Addio

È morto Emmanuel Reynaud, il vignaiolo che ha reso grandi i vini del Rodano

Il vignaiolo è stato uno dei più importanti interpreti della regione del Rodano, capace di elaborare uno stile unico a Châteauneuf-du-Pape, ed è stato proprietario di tre delle più importanti aziende della zona

  • 27 Novembre, 2025
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È scomparso a 61 anni Emmanuel Reynaud, vigneron visionario e riservato dell’areale dello Châteauneuf-du-Pape, proprietario di Château Rayas, Château de Fonsalette e Château des Tours. «Emmanuel rimarrà una leggenda del Rodano nel mondo del vino perché aveva una visione unica e personale per l’uva Grenache», ha detto Frédéric Lavau, proprietario dell’omonima Maison.

Gli esordi in cantina

Nato nel 1963, Emmanuel Reynaud ha iniziato la propria carriera vinicola a Château des Tours dove prende le redini della cantina giovanissimo. Nel 1997, dopo la morte improvvisa dello zio Jacques Reynaud, senza eredi diretti, Emmanuel, allora trentenne, aveva accettato la sfida di guidare tre prestigiose proprietà vinicole, portando avanti aziende dalla fama già consolidata.

Abbracciando la filosofia dell’azienda, seppe affinare e consolidare uno stile unico. I suoi vini, infatti, nascevano da vendemmie  nelle vigne più vecchie e selezionate, catturando la piena maturità delle uve. La vinificazione privilegiava lieviti indigeni e fermentazioni a grappolo intero, mentre l’affinamento avveniva esclusivamente in grandi tini, senza barrique nuove né filtrazioni. Il risultato erano vini di straordinaria intensità e leggerezza, capace di coniugare potenza e delicatezza. 

Discrezione e visione

Emmanuel Reynaud è sempre rimasto sempre lontano dai riflettori. Non cercava fama né riconoscimenti, scoraggiando chi non fosse realmente interessato al suo lavoro: la sua segreteria telefonica recitava «non vi preoccupate di lasciare un messaggio, tanto non lo ascolterò». 

Anche se ha resistito alle pressioni della pubblicità, scrive in una nota il Consorzio dello Châteauneuf-du-Pape, «Emmanuel ha comunque accolto visitatori appassionati e non ha risparmiato sforzi nel condividere le loro impressioni ed emozioni. Era importante, tuttavia, non arrivare senza un appuntamento o indossare un profumo, pena l’essere educatamente allontanato, un’usanza ereditata da suo zio Jacques».

La sua passione era il lavoro in vigna e la sua cantina. Non ha mai ceduto alle pressioni del mercato né alla tentazione di aumentare le rese. La sua attenzione alla qualità ha mantenuto la produzione limitata: meno di 1.700 casse all’anno, con prezzi delle bottiglie in crescita costante sui mercati. 

L’eredità di Reynaud

I suoi tre figli sono oggi pronti a proseguire l’opera di Emmanuel, garantendo continuità a una tradizione familiare che ha fatto la storia del Châteauneuf-du-Pape. Ma con la sua scomparsa, il Rodano perde uno dei suoi interpreti più raffinati, incarnando un esempio di come il vino possa essere una vera connessione con il territorio.

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