Nel cuore di Trastevere (ma fuori dal caos) c’è uno chef con una marcia in più: Antonio Ziantoni. Insieme a Ida Proietti ha fondato un locale che è l’esatto opposto degli altri locali del quartiere: minimalista, tavoli in legno e luci soffuse. A Zia Restaurant quest’anno abbiamo assegnato le Tre Forchette nella guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso
Nella nostra ultima visita abbiamo notato una costanza qualitativa rara, dall’ottimo benvenuto alla dolce chiusura. Tra i piatti del cuore, segnaliamo il maccarello frollato e chirurgicamente cotto alla brace, laccato con le sue lische con olio e levistico; intenso lo spaghetto al pomodoro freddo con salsa di tre pomodori, con aggiunta di pomodoro e sedano: umami e profondità di sapore. Sempre di alto livello la pasta ripiena, sottilissima, come i ravioli del plin ripieni di agnello brasati serviti in un delicato olio di cedro. Così come il piccione, peperone e prezzemolo, servito in due tempi, con la coscia alla brace e lo spiedino di interiora a chiudere. Ogni piatto sembra spoglio da quell’effetto wow, da quell’ansia da prestazione che attanaglia un certo tipo di alta ristorazione. D’altronde basta vedere l’atteggiamento dello chef che negli ultimi anni ha preferito il silenzio della cucina alle luci del palcoscenico e della comunicazione. Qui il piacere del gusto e del cliente non viene mai meno, tutto è finalizzato a regalare sapori pieni, armonici, comprensibili. E il prossimo menu andrà sempre più nella direzione della condivisione, tra pescioni interi e selvaggina.

I dolci del ristorante sono famosi, ma forse non abbastanza. La tarte tropèzienne, pasta brioche farcita con un’incredibile crema chantilly alla vaniglia e fiori d’arancio, da condividere in (almeno) due persone, è stato un vero colpo al cuore: si torna subito felici e bambini. Il pastry chef Christian Marasca si conferma un fuoriclasse capace di unire estetica e pulizia dei sapori. I prezzi sono in linea con l’alta qualità dell’esperienza, due i menu degustazione: 5 e 7 portate. I prezzi sono in linea con l’alta qualità dell’esperienza, due i menu degustazione: 5 e 7 portate (in futuro potrebbe anche rimanere solo il breve), ma c’è anche una carta snella, ragionata, con piatti storici e novità, frutto di un pensiero di ristorazione sempre più a misura del cliente. Servizio attento e professionale, mai invadente o saccente nelle spiegazioni, meno ingessato rispetto al passato. La carta dei vini non è enciclopedica, ma ricercata e ben tarata sul carattere dell’offerta. In breve: senso della misura, coerenza, talento e piacevolezza. In due parole: Tre Forchette.
Zia Restaurant – Roma – via G. Mameli, 45 – 06 23488093 – ziarestaurant.com
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