Cronaca

"Ogni settimana voleva i soldi della pizza": cosa è successo nella storica pizzeria Da Remo a Testaccio

Per oltre tre anni il titolare della storica pizzeria avrebbe consegnato ogni settimana parte degli incassi a un 48enne oggi ai domiciliari. Tra minacce, pedinamenti e una denuncia, emerge una vicenda che ha scosso uno dei locali simbolo di Roma

  • 13 Maggio, 2026
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Da Remo non si prenota, si aspetta in fila, si mangia la pizza scrocchiarella e si paga. Per tre anni, però, anche il titolare pagava, ogni settimana, a un uomo che si presentava puntuale convinto di avere ancora un conto aperto. Si tratta di un 48enne romano, ora agli arresti domiciliari con l’accusa di estorsione continuata ai danni della storica pizzeria di Santa Maria Liberatrice a Testaccio. Dal 2023 a oggi avrebbe incassato tra gli 800 e i 1400 euro a settimana, per un totale di oltre 160mila euro. Richieste che non si sono fermate neppure dopo la denuncia del ristoratore. 

Le richieste di denaro, le minacce e la denuncia del titolare

La vicenda affonda le sue radici nei primi anni Duemila. L’attuale proprietario, oggi 54enne, aveva contratto un prestito dal padre dell’indagato – 154mila euro – per acquisire il 25% delle quote societarie del locale. Il debito sarebbe stato onorato per intero, compreso di rate e interessi, tra il 2018 e il 2019. Quattro anni dopo, però, è stato il figlio a farsi vivo.

L’uomo, pregiudicato, avrebbe sostenuto che una parte degli interessi non fosse mai stata saldata e avrebbe fatto capire subito come intendeva recuperarla. Ogni lunedì o martedì il gestore avrebbe dovuto consegnargli una quota dei guadagni settimanali. In certi casi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe preteso fino alla metà dell’incasso.

Minacce e intimidazioni

Le minacce erano esplicite e non risparmiavano nessuno. «Se non mi dai i soldi ti butto giù dal terrazzo», avrebbe detto al titolare. Anche l’anziana madre, che il figlio ospitava in casa, veniva tirata in mezzo deliberatamente «È ancora viva? Ma quando muore?», si legge  su Repubblica. Gli appuntamenti per la consegna del denaro avvenivano nei pressi della stazione Trastevere. Una routine silenziosa, invisibile, che andava avanti da oltre tre anni.

Parallelamente alle intimidazioni, secondo la Questura di Roma, il 48enne aveva attivato anche una doppia offensiva legale: prima una procedura esecutiva al Tribunale di Roma per tentare il pignoramento delle quote societarie della pizzeria, poi un’altra al Tribunale di Civitavecchia per aggredire stipendi e utili della vittima. vittima. Una pressione su più fronti che è andata avanti fino a quando, a marzo, il titolare ha denunciato tutto agli agenti del commissariato di San Paolo.

La denuncia e i domiciliari

Denunciato in stato di libertà, l’uomo si è ripresentato a riscuotere già la settimana successiva. Gli agenti hanno così documentato gli incontri tra i due attraverso accertamenti e pedinamenti, fino a intervenire durante una consegna di denaro. Subito dopo lo scambio il 48enne è stato fermato. In casa i poliziotti hanno trovato un calendario con il nome della pizzeria e le cifre incassate settimana per settimana. A quel punto il giudice ha firmato l’ordinanza: domiciliari e braccialetto elettronico. La pizzeria ha appena festeggiato i cinquant’anni. In aprile era morto Remo Stecconi, 90 anni, uno dei tre fondatori.

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