«Ogni anno ci sfugge di mano». Roberto Davanzo e Anna Rotella (loro è BOB Alchimia a Spicchi a Montepaone, Tre Spicchi nella nostra guida alle migliori Pizzerie d’Italia) sorridono mentre raccontano la crescita del Bob Fest, il festival nato nel 2021 da una giornata di lavoro condiviso tra professionisti del settore e diventato, nel giro di cinque anni, uno degli appuntamenti più attesi della gastronomia italiana.
I numeri dell’edizione 2026 raccontano bene questa evoluzione: oltre 300 professionisti coinvolti tra chef, pizzaioli, bartender, pastry chef e produttori, quattro giornate di eventi tra Praia a Mare e San Nicola Arcella e una rete sempre più ampia di partner istituzionali e privati. Eppure, dietro una manifestazione cresciuta anno dopo anno, il gruppo organizzativo resta sostanzialmente lo stesso. «Siamo sempre i soliti cinque», raccontano gli ideatori del progetto: Anna Rotella, Alessandra Molinaro, Silvia Rotella, Roberto Davanzo e Rino Gemelli, riuniti nell’associazione Alchimisti per Amore. A loro si è aggiunto quest’anno Alfredo Del Bene, che ha curato il rebranding della manifestazione.
La crescita, spiegano, è stata quasi naturale. «È sempre un evento sinergico di contaminazione. Ognuno porta il suo pezzetto all’interno e inevitabilmente si aggiunge una persona interessante, poi un’altra ancora, e così la famiglia si allarga». Una filosofia che ha permesso al festival di passare dalle prime edizioni con poche decine di ospiti a una manifestazione che oggi arriva a coinvolgere circa 400 persone complessivamente.

Dal 26 al 29 giugno il Bob Fest (Bob sta per Band Of Brothers) approda nella Riviera dei Cedri, tra Praia a Mare e San Nicola Arcella, dopo aver toccato negli anni Montepaone, Scolacium e Roccella Jonica. Una scelta che riflette uno degli obiettivi principali del progetto: utilizzare la gastronomia come strumento per raccontare territori diversi della Calabria e mostrarne la ricchezza culturale. «Uno degli scopi del festival è proprio questo», spiegano gli organizzatori. «Dimostrare quello che siamo culturalmente come persone e come patrimonio gastronomico, anche contemporaneo». Un lavoro che nasce da un desiderio di riscatto per una regione raccontata solo in parte. «Bisogna far capire che la Calabria è fatta di realtà diverse, di mare e di borghi, con tradizioni differenti dal nord al sud della regione».
Il programma, come sempre, vede alternarsi alcuni dei nomi più importanti della scena gastronomica internazionale: da Quique Dacosta a Gabriele Bonci, da Francesco Martucci a Marco Ambrosino, passando per Matias Perdomo, Roberta Pezzella, Roy Caceres, Riccardo Paglia e Luigi Coppola. Ma l’edizione 2026 segna anche un passo ulteriore nel coinvolgimento delle comunità ospitanti. Il Comune di Praia a Mare ha sostenuto attivamente il progetto, contribuendo a rendere possibile uno degli appuntamenti simbolo del festival: il congresso inaugurale del 26 giugno e la successiva Cena Ancestrale sull’Isola Dino. Per la prima volta l’isola – un tempo appartenuta a Gianni Agnelli, che la acquistò per 50 milioni di lire prima che passasse al patrimonio del Comune di Praia a Mare – verrà aperta al pubblico.

«Siamo rimasti stupiti dall’accoglienza ricevuta», raccontano Davanzo e Rotella. «Non solo le amministrazioni comunali si sono impegnate molto, ma tutte le attività del territorio ci stanno supportando». Da questa collaborazione nasce anche un’altra delle novità più significative di questa edizione: la Festa al Borgo a San Nicola Arcella, in programma il 27 giugno e organizzata in collaborazione con la Pro Loco. Dove chef, pizzaioli e professionisti del settore entreranno nelle attività gastronomiche del centro storico per lavorare insieme agli operatori locali, creando contaminazioni e scambi.
Domenica 28 giugno il Bob Fest 2026 vivrà il suo appuntamento principale con l’evento in programma dalle 19 al Buddha Beach di Praia a Mare. Oltre 300 professionisti tra chef, pizzaioli, bartender, pastry chef e produttori saranno protagonisti di una serata tra degustazioni, show cooking e occasioni di incontro con il pubblico. Ad accompagnare il programma gastronomico ci sarà anche la musica: la direzione artistica è affidata a PIG Calabria, il progetto ideato dallo chef Nino Rossi.
La filosofia del festival, però, resta quella delle origini: utilizzare il cibo come linguaggio culturale e come occasione di incontro e relazione. Senza dimenticare l’impegno sociale. Fin dalla prima edizione, infatti, il Bob Fest sostiene la ricerca oncologica: il ricavato dei biglietti d’ingresso, al netto delle spese sostenute, sarà devoluto alla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS. Intanto si guarda già al futuro. Tra le ipotesi allo studio c’è quella di portare il festival anche nelle aree montane della Calabria, tra Pollino e Sila, con l’obiettivo di valorizzare territori ancora poco conosciuti e ampliare ulteriormente il racconto della regione.
Per maggiori info e acquistare i biglietti: www.bobfest.it
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