Ritratti

A 20 anni lascia il ciclismo per il camion dello zio: oggi vende salumi a mezzo milione di follower

Andrea Carelli ha trasformato il camion di famiglia ereditato dal nonno in una bottega ambulante seguita da oltre mezzo milione di persone tra Instagram e TikTok

  • 06 Maggio, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Se nel vostro immaginario, il salumiere ha ancora quell’aspetto un po’ datato con la matita incastrata tra il berretto e l’orecchio, magari leggermente panciuto e con quel fare un po’ grossolano ecco, sappiate che siete rimasti indietro di almeno una trentina di anni. A spiegarci per bene che i tempi sono cambiati come pure il modo di fare questo mestiere, ci pensa Andrea Carelli bergamasco doc, rappresentante della terza generazione di salumieri ambulanti della sua famiglia. Da Carelli è diventato una sorta di piccolo fenomeno social: tra Instagram, Facebook e TikTok conta una community di oltre mezzo milione di followers.

Andrea Carelli e suo padre Luigi

Tutto iniziò con un camion pieno di sarde

«Oggi Da Carelli è una realtà solida con diversi dipendenti, ma dobbiamo tutto a mio nonno Tarcisio, senza di lui tutto questo oggi non ci sarebbe». Andrea Carelli, classe 1987, ci racconta la storia dell’azienda di famiglia che oggi porta avanti, partendo proprio dalle radici e dal riconoscimento verso nonno Tarcisio che negli anni ’60, pensò di comprarsi un furgoncino, caricarlo di sarde e farsi il giro di tutti i paesi della valle per venderle. Un mestiere umile che gli valse il soprannome di Sardela e che nonno Carelli svolgeva con grande fierezza e non poca fatica, specialmente in quegli anni ‘che le strade erano impervie e c’era da alzarsi presto al mattino, così da fare più giri possibili e portare a casa un buon guadagno.

Purtroppo nei primi anni ’80 il signor Tarcisio viene  colpito da una brutta malattia, chiama a rapporto i suoi due figli Luigi e Roberto: per loro era arrivato il tempo di rimboccarsi le maniche e prendere in mano l’attività. Luigi papà di Andrea, così come lo zio, non ci pensano un secondo di più; il primo però dovrà decisamente mettere nel cassetto un sogno. Luigi infatti negli anni ’80 era una giovane promessa del ciclismo ma la vita, neanche troppo raramente, ci mette davanti a decisioni che spesso dobbiamo prendere spinti solo dal senso del dovere esattamente come fece il papà di Andrea. Questo passaggio di testimone sarà comunque una svolta, i due fratelli rinnovano un po’ tutto: acquistano due nuovi mezzi e incrementano l’offerta.

«Papà e zio – spiega Andrea – mettono su una sorta di minimarket mobile col quale giravano tutta la provincia». In quegli anni non era come oggi, c’erano pochi supermercati e quando arrivavano i fratelli Carelli le signore bergamasche ne approfittavano e facevano la spesa per tutta la settimana.

Andrea Carelli lascia il ciclismo per il camion di famiglia

Gli affari vanno benissimo, Luigi e Roberto muovendosi ognuno con il proprio mezzo, avevano creato una rete vendita importante, i camion Da Carelli erano diventati sinonimo di qualità tra la Val Brembana e buona parte della provincia di Bergamo. Nel 2008 però, una tragedia terribile colpisce la famiglia, lo zio Roberto muore durante una immersione nel lago d’Iseo. Papà Luigi parla molto chiaramente con Andrea: c’è da portare avanti l’azienda di famiglia e prendersi in carico il camion dello zio. Nel 2008 Andrea aveva vent’anni, era al secondo anno di Economia e come suo papà, anche lui aveva iniziato una carriera da ciclista professionista. Smette di pedalare per salire “in sella” del camion di suo zio «l’ho fatto per aiutare mio padre, per un senso del dovere verso l’azienda di famiglia ma anche per non lasciare in mezzo ad una strada le persone che lavorano sul mezzo di mio zio».

I primi anni furono piuttosto duri, la sveglia alle 4.30 del mattino e la socialità ridotta al lumicino perchè la sera c’era da andare a dormire presto, colpi durissimi per un ragazzo di appena vent’anni. «Dopo una prima fase di adattamento, verso il 2010/2012 ho iniziato a cambiare qualcosa, scontrandomi anche un poco con mio padre ma questo era assolutamente fisiologico e prevedibile».

Decide di concentrare la vendita esclusivamente  su salumi e formaggi raffinandone la selezione ed aumentando la qualità. Ma la vera svolta, arriva nel 2020 «con l’arrivo della pandemia, la vendita ambulante di generi alimentari si ferma – ci racconta – avevamo le celle frigorifere piene di merce, ovviamente deperibile e l’idea che tutti quei prodotti potessero finire al macero non mi faceva dormire la notte». E allora, tira fuori quel progetto che per troppo tempo aveva messo nel cassetto: avviare la vendita online che, almeno in questa fase pandemica, si adatta ai tempi e diventa vendita a domicilio. Apre una pagina Facebook e un profilo Instagram per comunicare questo nuovo servizio ai clienti: tempo 24 ore, arrivano così tante richieste che è costretto a chiudere gli ordini di acquisto perché non riusciva a gestirli!

Intanto però, fu un volano pazzesco per far conoscere il brand Da Carelli tra Bergamo, provincia e nei territori limitrofi.

La svolta tra social e vendita online

Andrea Carelli, lo ammette senza remore «se non avessi iniziato a pubblicare i video su Instagram poi TikTok non credo che Da Carelli avrebbe mai raggiunto la visibilità di oggi e – aggiunge – anche il nostro shop online probabilmente avrebbe impiegato molto più tempo per carburare». Il negozio che negli anni si è perfezionato fino ad arrivare alla versione attuale che permette al cliente di acquistare carne, salumi e formaggi pagando al peso come se fosse veramente davanti al banco del camion! C’è da dire che Andrea, nient’affatto sprovveduto, appena ha capito l’importanza dei social e di come gestirli nel modo giusto, ha deciso di contattare un’agenzia specializzata che se ne occupa «ma la faccia è sempre la mia – ci spiega – e nei video racconto il nostro lavoro dentro e fuori dal camion».

Sono attimi di vita vera. C’è la signora Maria che fa la spesa per tutta la settimana e vuole la carne buona ‘che la domenica ha a pranzo figli e nipoti, c’è il trentenne appassionato di barbecue che ha in programma una grigliata tra amici e lascia ad Andrea carta bianca senza limiti di spesa. O ancora, il signor Mario che arriva al banco con la lista della spesa fatta dalla moglie e guai a comprare qualcosa che non compare nell’elenco! In ogni caso, dall’altra parte c’è Andrea che ha letteralmente stravolto il concetto di bottega ambulante: sul suo camion ci sono prodotti di eccellente qualità, oltre 70 tipologie di formaggi, delle bresaole artigianali pazzesche selezionate da lui e poi carni provenienti da ogni parte del mondo da far invidia alla più blasonata delle macellerie. «Quando non sono impegnato con il mercato vado in giro per la Val Brembana alla scoperta di piccoli produttori e di formaggi unici che poi porto sul mio camion e faccio conoscere ai miei clienti». Bellissimo il momento del conto: Andrea strappa lo scontrino e prima di rivelare il totale al cliente pronuncia la frase ormai iconica “pensavo peggio!”. 

Come è cambiata la spesa degli italiani

Fare il salumiere ambulante nei mercati cittadini è tutt’altra cosa che farlo dietro il banco di un supermercato. Ed è per questo che approfittiamo di Andrea e della sua esperienza diretta, per chiedergli se nell’ultimo periodo ha notato un modo diverso di fare spesa da parte dei suoi clienti ed anche qua risponde con la franchezza che lo contraddistingue “Stiamo vivendo periodi durissimi, e vale per i nostri clienti quanto per noi. Il caro carburante sta diventando insostenibile” ci racconta che fino a qualche mese fa, per fare un pieno di benzina per il suo camion più grande spendeva circa 170 euro adesso supera abbondantemente i 250. E, badiamo bene, ogni mattina il brand Da Carelli mette in moto 6 mezzi: 2 per la vendita e 4 tra stoccaggio merce e trasporto dipendenti ed un pieno è sufficiente per una decina di giorni. A voi i conti. 

Un lavoro duro che inizia all’alba e finisce nel tardo pomeriggio ma che Andrea ed i suoi collaboratori fanno sempre col sorriso nonostante tutto e nonostante questo momento così complesso dal punto di vista economico. “Tre anni fa, anche per rispondere a qualcuno che mi diceva di essere troppo caro, feci un video in cui riempivo due sacchetti con formaggi, salumi e qualche taglio di carne arrivando alla cifra totale di 50 euro.” Andrea ci racconta che recentemente ha tentato di rifare lo stesso video ma si è dovuto fermare “con la stessa cifra sono riuscito a riempire un solo sacchetto per il rotto della cuffia”.

In ogni caso, per chi come lui svolge questo mestiere con passione e serietà, rispondere alle esigenze dei clienti cercando di contenere le spese senza scendere a compromessi con la qualità è una missione vera e propria “non abbiamo una boutique di gastronomia in centro città, ma un camion refrigerato per la vendita nei mercati: il nostro è un pubblico vastissimo. La selezione dei nostri prodotti è fatta pensando a tutte le fasce di spesa”. Prima di salutare Andrea, ci togliamo una curiosità e gli chiediamo se quando decise di entrare nell’azienda di famiglia assieme alla bici, mollò anche gli studi universitari. Ecco la risposta “Ho una laurea in economia che è riposta nel cassetto, ma in verità metto a frutto ogni giorno”.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd