Con le Olimpiadi Milano Cortina 2026, Cortina d’Ampezzo si conferma una delle capitali gastronomiche delle Dolomiti, con un’offerta che spazia dall’alta cucina alla tradizione alpina, fino ai format internazionali freschi di arrivo.
Tra i posti più glamour di Cortina, dove Davide e Gabriele avvolgono di premurose attenzioni, interpretando i piatti di Mattia (da undici anni con Max Alajmo) e informando sulla vasta cantina. Leggerezza e originalità fin dalla millefoglie di radicchi e ortaggi crudi al sesamo con riso nero croccante, per continuare con gli gnocchi di patate affumicati, ragu? di capriolo e salsa di cavolo nero e la lepre ripiena in civet con pure? di porri e patate e tartufo nero. Il menu degustazione riflette i piatti storici come il risotto all’Alfredo con midollo, caviale e Champagne. Permane la “cavialata” (da 50 a 200 grammi) con focaccine e panna acida. Da non perdere il tiramisù preparato in diretta, con savoiardi caserecci e una nuvola di crema al mascarpone.
località Ronco, 123 – 0436 061040 – alajmo.it

Risotto all’Alfredo con midollo, caviale e Champagne di Alajmo Cortina
Non lontano dal centro di Cortina d’Ampezzo, un ristorante dall’atmosfera rilassata ed elegante ma senza formalismi. La cucina, guidata dallo chef Fabio Pompanin, si muove tra passato e presente, con la cultura culinaria locale a fare da faro. Qui si possono assaporare alcuni dei piatti simbolo della tradizione ampezzana come le pappardelle fatte in casa con ragù di cervo e porcini e gli immancabili casunziei alle rape rosse, eseguiti in modo impeccabile. Non mancano mai le creazioni più personali, come l’uovo in camicia con spuma di taleggio, asparagi verdi e prosciutto crudo croccante. Nella confortevole sala dagli arredi interamente in legno, il servizio si distingue per cortesia e competenza anche quando si tratta di suggerire i vini di una cantina che propone una selezione accurata di etichette, con numerosi nomi di prestigio.
località Alverà, 99 – 0436 862010 – www.ristorantealcamin.it
Chi ama la cucina ampezzana semplice e genuina, qui trova gli stinchetti di maiale al forno, i tipici ravioli “casunziei”, le tradizionali patate spadellate con cipolla arrostita, ma soprattutto uno “schmarren” da manuale, spolverato da zucchero a velo e servito con confettura di mirtillo rosso. Da queste parti la stagione propizia si allunga fino a metà autunno, e nello storico rifugio, visibile sulla strada provinciale Cortina-Dobbiaco, si preparano funghi porcini fritti e impanati: croccanti, profumati, vero richiamo per gli appassionati del genere. Il servizio è familiare e i vini, proposti anche al calice, in tono alla cucina.
località Ospitale, 1 – 0436 4585 – www.ristoranteospitale.com

Spaghetti monograno all’olio di pino mugo e pane croccante del SanBrite
Riccardo Gaspari già sciatore agonista, diplomato ebanista intagliatore, da alcuni anni si esprime al SanBrite, insieme a Ludovica Rubbini, fondatrice del progetto Genesis, manifesto della “cucina rigenerativa” che vuole ricreare quel profondo legame fra prodotti della terra e chi li trasforma. Così nascono due percorsi degustativi: il Germoglio, dove svettano gli aromatici e resinosi spaghetti monograno all’olio di pino mugo e pane croccante, e il Sentiero, dichiarazione d’amore per la natura. Ogni percorso prevede abbinamenti a vini selezionati da Simone Pandolfi, sommelier sapientemente a suo agio anche con bevande alcol free, così come con i cocktail. Dal caseificio Piccolo Brite, sempre di Riccardo e Ludovica, provengono i formaggi locali serviti (a richiesta) a fine pasto insieme a profumate mostarde. Imponente la mole di burro montato, depositato con delicatezza sulla pietra di montagna destinata a ogni tavolo. In occasione delle Olimpiadi organizzano alcuni eventi speciali, tra cui due corsi di cucina.
località Alverà, 200e – 0436 863882 – www.sanbrite.it

Tagliatelle con ragù di pollo di cortile, broccolo fiolaro e limone candito di Tivoli
Graziano Prest è prima chef, poi imprenditore (il suo “zampino” anche nel recente progetto The Roof) e consulente gastronomico con parecchi esercizi al suo attivo, ma è questo il suo regno gourmet, dove l’eccellenza della cucina va di pari passo alla costanza di qualità e dove la carta dei vini sfodera un’impressionante collezione di Champagne e spumanti, oltre ad altre preziose etichette. La tradizione ampezzana si ritrova nella Passeggiata nel bosco con il tataki di cervo accompagnato alla spugna di porcini, con puccia croccante (tipica pagnotta locale con il 30% di farina di segale) e maionese allo yogurt. Un altro classico del Tivoli è l’agnello di Alpago in due portate, completo dei suoi fegatini e trippe. Le proposte alla carta spaziano fra carni e pesci di mare, mentre la selezione di formaggi locali è servita insieme a un aromatico pane alla banana. Tre meditati menu degustazione, di cui uno vegetariano, ciascuno apre con puntuali saluti della cucina e chiude con dolci più o meno classici come lo Strudel in vetro con mele, pinoli e cannella.
località Lacedel, 34 – 0436 866400 – www.ristorantetivolicortina.it
La recente ristrutturazione ha dotato lo storico ristorante di due nuove sale spaziose con grandi vetrate che guardano il maestoso Becco di Mezzodì. I clienti affezionati sanno che qui verranno vezzeggiati dai “cicheti”, appetizers tipicamente veneziani, dove la tartina di baccalà mantecato e il tostino burro e formaggio sono i più acclamati. Ulteriore richiamo è il filetto alla Chateaubriand servito con una classica salsa bernese e accompagnato – da fine aprile a metà giugno – da prelibate “castraure”, le tenere estremità del carciofo viola di Sant’Erasmo. I patiti del fegato alla veneziana qui lo troveranno cotto alla perfezione, accompagnato dalla polenta bianca o dalle patate all’ampezzana. I dolci sono accurati e classici, il pane è casereccio. La cantina consente scelte interessanti, con ricarichi onesti.
località Ronco, 115 – 0436 866741 – www.villaoretta.com

Cappelletti di parmigiano e salsa verde, mostarda e brodo di cappone di 1224 Restaurant
Michel Oberhammer, lo chef Federico Rovacchi e la maître Elisa Prudente, insieme a tutto il team, si sono trasferiti dalla storica baita – che riaprirà con un nuovo progetto nell’estate 2026, dopo aver assunto nel tempo le sembianze di un caratteristico chalet – al Grand Hotel Savoia, nei locali del 1224 Restaurant Cortina. Pur cambiando location, la cucina è rimasta fedele allo stile di Rovacchi: colta, radicata nel territorio ma aperta a influenze internazionali, frutto dell’esperienza maturata con Norbert Niederkofler. Oltre alla carta, due menu degustazione, uno con i piatti più collaudati, l’altro affianca “Scoglio e Dolomite” con crudo di capriolo, gambero rosso e consomme? di miso o agnello e scampi.
via Roma, 62 – 3446926033 – www.1224restaurantcortina.it
Dal centro storico di Verona – dove quest’anno ha conquistato le Tre Bottiglie nella guida Ristoranti d’Italia – al cuore delle Dolomiti. Antica bottega del vino, storico locale di proprietà di Famiglie Storiche, ha aperto un nuovo ristorante a Cortina d’Ampezzo, proprio in occasione delle Olimpiadi invernali. Nel menu, snello e di sostanza, insalata di gallina in agrodolce; baccalà mantecato con chips di polenta; zuppa di fagioli alla veneta; trippe in umido; brasato all’Amarone con purè di patate; seppie al nero con polenta morbida bianca. Si beve, neanche a dirlo, molto bene.
Corso Italia, 147 – 0436055601 – bottegavini.it

Bistrot, caffetteria e cocktail bar nello storico “grande magazzino” della Cooperativa di Cortina, in collaborazione con la Cantina Bertani e lo chef veneto Graziano Prest, con i dolci di Biasetto. L’iniziativa valorizza le eccellenze del Veneto, proponendo piatti abbinati ai vini Bertani, come le patate all’ampezzana, uovo bio e speck, i maccheroncini con ragù di cervo e pancetta affumicata o i gamberi fritti in crosta di polenta. Il locale, con 60 posti e arredi in legno di recupero e design contemporaneo, offre una splendida terrazza panoramica sulle Dolomiti.
Corso Italia, 40 – 331 2120051 – theroofcortina.com
Da poco riaperto, l’hotel – fondato nel 1826 e rilevato cinque anni fa da Renzo Rosso, patron di Diesel – ha potuto contare sulla consulenza dello chef Andrea Ribaldone, che ha affidato la brigata al giovane allievo piemontese Andrea Chivetto (1995, Biella). Nel ristorante fine dining è attualmente disponibile il menu di San Valentino, con capasanta, barbabietola e topinambur; raviolo di patata fritta e calamaro spillo; carré di cervo. Per chi preferisce un’atmosfera più informale, la Terrazza propone piatti come club sandwich, polenta taragna, tagliolini al ragù di selvaggina o brasato di spalla di cervo con purè di patate.
Corso Italia, 62 – 0436 3261 – www.ancoracortina.com
Grande realtà internazionale fondata dallo chef Rainer Becker e dall’imprenditore Arjun Waney per esportare la cultura giapponese izakaya in Occidente, Zuma è presente in oltre 20 città nel mondo, da New York, a Tokyo, a Roma e prossimamente anche a Milano. A Cortina si trova all’interno del First Hotel, con un menu che contempla sushi, sashimi, tempura, wagyu e robata, con gambero gigante e salsa allo yuzu kosho, costata di manzo e salsa wafu o maiale iberico con yuzu e salsa al tartufo.
Corso Italia, 209 – 0436055333 – www.zumarestaurant.com
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