Storie

Dentro il mercato di Spinaceto, il posto che tiene insieme una periferia di Roma

Tra banchi di verdure, porchetta, cappuccini e sedie di plastica rossa, il mercato rionale di Spinaceto continua a essere il vero punto d’incontro della periferia sud di Roma

  • 20 Maggio, 2026
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«Spinaceto? Pensavo peggio…» Nanni Moretti nel ’93 aveva già sintetizzato l’animo di un quartiere che, da buona zona popolare, trova nel suo mercato rionale la migliore espressione. L’appuntamento è a viale Caduti per la Resistenza, alle 7 i banchisti sono già pronti, le stoffe e i detersivi alla spina, le verdure e il pane. Il quartiere si sveglia e si ritrova qui, vera piazza di una periferia costruita a tavolino, che un ritrovo non l’hai mai avuto sul serio.

Marlboro accese, fagiolini e taralli: una mattina al mercato di Spinaceto

Ben due bar si fronteggiano lungo il corridoio d’ingresso, le sedie di plastica rossa dell’Algida fuori, i cornetti glassati e le Marlboro accese già di buon’ora. Il bancone in laminato effetto ciliegia al Caffè Ottavio, i cappuccini con i ghirigori in cioccolato al Point Caffè. Uno di fronte all’altro, senza competizione né ambizione, qui ce n’è per tutti perché basta aspettare un po’ per vedere la gente riversarsi a fare la spesa. Pane, banchi di ortaggi in ogni dove, con i mercanti intenti a pulire i fagiolini sulle sedie in formica, la fedele bacinella in plastica accanto. Ma anche abiti per bambini, saponi, un caseificio con mozzarelle fresche, una bella selezione di formaggi, savoiardi sardi e i taralli della panetteria Sellitri di Andria.

La pizzicheria e la frutta al mercato di Spinaceto

Ci sono un’erboristeria, un negozio di giocattoli, quello per animali e persino un’agenzia funebre. Più che un mercato, questo è uno spazio comunitario, una collezione di servizi utili. Poi, certo, si fa anche una buona spesa: al box numero 10, con i cestini in vimini sospesi e la targa in legno col font da osteria che grida «porchetta di Ariccia», La Bottega fornisce gli sfizi adatti a un buon aperitivo casalingo. Da Floriano la frutta e verdura arrivano da Velletri, i fiori di zucca in bella vista sono una tentazione irresistibile, la gentilezza è di casa, come un po’ in tutto il mercato. Le insegne recitano «frutta e verdura di qualità» e qui ci si deve fidare, anche per gli usi dei prodotti in cucina.

Spinaceto, il mercato che tiene insieme la periferia sud di Roma

C’è il pesce fresco e c’è la carne, il pane cotto a legna e gli gnocchi fatti a mano. Non manca niente, soprattutto la bella atmosfera, quella che si dovrebbe respirare sempre nei mercati rionali e che, su questo vialone di insegne che si susseguono l’un l’altra, vale il doppio. Sono le più disparate, dal minimarket «con prodotti filippini» che di filippino poi non ha un bel niente, alla cartolibreria didattica (Planis, una gemma nel quartiere). Il mercato è un tempio di lentezza in una strada dove si corre per raggiungere il Raccordo, fatta di negozi e palazzoni, snack bar e pure una farmacia Boots, direttamente dal Regno Unito.

«Spinaceto? Pensavo peggio…»

È il quartiere degli ossimori, Spinaceto. Scomodo e compiacente, con tutti i servizi del mondo che però non sembrano mai abbastanza. Strade larghe a volte semi-deserte, a volte trafficate, geometrie pratiche per una zona che porta addosso il segno degli anni in cui è stata pensata, tempi in cui si credeva che con lo spazio – tantissimo spazio – si potesse risolvere tutto. Erano gli anni ’60, quelli dell’utopia urbanistica, quando questo quartiere nuovo di Roma Sud ha visto la luce, finendo per allargarsi così tanto da creare distanza.

Periferia profonda, nell’assetto ancor più che nella locazione geografica, sempre in cerca di una riqualificazione che a poco a poco sembra arrivare: a metà maggio è stata aperta la nuova area ludica di via Carlo Avolio, ed entro la fine del 2027 dovrebbe chiudersi il restyling di largo Niccolò Cannella, che trasformerà l’edificio su due livelli in stato di abbandono in una galleria commerciale con più servizi per i cittadini (nell’ambito del progetto «La città dei 15 minuti», per garantire servizi di prossimità).

E allora sì, forse aveva ragione Moretti ad aspettarsi di peggio. Perché Spinaceto fa quello che le periferie romane sanno fare meglio: arrangiarsi e costruire comunità nei posti più impensati. Tra la porchetta e il cappuccino schiumoso, i banchi di verdure pulite e il pane, c’è un quartiere vivo, con una socialità senza posa, che è molto più di una barzelletta urbana.

Mercato di Spinaceto – Roma – viale dei Caduti per la Resistenza, 609 – dal lunedì al sabato 7.00/14.30 – facebook.com/mercatorionalespinaceto/?locale=it_IT

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