Nuove aperture

Apre nel quartiere Montenapoleone a Milano il ristorante che cambia Langosteria

Si sviluppa su tre piani il ristorante nel Quadrilatero della Moda che presenta due grandi novità: l'Ally's Bar e il format PEPE che aprirà in gennaio) dedicato a una ristorazione da "barra"

  • 20 Novembre, 2025
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Alza l’asticella Langosteria, il brand di ristorazione di Enrico Buonocore che è tra i più felici esempi di business model nel panorama gastronomico italiano. Il suo nuovo locale milanese, aperto in questi giorni, abbandona la comfort zone di via Savona e dintorni e sfida un’area tanto blasonata quanto difficile della città, il cosiddetto Quadrilatero della Moda. E lo fa con un locale che si distanzia decisamente dal palinsesto degli altri locali del gruppo.

L’interno della Langosteria Montenapoleone

Il primo bar

Due le novità principali del locale a Palazzo Fendi, in via Monte Napoleone: la prima è l’Ally’s Bar, primo caso di cocktail bar del gruppo, acquattato in una stanza raccolta al sesto piano dell’edificio, con una terrazza che apre lo sguardo sullo skyline e una private dining room pensata per la clientela che preferisce discrezione e continuità.

PEPE

La seconda novità prenderà vita a gennaio e si trova al quarto piano: si tratta di PEPE – Barra Italiana, un nuovo concept che punta a una cucina domestica, immediata, servita “alla barra”, con un repertorio costruito sulle ricette italiane. Una possibilità offerta anche a chi non si è mai avvicinato al mondo Langosteria di approcciarlo a prezzi più accessibili (anche se comunque non troppo economici). PEPE rappresenta il primo esempio di ristorante del gruppo Langosteria che rinuncia al brand della casa, anche se certa la coabitazione con l’insegna tradizionale, che si trova al quinto piano, rende meno traumatica l’operazione.

Enrico Buonocore

Rischio calcolato

Insomma, Langosteria Montenapoleone è qualcosa di più di una nuova apertura milanese. Appare come il primo tentativo da parte di Buonocore di diversificare un’offerta finora piuttosto standardizzata nei differenti locali, ciò che in fondo è stato il segreto del marchio: i molti clienti affezionati adorano il fatto di poter mangiare in ogni indirizzo gli gnocchetti Langosteria e i paccheri con branzino e di trovare sempre un servizio impeccabile ma affabile che li fa sentire a casa. Ma conoscendo Buonocore ci sentiremmo di scommettere sul fatto che il parziale cambiamento di format sia stato studiato nei dettagli con la precisione di chi è abituato a non sbagliare un colpo. Buonocore vede in Langosteria Montenapoleone la sintesi della sua visione per come si è evoluta dal 2007, anno della prima apertura in via Savona. «Sono orgoglioso – dice lui – che il percorso di Langosteria, iniziato a Milano diciotto anni fa, trovi oggi la sua naturale evoluzione in questo progetto. Un’esperienza che riflette la nostra identità e il nostro modo di intendere l’ospitalità».

Che cosa si mangia

Sul fronte gastronomico il ristorante al quinto piano resta ancorato ai princìpi che hanno segnato il successo del marchio: ingredienti di mare selezionati in tutto il mondo e una cucina che cerca equilibrio tra sapori netti e un approccio contemporaneo ma senza troppe avventure. Accanto ai piatti signature – dalla Pappa al pomodoro al Tiepido di mare fino alla Chateaubriand di cernia nera alla brace – ritornano le specialità stagionali della casa e spuntano anche i piatti che stanno spopolando nell’insegna parigina del gruppo (che peraltro ormai è quella che fattura di più di tutte): l’Astice blue nature e il Rombo di Galizia “alla milanese” con salsa allo zafferano. La carta dei vini, curata da Valentina Bertini con il supporto del sommelier William Delli Poggi, segue la stessa logica di alto bordo, senza indulgere a etichette ribelli.

Il design

Il tocco Fendi si vede nel design estremamente curato di Langosteria Montenapoleone, pensato dal team di architettura della griffe con un linguaggio milanese e un respiro internazionale. Il risultato è una insolita destinazione gastronomica su tre piani, progettata per diventare una presenza stabile nel distretto Montenapoleone. Un ruolo non secondario lo svolgono le terrazze, sorta di giardino sospeso sulla città, che offrono una visuale inedita sul centro di Milano.

Un’altra veduta degli interni

Le figure chiave
A guidare Langosteria Montenapoleone è Jacopo Dedori, head of operations, affiancato dagli executive chef Domenico Magistri e Tommaso Garofalo e dai restaurant manager Bruno Rago e Niccolò Faedi. Langosteria Ally’s Bar è affidato al Bar Manager Stefano Agostino.

Carte rimescolate

La nuova apertura è anche l’occasione per rimodulare l’offerta milanese del brand. Che ha rinunciato all’insegna Langosteria Café in galleria del Corso e ha trasformato Langosteria Cucina in via Savona 10 in un progetto di “private restaurant”, mentre restano intatti il ristorante storico sempre al 10 di via Savona e il Bistrot in via privata Bobbio. Gli altri locali del gruppo sono come detto a Parigi, a St. Moritz e a Paraggi nei pressi di Portofino, mentre si sta lavorando alle nuove aperture di Porto Cervo, Londra e Miami.

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