Fuori dal circuito degli addetti ai lavori del cibo, ma dentro a quello foodies: ecco il secondo profilo di personaggi noti del mondo dello spettacolo, dello sport, del giornalismo a cui abbiamo chiesto di raccontarci i loro indirizzi del cuore. I ristoranti, i locali, i negozi e i bar che frequentano e che amano di più, per motivi di gola e per ragioni affettive. Sono i testimonial regionali della Guida Foodies 2014 del Gambero Rosso che trovate in edicola e in libreria oltre che sul nostro store online. Ecco la Napoli di Lina Sastri. Attrice, donna di teatro, e anche ristoratrice.

“Napoli è un grande paesone, dove non ti senti mai solo, ti giri e incontri sicuramente qualche amico e poi ti basta poco per essere felice, un caffè, un pezzo di pane e una buona mozzarella”. Sintetizza così la sua città Lina Sastri, mentre ti guarda fisso con quei profondi occhi scuri che ti scavano dentro (alla Magnani, per intenderci) e che hanno conquistato tutti i registi e gli autori con i quali ha lavorato. A cominciare dal grande Eduardo. E ti pare di vederla seduta al tavolo del Caffè del Professore mentre, sigaretta in una mano e tazzina nell'altra, sorseggia un “insuperabile caffè” accompagnato da una sfogliatella piccola, piccola “a me piace così” o mentre si addentra nei quartieri spagnoli e si ferma da Ranaldi per assicurarsi casatiello, pastiera e tutti i dolci della tradizione e alla gastronomia Sabotino per comprare pane e mozzarella: “C'è una fila spaventosa, ma è bello pure quello, ci si scambiano confidenze e consigli sui prodotti”.

Rapita dalla magia del teatro, Lina è fuggita da casa a 17 anni, “per andare a fare la zingara di lusso, come diceva mia madre Ninetta, ma l'amore per i sapori di casa, quelli veri non l'ho mai persa. Napoli per me è la pizza fritta con ricotta, cicoli e pomodoro De' Figliole, uno spaghetto 'a cozze, caponata e alici fritte in una trattoria a Santa Lucia, oltre il ponte di Borgo Marinaro, il nome non me lo ricordo ma non ti puoi sbagliare, è quella con le tovaglie a quadretti. Immancabile uno spaghetto al filetto di pomodoro al Bersagliere, con i suoi camerieri vestiti anni Cinquanta, mentre i ragazzi si tuffano in acqua. E poi non lo vuoi fare un salto a Ischia, io quando mi voglio riprendere è lì che vado, è il mio buen ritiro”. Dove si rifugia Lina? “Da Umberto a Mare, dove tutto è buono dalle polpettine di mare agli spaghetti fino ai dolci; per un fantastico coniglio all'ischitana vado al Cacciatore e poi un caffè da Calise... però, aspetta, su Napoli non ti ho detto tutto...”. Cioè? “A proposito dei sapori di casa, se vuoi fare un tuffo in quelli davvero di una volta, tipo pasta e patate con la provola, pasta a puverielli (spaghetti lessati su cui viene adagiato un uovo a occhio di bue e del formaggio grattugiato) le polpette al sugo... vai a la casa di Ninetta in un vicoletto a due passi dal mare...”. Ninetta come tua madre? Sorride malinconica Lina “È il locale che con mio fratello abbiamo dedicato a lei, pensandolo proprio come una casa calda e accogliente, se passi magari ci prendiamo un caffè fatto nella vecchia napoletana, s'intende, come si faceva a casa”.

a cura di Laura Mantovano

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