I Giochi Olimpici ormai terminati, Mattarella รจ da tempo sceso dal tram, i leader del mondo sono andati via e San Siro ha vissuto lโultima serata di gloria prima della prossima demolizione, e lโinteresse si รจ spostato a sud, nellโarea compresa tra i Villaggio Olimpico di Scalo Porta Romana, la Ice Skating Arena di Assago, dove si svolgono le gare di pattinaggio di figura e di short track, e il Santagiulia Hockey Arena.
E proprio tra il Villaggio Olimpico e Santa Giulia si distende la zona che i milanesi chiamano genericamente Corvetto, che si sviluppa attorno alla linea gialla della metropolitana e che comprende, oltre a Corvetto vero e proprio attorno alla piazza omonima, anche le aree di Porto di Mare e Rogoredo a Sud, uscendo dalla cittร , e Brenta e il vibrante e un poโ posh SoPra, la zona della Fondazione Prada, che fa un poโ storia a sรฉ avendo vissuto anni fa una riabilitazione urbanistica e antropologica dovuto alla sbarco della elegante istituzione culturale privata con il suo seguito di artisti, creativi e visitatori.

Il Chiosco da Giacomo
Corvetto ha approfittato della kermesse sportiva e della conseguente attenzione internazionale per rifarsi una vita, perchรฉ a Milano a dirla tutta ha una fama un poโ equivoca. Quartiere di approccio dei vari flussi migratori vissuti dalla cittร nel Novecento, una sorta di Ellis Island meneghina, dapprima quello degli sfollati della Prima guerra mondiale negli anni Venti, quando si chiamava quartiere Regina Elena, poi quello dei lavoratori meridionali che furono la manovalanza del miracolo economico, infine lโondata dei nordafricani negli anni Novanta.
Corvetto vive sospeso tra degrado e impegno, tra abbandono e rigenerazione, tra sciatteria e cultura. Unโarea di passaggio, di cavalcavia e graffiti, con unโanima che cโรจ ma รจ difficile da individuare da chi capita per caso, con lo spirito ribelle che periodicamente si risveglia, spesso in seguito a un caso di cronaca, lโultima volta a fine 2024 dopo la morte di Ramy Elgani, il diciannovenne schiantatosi con lo scooter durante un drammatico inseguimento dei Carabinieri.
Ma Corvetto รจ un quartiere vivo, ricco di indirizzi per bere e mangiare lontani da qualsiasi sospetto di tendenza. Il vero cuore del quartiere รจ il Chiosco Da Giacomo, in piazza Corvetto angolo via Polesine, dove un gentile signore vercellese, paziente e mite, smercia โbirre artigianaliโ, come promette lโinsegna circense, oltre duecento etichette da lui selezionate con un lavoro certosino. A esse si possono abbinare specialitร gastronomiche fiorentine, la pappa al pomodoro, la ribollita, il lampredotto allโuccelletto. Un luogo che soprattutto con la bella stagione si riempie di locals. E ogni tanto viene avvistato anche qualche milanese milanese in gita di formazione.

Doca
In via Breno, un poโ piรน lร , cโรจ Doca, una bakery aperta qualche mese fa dalla brasiliana di Porto Alegre Queren Girardi, formatasi da Davide Longoni e da Tone. Lโidea รจ quella di una panificazione di alto livello con tocchi brasiliani affidati ad alcune ricette e allโutilizzo, ad esempio, del caffรจ di Cafezal, selezionato dal connazionale Carlos Bitencourt. โUna panetteria di una brasiliana, non una panetteria brasilianaโ, precisa lei. Comunque un posto che mancava, un tocco di internazionalitร . E sempre a proposito di forno, inย via Guglielmo Pecori Giraldi al numero 6 ecco Forneria Metropolitana, uno store food dallโestetica sovraesposta e con prodotti healthy e di mercato: un ristorante di cucina moderatamente contemporanea con due menu degustazione da 5 e da 7 portate, una proposta โtutto granoโ, pizzeria di buona qualitร , aperitivi, pausa pranzo. Un locale urbano che lavora tutto il giorno: non fa meraviglie ma lavora molto bene.
Uno dei distretti gastronomicamente piรน vivaci dellโarea รจ certamente poโ piรน a Nord, tra Brenta e Fondazione Prada, in piazza San Luigi. Partiamo da unโinsegna doppia: Sottobosco e Sottobanco. Il primo รจ un โristoro di quartiereโ nato nel 2019, e francamente prometteva bene, poi lโofferta si รจ un poโ appiattita, anche se le conserve, le giardiniere e i salumi fatti in casa sono sempre interessanti. Nel 2022 si รจ aggiunto Sottobanco, piรน orientato alla somministrazione di vini spesso non allineati, e anche qui si puรฒ mangiare qualcosa facendosi ingolosire da una vetrina da boutique dove salumi e formaggi sono appesi a maturare.ย Di fronte, sempre in piazza San Luigi, unโinsegna storica รจ Baja Sardinia, un ristorante di mare un poโ vintage ma molto amato dai cittadini del quartiere, che trovano piatti di pesce non orientati alla fantasia (Fregula sarda ai frutti di mare, Branzino al sale ma soprattutto lo Spaghetto Baja, con vongole e bottarga) a prezzi poco milanesi e insaporiti da un servizio piacevolmente naif, che puรฒ riservare qualche sorpresa.

Canaglia
A poca distanza, in via Don Bosco 7, cโรจ la porta di accesso al quartiere, il Circolo San Luis 1946 dove si aggrega la Corvetto dellโassociazionismo, del volontariato, dellโimpegno, la Corvetto โcol ceur in manโ. Qui, nel giardino che ha unโatmosfera da balera, si bevono semplici di bicchieri di vino e si mangiano taglieri e pastasciutte (a volte antifasciste) in unโatmosfera calda e non troppo olimpica. Bisogna essere tesserati, ma non รจ mai un problema, qui vige lโinclusione. Ancora nel quadrante dโoro di piazza San Luigi si affaccia Canaglia, per qualcuno un cocktail bar piuttosto elegante, per altri un โtraniโ dei nostri giorni, โdove si mangia, si beve e si giocaโ, come dicono in coro le quattro โcanaglieโ che gestiscono il locale, tutte con la lettera A: il bartender Aqua, lo chef Alessandro, il grafico Alberto e la responsabile di sala Angela. Si beve vino spillato da certe botti, si assaggiano drink di buona fattura.

Casottel
Piรน vicino al Villaggio Olimpico ha aperto anche di recente Papparรจ (piazza Olivetti, 3), la succursale milanese di uno dei piรน noti locali da brunch di Bologna. Un progetto scalabile che ha trovato nellโarea vicino a Fondazione Prada, ricca di uffici e di start-up, un terreno fertile: durante la settimana la pausa pranzo, nel fine settimana il brunch con uova, pancake, porridge e buoni lievitati fatti in casa. E siccome Corvetto ha unโanima profondamente popolare, non poteva mancare unโosteria tradizionale legata ai piatti della tradizione lombarda: il Casottel, un locale sospeso nello spazio e nel tempo, sostando nel quale ci si dimentica quasi di stare a Milano. Una cascina (questo vuol dire casottel) con tanto di bocciofila, un pergolato, e due adorabili signore di una certa etร , Isa e Blanca, a gestirlo, aiutate in ciรฒ da Ramon e Arturo. Ravioli di zucca e formaggio, risotto alla mantovana con salsiccia, dโinverno la cassoeula, tutto lโanno la cotoletta a orecchia di elefante.

Gli Spaghetti alle vongole di Baja Sardinia
Poi, certo ci sono il bar Luce immaginato da Wes Andersonย con il suo sguardo cinematografico e sovraesposto allโinterno della Fondazione Prada, in cima alla quale cโรจ Torre che si spalanca sulla nuova Milano del Villaggio Olimpico, il listening bar Lubna dove lo chef stellato (da Moebius Sperimentale) Enrico Croatti sperimenta la sua cucina alla brace da domenica romagnola in un contesto da movida spinta. E uno dei piรน eleganti giapponesi di Milano, Nishiki, al numero 70 di corso Lodi. Ma questa รจ roba che di popolare ha poco. Corvetto รจ unโaltra cosa.
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