Un progetto lanciato a ottobre e per ora attivo in cinque città europee. Ma che, grazie a tanti dettagli che ne fanno un servizio completo, e alle numerose segnalazioni già ricevute da ogni parte del mondo, ha tutte le carte in regola per crescere. Ne abbiamo parlato con Gaetano Biondo, uno dei fondatori.

 

A Bratislava, Luca vuole preparare un’amatriciana ma è costretto a rinunciare perché non riesce a trovare gli ingredienti necessari. A Tokyo, invece, Ivano gli ingredienti per una cena con amici e colleghi li scova, ma deve attraversare tutta la città. Ecco solo due delle tante storie che hanno portato alla nascita di MammaItalia, una app (a oggi in versione beta, scaricabile gratuitamente su iOS e Android) che geolocalizza e permette di individuare cibo italiano all’estero. Dietro il progetto – oltre a Luca Marmo Ivano Rotondo– ci sono Gaetano Biondo, Claudio Vitale Caterina Diglio, che in comune hanno la scelta di essere emigrati per studio o per lavoro e la conseguente nostalgia dei sapori di casa. E mentre per i ristoranti italiani all'estero la nostra guida Top Italian Restaurants è giunta già alla sua seconda edizione, per quanto riguarda i prodotti tricolori il progetto MammaItalia è appena partito. Ma già promette bene.

Come funziona MammaItalia?

Il nostro obiettivo è renderci utili”, ci racconta Gaetano, “e il potenziale valore del motore di ricerca che abbiamo ideato ce lo ha dimostrato subito Ivano, lo sviluppatore che ha vissuto a Tokyo: lavorando alla messa in pratica della app ha scoperto che avrebbe potuto acquistare prodotti made in Italy di qualità in un negozio a pochi metri da casa sua”.Ma, entriamo più nel dettaglio e capiamo come funziona MammaItalia. “Per il momento è attiva a Londra, Berlino, Parigi, Madrid e Barcellona”, spiega, “abbiamo scelto di lanciarla solo dove potevamo garantire una mappa abbastanza esaustiva, frutto di una lunga raccolta dati che è stata possibile anche grazie alla collaborazione di numerosi connazionali che vivono all’estero”.

Chi si trova in una di queste città, può consultarla - in italiano, inglese o spagnolo, mentre le due prossime lingue previste sono francese e tedesco - e verificare che ciò che sta cercando sia disponibile (se sì vengono segnalate le insegne, con tanto di indirizzo e distanza dal punto in cui è situato l’utente). Come? Scrivendo il nome del prodotto nella barra di ricerca o selezionando una delle categorie presenti. Il “database” MammaItalia, seppur molto giovane dato che la app è stata lanciata a inizio ottobre, raccoglie già un po’ di tutto: sughi pronti, pasta, vino e olio, bottarga di muggine, porchetta di Ariccia, Provolone del Monaco e speck altoatesino, spaziando dai grandi marchi dell’industria alimentare nostrana a piccole realtà specialmente del Centro Sud (in ogni caso è tutto tracciabile, al 100% italiano e dotato delle caratteristiche necessarie a renderlo esportabile).

Oltre gli acquisti, tra ricette e segnalazioni

E non finisce qui, perché l’assistenza prosegue pure dopo che l’acquisto è stato completato o se non è andato a buon fine. Se infatti l’ingrediente di cui si ha bisogno non risulta rintracciabile nelle vicinanze, MammaItalia suggerisce gli e-shop che lo potrebbero spedire; quando invece l’ingrediente viene individuato, in molti casi fornisce ricette con cui valorizzarlo. “Si tratta di ricette tradizionali che abbiamo raggruppato, spesso consultando mamme e nonne: vogliamo non solo offrire una soluzione alle esigenze degli italiani che hanno lasciato il loro paese, ma anche avvicinare alla nostra cucina persone di nazionalità e culture gastronomiche diverse”, precisa Gaetano. E se MammaItalia ha tutte le carte in regola per crescere, il merito va inoltre a una vera e propria community che si è già creata: “abbiamo ricevuto migliaia di segnalazioni da ogni parte del mondo”conclude “a partire da quelle delle aziende che esportano nelle zone in cui siamo attivi e dei negozi in cui è possibile comprare tali prodotti; per tutti loro comparire sulle nostre mappe è gratuito”.

 

mammaitaliafood.com

a cura di Agnese Fioretti