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Cucine dal mondo a Firenze: 13 ristoranti da conoscere

Spesso distratti dalla fama di bistecche e schiacciate, scordiamo che Firenze è grande meta internazionale e offre una gamma di cucine di livello che esplorano i sapori del mondo, anche in versione street food

  • 03 Febbraio, 2026
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Al di là della cucina toscana da cartolina – e un panorama, invece, ricco tra trattorie e fine dining – chi ama spaziare tra i piatti del mondo a Firenze trova ottimi riferimenti per gustare pasti tradizionali e creatività spinta dai cinque continenti. Dal Perù alla Cina, dalla Siria al Giappone, nella nostra selezione spicca il livello delle cucine asiatiche, con due insegne che hanno anche ricevuto il massimo riconoscimento nelle guide Sushi (Ambar, con Tre Bacchette) e Ristoranti d’Italia 2026 (Il Gusto di Xinge, con Tre Mappamondi). Ecco una guida in 13 indirizzi, tra ristoranti e take away di qualità.

Il Gusto di Xinge – Firenze

Grande cucina cinese

Fulin

In un quartiere residenziale, un elegante ristorante cinese con sale su più piani, tavoli in terrazza e giardino interno estivo. Stefano Dai, il patron, ha avuto l’intraprendenza di scommettere in anticipo sui tempi – il locale nel 2026 festeggia i dieci anni di attività – su un locale incentrato su una cucina cinese ricercata, puntando su materie prime di qualità e una presentazione curata dei piatti. Nel tempo, poi, con l’arrivo di uno chef dedicato si è andata anche affiancando un’offerta di cucina giapponese, a partire da sushi e sashimi. Il menu, tra piatti classici e proposte più creative, è ricco e variegato: da provare i ravioli, preparati in varie dimensioni, forme, colori e ripieni, che sono il fiore all’occhiello del Fulin, ma anche succulenti piatti come l’anatra alla pechinese. Buona carta dei vini. Servizio attento e cortese.

Fulin – via G. Orsini, 113r – fulinfirenze.it

Il Gusto di Xinge

Che la Toscana e Firenze fossero una fucina laboriosa di cucina cinese si sapeva, ma l’arrivo di Xin Ge Liu ha interrotto i sussurri e iniziato a guadagnarsi meritati titoli di stampa. Affascinante, stilosa ed eclettica, amante dell’estetica ricercata, la cuoca ha portato il gusto in un format che a tutt’oggi rappresenta una delle più alte espressioni della cucina orientale in città. Il locale, color pesca e dalla forma avvolgente, con un lungo bancone che segue la linea delle vetrate, è stato progettato per far perdere l’orientamento per poi ritrovarsi in un menu che celebra il rituale dei dim sum. Tutto ha il sapore raffinato di una selezione accurata delle materie prime più fresche: dal muscolo di manzo brasato con maionese, capperi e coriandolo, fino ai bao (ottimo quello con maiale e foie gras) e a un petto d’anatra con salsa di prugne e aceto, accompagnato da insalata di pera, edamame e cetriolo. Non mancano divertenti e gustosi slanci che intrecciano ingredienti locali con la cultura culinaria tradizionale cinese. Ad affiancare la proposta gastronomica c’è una carta dei vini molto articolata. Da provare anche il cocktail bar, così come imprescindibile è la preziosa carta dei tè, che raccoglie le numerose regioni della Cina.

Il Gusto di Xinge – via Belfiore, 2 – ilgustodixinge.com

Sevi – Firenze

Gusto peruviano

Sevi

Nel vivace rione di San Iacopino, dove Francys Salazar giocava da bambino, oggi lo chef guida la cucina reinterpretando i sapori peruviani con uno stile deciso e contemporaneo, mentre la moglie Jhoseleen Condori accoglie con calore e precisione, orchestrando il servizio con eleganza. Nei piatti di Sevi, l’anima del Perù si intreccia con contaminazioni nikkei e un tocco creativo: squisito il ceviche ahumado, così come il tacos, le ostriche e l’asado di bovino, ogni portata è un racconto con ingredienti scelti con cura maniacale. La sera, chi desidera un’esperienza completa può optare per un menu degustazione in sette tappe, abbinato a vini o cocktail. Per chi preferisce un’atmosfera più informale, il piano interrato ospita un cocktail bar dal respiro andino, dove si gustano creazioni a base di pisco accompagnate da tapas.

Sevi – via Maragliano, 24 – www.seviristorante.it

Ambar – Firenze

Cucina giapponese e fusion

Ambar

Un angolo di Giappone nel quartiere di Gavinana. L’hanno creato il giovane chef Andrea Magnelli (classe ’89) con il socio Antonio Badalamenti, entrambi con esperienze internazionali nella ristorazione. I toni caldi delle pareti accolgono per un’esperienza di cucina davvero sartoriale. Tecniche e ricette orientali, contaminate dal tocco nikkei, valorizzano ingredienti selezionatissimi del territorio: trota salmonata del Casentino, riso bio dal grossetano, anche la soia è prodotta in Toscana. Homemade la schiacciata servita all’arrivo, la salsa teriyaki e il curry. Così come gestita in casa è l’intera lavorazione del pesce, frollatura inclusa. Il sushi è preparato con rigore, per estrarre ogni sfumatura di sapore e consistenza dagli ingredienti: tagli e composizioni sono fatti al bancone in diretta, con risultati che non hanno uguali in città. L’utilizzo della robata, griglia giapponese con tre livelli di temperatura, permette diverse cotture. Tre i menu omakase da 5, 6 e 7 portate (a 60, 65 e 75 euro). Lista vini contenuta ma ben assortita, anche di bottiglie meno note.

Ambar – via Gran Bretagna, 26 – www.ambarkitchen.com

Bentoro

Elegante, colorato con i toni del blu e verde e articolato in due salette con posti al bancone nella prima, il locale propone una cucina giapponese raffinata e ottima materia prima. A pranzo varie proposte di set e menu da 18 a 38 euro. Pescando dalla carta si può iniziare con i “takoyaki a modo nostro” (polpo fritto in pastella all’alga nori con salsa agrodolce e katsuobushi) e continuare con tataki di tonno, black cod oppure scegliere tra le specialità a base di Wagyu, dalla tagliata alle korokke (crocchetta di Wagyu Kagoshima A5 e patate, con maionese e zenzero marinato). Soddisfazioni dal banco sushi, con nigiri e sashimi pregiati e ottimi hosomaki, come il Neghitoro con ventresca di tonno e cipollotto. Buoni i dolci dal sapore più internazionale. Bella carta dei vini con ampia e accurata scelta di bollicine italiane e francesi; proposte di cocktail e vari sake. Servizio squisito e di grande competenza. Anche asporto.

Bentoro – via Capo di Mondo, 14r – bentoro.it

Il Cuore – Firenze

Il Cuore

Varcare la soglia di questo locale significa lasciarsi alle spalle la frenesia fiorentina per un rituale di sapori, gesti e atmosfera che evoca i ristoranti tradizionali di Kyoto. Aperto nel 2017 da Minato e Megumi Takayama, è un vero racconto dell’ospitalità giapponese. L’arredo, essenziale, con dettagli nipponici, si combina alla ritualità del servizio per un’accoglienza d’altri tempi, mai rigida, ossequiosa del cliente. Il menu è vario e strutturato: il tonno rosso è lavorato con maestria, il Wagyu proposto in tagli selezionati di grande finezza. Sashimi eseguiti con cura, chirashi-zushi eleganti, temaki-zushi fragranti e ben dosati. Capitolo a parte i dolci che qui trovano spazio: originali i dorayaki, soffici pancake farciti. La carta delle bevande è ampia e curata. Accanto a birre giapponesi e vini selezionati, una vasta proposta di sake accompagna e valorizza ogni piatto.

Il Cuore – via Romana, 123r – ristoranteilcuore.it

Ieie da Toshi

Un locale intimo come il nome “ieie” che in Giappone è sinonimo di casa e famiglia. Qui Toshifumi Mitsubiki ha portato i sapori e le suggestioni nipponiche, con un menu contenuto che punta alla qualità della materia prima e all’accessibilità nei prezzi. A tavola si va dalle proposte classiche di sushi e sashimi – in vari formati – ai nigiri col tamago (con la frittata giapponese) e all’aburi sushi, scottato alla fiamma. Qualche hosomaki (tonno, salmone) e futomaki (salmone, frittata, cetriolo e ginger; salmone e avocado; vegetariano), poi donburi al tonno, al salmone e all’avocado, al tonno, orata e salmone accanto al nippofiorentino Lampredotto Don. Gustoso il pollo fritto. Non mancano piatti fuori menu che hanno imparato qualche lezione di toscanità con l’idea della buona cucina casalinga. Dolci fusion. Da bere birra giapponese, sake e tè verde. Servizio cortese. Anche un menu d’asporto.

Ieie da Toshi – B.go Pinti, 25r – instagram.com/ieie_da_toshi

Hoseki

Piccolo locale semplice e moderno, con omaggi al Sol Levante come stampe d’epoca giapponesi. A due passi da Porta al Prato, è un ritrovo per lavoratori a pranzo, mentra la sera è più tranquillo e intimo. Freschezza e varietà con buona fantasia nel piatto, servizio di grande cortesia a contorno. Il menu è molto ampio e contempla antipasti, tataki, tartare, piatti a base di riso, noodles e ramen, tempura, gyoza e insalate, come gli Hoseki Dim Sum con un’antologia di ravioli misti. Tra i piatti, l’okonomiyaki, la cosiddetta pizza giapponese di pesce e verdure in salsa otafuku, maionese kenko e katsuobushi. Le proposte più classiche di sushi e nigiri sono combinate in diversi set misti; nutrita e creativa la scelta tra i gunkan e gli uramaki. Dessert contaminati, dai mochi al tiramisù al matcha. Carta di vini non scontata; anche tè, birre, sake e distillati giapponesi.

Hoseki – via Il Prato, 64r – hosekifirenze.com

Koko

Tra l’Arno e Gavinana, uno dei ristoranti giapponesi più raffinati di Firenze: ambiente curato, tra minimalismo nipponico ed eleganza contemporanea. Il menu spazia dai classici a creazioni più personali, con antipasti caldi come gyoza e tataki di carne. Il sushi è il fulcro della proposta, con presentazioni curate e estrema attenzione alla qualità della materia prima. Nei nigiri prelibatezze come il gambero rosso crudo, l’anguilla grigliata e la capasanta. Sashimi in porzioni generose, che rivelano freschezza del pesce e mano esperta nella presentazione. La sezione dedicata ai maki è da scoprire; non mancano temaki preparati al momento e onigiri. Interessanti anche le tempure croccanti e le carni alla griglia. Carta bevande ben costruita con birre giapponesi, selezione di sake e cocktail in pairing con il sushi. Servizio professionale, il personale è attento, mai invadente.

Koko – p.zza F. Ferrucci, 4/5R – kokorestaurant.it

Ciblèo – Firenze

L’eccezione tosco-asiatica

Ciblèo

Gyoza, ramen, sando, in un luogo unico, un ristorantino tosco-orientale fondato dal “mito” Fabio Picchi del Cibreo e insieme al figlio Giulio: qui la tecnica di cucina orientale incrocia ingredienti di chiara matrice toscana. Pochi coperti interni, con la possibilità di accomodarsi al bancone, osservando i cuochi che cucinano proprio di fronte, oppure uno dei tre tavoli a disposizione. A pranzo si può scegliere alla carta mentre a cena viene servito un menu degustazione a 55 euro (ampio e variegato) che regala un’esperienza completa. Ad accompagnare le pietanze una buona scelta di sake, altrimenti tè o una piccola carta dei vini. Servizio affettuoso e disteso.

Ciblèo – A. Del Verrocchio, 2r – cibreo.com/cibleo

Santo Falafel – Firenze

Street food e asporto

Mangiappone

Un localino semplice e autentico nel quale fare un’esperienza di cucina quotidiana giapponese, incentrato anche sul take away: gli ordini si possono fare online o telefonicamente e poi si passa in sede a ritirare. In menu piatti unici come yakisoba, katsudon, ramen, e poi onigiri, chirashi, sashimi, nigiri e un vario repertorio di maki. Per il sushi gli ordini vanno effettuati entro le 13 del giorno scelto. L’insegna si occupa anche di catering.

Mangiappone – via G. Starnina, 68 – mangiappone.it

Xinge Go Go

Fortunata Firenze e i fiorentini che hanno nelle loro file un vulcano come l’imprenditrice e chef cinese Xin Ge Liu, con le sue coloratissime insegne, Il Gusto di Xinge (ristorante), e, a pochi passi, Xinge Go Go, dedicato invece a pause più veloci e all’asporto. Qui, sotto un neon circolare, tra pareti dai toni accesi e qualche tavolo alto con sgabelli, si gustano preparazioni di grande impatto e sapore, dall’anatra in stile Guangzhou ai noodles vegetariani, dai wonton di maiale e olio di Sichuan ai baozi piastrati. Per dolce? Pasteis de nata, nel segno della contaminazione. I posti a sedere sono pochi, ma il servizio abbastanza veloce. Atmosfera molto piacevole.

Xinge Go Go – v.le Fratelli Rosselli, 39r – xingegogo.com

Santo Falafel

Pausa ideale per vegetariani e vegani (ma pure per gli intolleranti al lattosio), il locale di Ahmed, nei pressi di Santo Spirito, propone ricette siriane adatte per una pausa veloce o da asporto. Hummus e felafel vanno per la maggiore, serviti al piatto o nella fragrante pita fatta in casa, accompagnati da fresche insalate. Non mancano piatti di famiglia, come la mujaddara (lenticchie con riso), focacce al forno o pite ripiene di verdure di stagione o condite con lo za’atar, la profumatissima miscela aromatica tipica della cucina mediorientale. Ambiente piccolo e curato, servizio gentile. Anche consegne a domicilio.

Santo Falafel – via Santa Monaca, 7/r – santofalafel.shoppingflash.it/santofalafel

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