Nuove aperture

Cosa si mangia (e beve) nella nuova sede dell'Antica Bottega del Vino a Cortina

Dopo 135 anni a Verona, il tempio mondiale del vino apre una seconda sede nelle Dolomiti, tra grandi bottiglie, cucina di territorio e spirito alpino

  • 30 Dicembre, 2025
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A 135 anni dalla sua nascita, lโ€™Antica Bottega del Vino approda a Cortina dโ€™Ampezzo. Il 30 dicembre apre i battenti la seconda filiale del locale storico di Verona, fondato nel 1890 dai fratelli Sterzi e diventato una delle mecche mondiali per gli appassionati di vino con la sua carta a dir poco enciclopedica per spessore, varietร  e profonditร  di vecchi millesimi.

La seconda apertura avviene al culmine di una decade e mezzo dorata iniziata con l’acquisizione da parte dell’ associazione delle Famiglie Storiche dell’Amarone nel 2010. โ€œIn questi anni di gestione da parte delle famiglie, ogni centesimo di utile รจ stato reinvestito nel miglioramento della qualitร  del ristorante e nellโ€™ampliamento della cartaโ€, spiega Luca Nicolis, direttore dal 2014 e deus ex machina della nuova apertura. โ€œPotevamo andare in varie parti dโ€™Italia per la seconda sede: abbiamo pensato anche a Milano. Ma alla fine abbiamo scelto un luogo iconico e internazionale dove, un poโ€™ come alla Bottega del Vino, รจ passato tutto il mondo in questi ultimi decenniโ€.

Lโ€™inaugurazione coincide con le Olimpiadi Invernali 2026, ma non si tratterร  di un pop up temporaneo. โ€œAbbiamo acquistato la proprietร  di uno stabile intero sul centralissimo Corso Italia che ospitava un negozio di arredamentoโ€, spiega Maria Sabrina Tedeschi,ย  presidente dellโ€™ Antica Bottega del Vino e titolare dellโ€™omonima azienda vitivinicola, tra le tredici che fanno attualmente parte di Famiglie Storiche. Un investimento importante che coinvolgerร  17 dipendenti, che si sommano ai 23 attualmente in forza a Verona.

Grandi vini e grandi spazi

La sede avrร  oltre 150 posti a sedere tra gli spazi interni, disposti su due piani, e lโ€™area esterna su strada. La mescita sarร  centrale come nella sede veronese e si potrร  bere vino al bancone sette giorni su sette, dalle 11 fino a mezzanotte.

โ€œLa carta dei vini non potrร  mai replicare per ampiezza e ricchezza di raritร  quella di Verona โ€“ aggiunge Nicolis โ€“ ma partiremo conย  1.500-2.000 referenze, comprese alcune annate storiche di grandi vini italiani e internazionali, frutto di un accantonamento mirato iniziato giร  da tempo. Poi ci organizzeremo meglio in base alle preferenze della nuova clientelaโ€.

La cucina della nuova Bottega del Vino

In cucina lo chef Giulio De Beni, giร  attivo allโ€™interno della sede di Verona, che ha un pensato il menรน con lโ€™ambizione di riportare a Cortina una cucina di montagna e di territorio che, negli ultimi anni, ha perso spazio in favore dei format internazionali introdotti dai grandi gruppi che hanno aperto – o sono in procinto di aprire – nella localitร  sciistica.

Tra i piatti โ€œnuoviโ€ i Casunzei allโ€™ampezzana, ripieni di rapa rossa e patate e conditi con semi di papavero eย  burro da affioramento. “Un piatto molto amato dai personaggi chiave della Dolce vita felliniana, che hanno frequentato sia Cortina che il nostro locale di Verona” riferisce Nicolis. Tra i secondiย  lโ€™agnello d’Alpago, presidio Slow Food della Valle del Cadore, cotto in umido e servito con la polenta morbida di Gianni Pascucci e Severino Barzan, titolari della Bottega dagli anni 80โ€™ al 2010.

Ma non mancheranno i must dell’insegna veronese: a partire dai cicchetti al bancone. E poi piatti signature come lโ€™insalata tiepida di gallina, ricetta originale dei fratelli Sterzi del 1890, il risotto allโ€™Amarone preparato esclusivamente con Caโ€™ Florian di Tommasi, Maternigo di Tedeschi o De Buris, la guancia brasata e il baccalร  mantecato.

Sullโ€™estetica della location nessuno spoiler per il momento: โ€œPossiamo solo dire che il bancone lโ€™abbiamo recuperato da una sagrestia e la stube da una vecchia locanda austriaca. Il resto รจ stato commissionato ad artigiani del legno ampezzaniโ€. Lโ€™obiettivo? โ€œ Ricreare lโ€™atmosfera calda del locale veronese – conclude Nicolis – e portare lรฌ la nostra cultura dell’accoglienza e del vinoโ€.

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