Lo chef basco che ha portato a Parigi il modello del bistrot d'autore nel lontano 2006, porterà la cucina del celebre Le Chateaubriand nella capitale inglese. Ingredienti di mercato, menu giornaliero, prezzi accessibili, atmosfera informale per novanta commensali a Mayfair. In cucina Paul Bodier – il secondo di Inaki – design di Clement Blanchet. Al piano inferiore un cocktail bar sul modello del parigino Le Dauphine.

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LE CHATEAUBRIAND E LA BISTRONOMIA

Se c’è un nome che più di ogni altro rappresenta la bistronomia parigina quello è Inaki Aizpitarte, che sulla scena gastronomica della ristorazione francese ha fatto irruzione nel 2006. Il nome dello chef che è riuscito a scalare in pochi anni le classifiche e ha fatto innamorare orde di gourmet tradisce le origini basche, anche se la formazione di questo ragazzo principalmente autodidatta si è consumata tra la Francia e un ristorante serbo di Tel Aviv.
Poi Parigi e l’intuizione di Le Chateaubriand, agli albori del bistrot d’autore: prendi un caposaldo della tradizione popolare transalpina come il bistrot e lo trasformi in un’esperienza gastronomica d’alta cucina, guidata dall’estro che porta a contaminare nel piatto un po’ di Francia, Sud America, Asia, Medio Oriente. Il resto lo fanno giorno per giorno l’offerta del mercato, i prezzi contenuti, l’atmosfera informale. E Aizpitarte entra nel mito della ristorazione parigina con schiere di imitatori. Tanto che ora si prepara a conquistare Londra.

INAKI A LONDRA: LE CHABANAIS

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Aprirà a marzo l’attesissimo Le Chabanais, destinato sin dalle premesse a diventare uno tra gli indirizzi più ambiti della metropoli inglese.
Dietro c’è l’investimento del produttore cinematografico Varun Talreja che in collaborazione con Inaki e i suoi soci Franck Audoux e Laurent Cabout ha deciso di esportare il “brand” d’eccellenza con la garanzia di un sicuro successo. E formula che vince non si cambia.
Nel quartiere londinese di Mayfair, Le Chabanais – dal nome di un popolare bordello della Belle Epoque – disporrà di novanta coperti in una sala dall’atmosfera informale (più un piccolo ambiente privato per ospitare dieci commensali), mentre dalla cucina arriveranno le proposte del giorno modulate sull’offerta del mercato. L’idea è quella di portare a Londra il cibo di Le Chateaubriand, valorizzando però gli ingredienti locali (“la Gran Bretagna dispone di grandi prodotti di cui nessuno parla” ha dichiarato Aizpitarte) per presentare un menu alla carta a prezzi accessibili (si spenderanno circa 80-85 sterline a persona, inclusi vini e servizio).
Alla guida della brigata ci sarà il secondo di Inaki, Paul Bodier, ma probabilmente lo stesso chef seguirà da vicino l’andamento del ristorante: “Ho scelto Londra anche per la sua vicinanza a Parigi. Sarà più facile spostarsi tra una città e l’altra” ha rivelato lo chef basco a Bloomberg. L’interior design porterà la firma di Clement Blanchet, già progettista del wine bar Le Dauphin adiacente allo Chateaubriand e designer – sempre insieme a Rem Koolhaas – del Serpentine Summer Pavilion in Hyde Park del 2006. E al piano inferiore di Le Chabanais potrebbe trovare spazio un cocktail bar sul modello di Le Dauphin.
 

Le Chabanais | 8 Mount Street, Londra | Da marzo 2015