Sono oltre 2 milioni (3,5% della popolazione) gli italiani colpiti da allergie alimentari, un fenomeno che può portare a conseguenze anche gravi. Per questo motivo, nasce il bollino blu, marchio che identifica i locali in cui i soggetti allergici possono mangiare senza correre pericoli.

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Il fenomeno delle allergie in Italia

Nocciole e poi verdura, frutta fresca, crostacei, pesce, legumi, semi e grano: questi, nell’ordine, gli alimenti che più preoccupano quando si tratta di allergie alimentari infantili. A soffrirne però non sono solo i più piccoli, ma anche gli adulti. Oltre 2 milioni di italiani, ovvero il 3,5% della popolazione, sono interessati da allergie e intolleranze, disturbi che possono provocare reazioni blande ma anche gravissime. Di questi soggetti allergici, circa 270mila sono bambini di età inferiore a 5 anni, di cui 5mila a rischio di reazioni molto gravi, che possono anche costar loro la vita. Tra questi, 100mila sono intolleranti al latte vaccino, 80mila alle uova, 50mila alla frutta secca, in particolare noci, nocciole e arachidi. Un disturbo che grava, dunque, non solo sulla salute dei consumatori ma anche sulle loro tasche, specialmente per gli allergici al lattosio: le famiglie costrette ad acquistare altre tipologie di latte (soia, riso, cocco, capra, asina e simili) spendono infatti oltre 50 milioni di euro l’anno. Il numero di morti per anafilassi – reazione allergica a rapida comparsa – in Italia ammonta a 40 casi l’anno e per questo ora le organizzazioni specializzate si stanno muovendo per poter garantire a tutti gli affetti da allergie uno stile di vita più dignitoso.

La risposta della ristorazione

Per questo, i ristoratori possono ora adottare il bollino blu, simbolo che contraddistingue gli chef che hanno seguito corsi specifici per ridurre al massimo i rischi per i clienti che soffrono di allergie. Dalla fine di aprile, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma sarà possibile seguire le lezioni di Domenico Schiavino, responsabile del Servizio di Allergologia del Policlinico Gemelli di Roma, dapprima disponibili sono nella Capitale, e a breve estesi al resto della Penisola. Organizzati dalla Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic), i corsi prenderanno il via in occasione del XXX congresso nazionale Siaaic, durante il quale saranno presentati i nuovi bollini blu. Ma cosa rappresenta questo marchio? Si tratta di un segno che, nello specifico, identifica i locali dove i soggetti allergici possono mangiare serenamente, senza correre pericoli. “L’esigenza di educare chi lavora nella ristorazione nasce dalla consapevolezza che i pazienti sono in continuo aumento”, spiega Giorgio Walter Canonica, presidente Siaaic. E continua: “Sono moltissime le forme di allergia al cibo che si stanno sempre più diffondendo: si stimano per esempio circa 5 milioni di allergici o intolleranti al nichel che manifestano sintomi sistemici o gastrointestinali dopo aver ingerito uno dei tanti alimenti che contengono il metallo, ma anche circa 100mila persone, in continuo incremento, che non tollerano uno o più delle migliaia di additivi alimentari che si possono incontrare nei cibi“. Con i corsi specifici, i ristoratori impareranno così a gestire le varie esigenze della clientela: “Alleneremo il personale di ristoranti ed esercizi alimentari a riconoscere le manifestazioni cliniche di allergia alimentare, soprattutto nelle forme più gravi, spiegando che cosa sia necessario fare per intervenire nel modo più corretto”, aggiunge Mario Di Gioacchino, vicepresidente della società. Lo scopo? “Far sì che i ristoratori non commettano errori e possano consigliare i piatti più adatti a ciascun cliente, per esempio non servendo pietanze che contengono cibi a cui l’avventore non è direttamente allergico ma che possono scatenare reazioni a causa di allergie crociate“.

a cura di Michela Becchi

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