.
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Un occhio ai filari ma col naso all'insù. Sono settimane decisive per la maturazione delle uve nel vigneto Italia. L'instabilità meteorologica che ha caratterizzato il mese di luglio sta tenendo in apprensione i produttori in diverse regioni. Tecnici e agronomi sono al lavoro, attraverso consueti monitoraggi, per avere un quadro preciso dell'andamento vegetativo, durante la delicata fase che precede l'invaiatura. Le principali Dop si preparano così a una stagione che per quantità non dovrebbe superare quella del 2013, ma che in molti casi, rilevati in questo sondaggio del Gambero Rosso nella seconda decade di luglio, consente di sperare in un'annata molto buona sul lato qualitativo.

Al Nord, nella vasta area del Prosecco Doc, si è perso il lungo anticipo rilevato a metà giugno: "Dalle tre settimane siamo passati a una settimana per via delle temperature non elevate, inferiori di 7 gradi sulla media del periodo" osserva Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco "e per via delle frequenti piogge, che hanno provocato l'ingrossamento degli acini, oggi molto ricchi, pur essendo in presenza di piante più povere di grappoli rispetto al 2013. L'azione dell'acqua è stata in generale positiva. E se nei prossimi 50 giorni la temperatura andrà a stabilizzarsi, con buone escursioni termiche, potremmo attenderci una vendemmia eccellente". Nelle colline del Prosecco Superiore Docg le stime parlano di produzione sui livelli del 2013, con un anticipo di dieci giorni: "Sarà un'annata precoce, che partirà nella prima settimana di settembre e di sicuro non ad agosto" dice il direttore del Consorzio di tutela, Giancarlo Vettorello: "In vigna troviamo una situazione generalmente buona, meno grappoli ma più grandi, nessun danno da malattie nonostante la forte piovosità, anche se le insidie non mancano e occorre stare sempre attenti. Agosto sarà importante per la qualità, speriamo in una alternanza termica spiccata tra giorno e notte. Sarà determinante". Dieci i giorni di anticipo vegetativo registrati anche in Abruzzo, patria del vitigno Montepulciano: "La raccolta dovrebbe partire a fine settembre" spiega Giuseppe Cavaliere, direttore del Consorzio vini d'Abruzzo: "Dal punto di vista fitosanitario non rileviamo grossi problemi, anche se chiuderemo l'anno con tre/quattro trattamenti in più rispetto alla media, soprattutto contro la peronospora. Sul fronte produttivo non ci aspettiamo grandi variazioni rispetto ai circa 870 mila ettolitri del 2013. Speriamo che riparta il bel tempo, perché abbiamo avuto troppa pioggia".

In Piemonte, nei 9.700 ettari dell'Asti Docg, si registra un anticipo di venti giorni sul 2013. Daniele Eberle, agronomo del Consorzio di tutela, la vendemmia dovrebbe prendere il via nell'ultima settimana di agosto: "La raccolta è prevista nella media e in calo rispetto al 2013 che è stata un'annata abbondante. La moderata piovosità di maggio e giugno ha favorito una buona allegagione. In questo momento, le piante sono al massimo dell'attività fotosintetica. Non abbiamo avuto grandine, ci sono stati invece focolai di oidio e comparsa di peronospora per le recenti piogge, ma senza problemi. Anche la flavescenza è sotto controllo. Gli eccessi termici che potrebbero condizionare negativamente gli aromi finora non ci sono stati e quindi si prospetta un'annata positiva soprattutto sul fronte dei profumi". Più a nord, in Trentino, saranno le uve del Trento Doc a essere raccolte dopo il 20 agosto, seguite da Pinot grigio mentre, intorno al 10 settembre, si andrà sui rossi. Erman Bona, direttore del Consorzio vini del Trentino, prevede un calo produttivo: "Le nostre stime parlano di 1,1 milioni di quintali di uve, rispetto a 1,3 milioni del 2013; l'80% sarà di uve Doc.Buono lo stato generale di salute. Anche se in alcune aree, come la Val di Cembra e la Val d'Isera, abbiamo avuto forti grandinate e pesanti danni ai filari i cui effetti in vigna si sentiranno per qualche anno. Le piogge sono state abbondanti, ma le uve sono sane. Gran parte dei produttori adottano la lotta integrata e i trattamenti sono ridotti al minimo. Speriamo di continuare così". Nella vicina Valpolicella le prospettive sono ottimali: "La stagione è partita in anticipo, ma dopo l'ondata di calore di giugno ci sono state piogge e temperature fresche e a luglio questo anticipo si è perso" afferma l'agronomo del Consorzio di tutela, Renzo Caobelli. "Siamo nelle fasi di pre-chiusura del grappolo. Gli acini sono nella norma, qualche grappolo in meno per la Corvina in alcune aree, ma dovremmo raccogliere le quantità dello scorso anno. Le piogge dei giorni scorsi hanno favorito la moltiplicazione cellulare degli acini. E sul fronte qualità, avendo avuto un giugno temperato e con molta acqua, avremo tessuti ricchi e maggiore qualità organolettica. I 25-27 gradi non hanno stressato la vite e la pianta ha lavorato 18 ore al giorno. E ci auguriamo che agosto non porti la grandine e che nei prossimi 15 giorni le temperature non vadano oltre 35 gradi". Nella confinante area del Soave (7 mila ettari) la cosiddetta rete di sentinelle (i circa 25 tecnici sul territorio) stima un avvio nella seconda settimana di settembre: "Il 2014 potrebbe essere simile al 2013, nel senso che non si nota quella tendenza al riscaldamento del 2011 e 2012", ricorda il direttore del Consorzio, Aldo Lorenzoni: "Pertanto, siamo in presenza di grappoli lunghi, spargoli, premessa di una qualità importante. Potrebbe essere una grande annata per il Soave classico. Ci sono condizioni ideali per la vendemmia di alta collina, grazie a buone riserve idriche e meno stress dello scorso anno. Faremo un trattamento in più in vigna. Anche se la minaccia viene dai temporali, siamo fiduciosi e speriamo di portare a casa la stessa acidità dell'annata precedente".

Altra grande zona a Dop è la Sicilia, dove si partirà poco prima di ferragosto con Chardonnay e Pinot grigio. Sul 2013 è previsto un calo di produzione medio del 20% con punte del 50% (soprattutto per Nero d'Avola, Grillo e Inzolia). "Non siamo di fronte a un'annata precoce se si considera la media delle ultime dieci" sottolinea il presidente del Consorzio della Doc, Antonio Rallo. "La perdita di produzione è dovuta a una pianta che presenta meno infiorescenze, dopo un 2013 abbondante. Qualche problema fitosanitario c'è stato nel Trapanese e Agrigentino. E sarà importante la conduzione del vigneto: non è un'annata facile, anche se non siamo in stress idrico. Tra giugno e luglio solo cinque i giorni veramente caldi con le sciroccate che ci hanno aiutato a eliminare i crittogami. Se questo clima proseguirà ripercorreremo il 2013, anno più freddo dal 1976 per la Sicilia occidentale. Potremmo avere bianchi freschi e di buona acidità, mentre i rossi non avranno grande struttura ma più eleganza".Stato di salute perfetto tra i 9 mila ettari di vigneti a Dop in Romagna. Per il presidente del Consorzio, Giordano Zinzani, il semaforo verde arriverà nella prima metà di settembre (Sangiovese) con anticipo di una settimana: "Dopo un inizio di vegetazione anticipato c'è stato un rallentamento. Luglio è stato anomalo. Dal punto di vista fitosanitario, gli attacchi di peronospora sono stati combattuti, mentre purtroppo la grandine è arrivata forte nel Riminese e Alto Faentino, senza troppi danni alle quantità, che stimiamo in calo sul 2013. Ora il vigneto è rigoglioso, è buona la riserva idrica, il maltempo dovrebbe essere finito e il sole dovrebbe darci la qualità". Più a ovest, nella zona del Chianti Docg c'è cauto ottimismo: "La raccolta dovrebbe partire il 20 settembre con cinque giorni di anticipo", osserva il presidente del Consorzio, Giovanni Busi: "Abbiamo uve in buono stato di salute, grazie a un terreno fresco e un clima non troppo caldo. I tecnici riscontrano un'uniformità nei vigneti con i grappoli ben formati. Abbiamo avuto qualche grandinata, ma non si riscontrano problemi. Lo scorso anno abbiamo avuto cali produttivi per le piogge di maggio e giugno, mentre per ora la stagione sta andando perfettamente. Dovremmo raccogliere 1,1 milioni di quintali di uve". Stagione regolare nell'area del Chianti Classico, dove le premesse sembrano migliori del 2013: "Le escursioni termiche del periodo fanno bene agli aromi e sviluppano i polifenoli, funzionali all'invecchiamento dei nostri vini", rileva il direttore del Consorzio, Giuseppe Liberatore: "I tempi di vendemmia li deciderà agosto, che mi auguro sia caldo, seguito da un settembre ventilato".

a cura di Gianluca Atzeni


Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 17 luglio. Abbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. E' gratis, basta cliccare qui.
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