16 Nov 2011 / 17:11

Comune di Asti fuori dalla Denominazione

Gianni Zonin è già a Roma. Con tutta probabilità sta già consultando i suoi legali per preparare il ricorso, o meglio i ricorsi (al Tar e all'Ue), contro la decisione del Comitato  vini che ieri ha decretato l'esclusione del Comune di Asti dalla Docg e, quindi,

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Gianni Zonin è già a Roma. Con tutta probabilità sta già consultando i suoi legali per preparare il ricorso, o meglio i ricorsi (al Tar e all'Ue), contro la decisione del Comitato  vini che ieri ha decretato l'esclusione del Comune di Asti dalla Docg e, quindi,

dei circa 21 ettari di moscato della sua tenuta di Castello del Poggio (circa 200mila bottiglie, meno dell'1% di tutto il Moscato prodotto).

 

Per un solo voto, il Comitato non ha accettato il ricorso presentato da Zonin con cui chiedeva di rientrare nella denominazione. Sono stati 22 i voti a favore del sì su un quorum di 24, una scheda nulla, otto i voti contrari e sette le assenze, alcune delle quali sono già state definite “diplomatiche”. Insomma il round finale lo hanno vinto, almeno per ora, gli irriducibili rappresentati da Assomoscato e dalle organizzazioni agricole, i primis Coldiretti Asti, che da quattro anni (dopo la richiesta avanzata dal Comune e successivamente approvata dal Consorzio) si oppongono con tutte le loro forze a quello che definiscono un regalo a Zonin che, con l'ingresso di Asti – dicono – potrebbe acquisire diritti di impianto “senza pagare un euro”.

 

In verità, un tentativo di mediazione ci fu. Alcuni anni fa, si tentò la strada dell'appeacement  proponendo a Zonin di erogare al Consorzio presieduto da Paolo Ricagno una cifra pari al fatturato del suo Moscato (più di un milione di euro). Cifra da utilizzare per la promozione del moscato, in cambio del via libera dei produttori. Ipotesi bocciata, così come quella rilanciata venerdì scorso a Canelli, che prevedeva il blocco delle iscrizioni dei vigneti a moscato a fronte di un graduale, ma condiviso, inserimento delle vigne di Castello del Poggio. In mezzo, il no del Tar al decreto dell'ex ministro Paolo De Castro che nel 2006 inserì d'ufficio Asti nella Docg.

 

“Tutto il Piemonte sta perdendo tempo”, dice a Tre Bicchieri il presidente Ricagno, che aggiunge: “Visto l'esito della votazione di ieri, chi è contrario a questa operazione dovrà prendere atto che il 'grande avversario' Zonin potrà vincere in sede legale sia in Italia sia in Europa”. E proprio il Tar e la Commissione e Corte Ue potrebbero ribaltare gli scenari. Bruxelles, in particolare, potrebbe prospettare, senza Asti, una cancellazione della Docg dall'elenco delle Do.

 

“L'impressione è quella di assistere a una riunione condominiale”, commenta sconsolato il sindaco di Asti, Giorgio Galvagno, che chiarisce: “E' una storia fatta di pregiudizi, egoismi e paura del cambiamento. Ma cercherò di riportare il dialogo”. Nel frattempo, il disciplinare di produzione entrerà a breve in vigore. Ricorsi permettendo, s'intende.

 

di Gianluca Atzeni

16/11/2011

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