Controllo diretto su tutta la filiera, autosufficienza energetica, ristorante, fattoria didattica, progetti attenti all'uomo e alla natura. È la storia dell'azienda Trionfi Honorati e del suo Caseificio Piandelmedico. Non solo formaggi nella Vallesina. Una bella storia imprenditoriale e di territorio dalle Marche.
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Tutto comincia alle soglie della guerra. Siamo a Jesi (Ancona), nel cuore della Vallesina. È il 1939, quando il marchese Antonio Trionfi Honorati decide di costruire una stalla dove allevare 30 vacche di razza frisona per ricavarne latte. Sono questi gli anni degli ultimi rintocchi per la cultura contadina tradizionale, retta sulle abilità artigiane e sulle filiere corte per necessità: così il latte crudo, appena munto, viene raffreddato a 4°, imbottigliato manualmente e distribuito, porta a porta, nella città. Con il dopoguerra, mentre l’Italia agricola cambia volto ai ritmi scaltri dettati dall’industrializzazione, in azienda arrivano le macchine e i primi avveniristici impianti per la mungitura. È il punto di partenza per una riqualificazione che culmina nel 1966, anno in cui Giuseppe, figlio di Antonio, fonda lo stabilimento TreValli, una delle prime e più importanti centrali del latte marchigiane. Per il ritorno al prodotto fresco e genuino, bisogna attendere l’avvento della terza generazione nelle persone di Antonio e Giulia Trionfi Honorati, figli di Giuseppe, che rispondendo al richiamo della propria terra, lasciano l’uno la professione di architetto a Roma e l’altra la gestione di pub a Londra per tornare a casa, a Jesi, e dar vita a un nuovo, coraggioso progetto. Un’azienda agricola a tutto tondo che, in pochi anni, è diventato un piccolo universo virtuoso, in cui il principio dell’autosufficienza funge da intelaiatura perfetta per i concetti più all’avanguardia della cultura agroalimentare: km zero, tracciabilità, sicurezza del prodotto, rispetto per l’ambiente.
Il 2004 è l’anno di inaugurazione del Caseificio Piandelmedico, primo centro di trasformazione della materia prima, gestito da Giulia che così ne commenta la nascita: “Nostra madre, di origini meridionali, ci ha sempre detto che la mozzarella è buona solo se mangiata fresca, appena fatta”. Di qui l’idea di creare un tramite privilegiato dal produttore al consumatore. “Nel nostro caseificio produciamo e vendiamo più di 30 tipi di formaggi ottenuti esclusivamente con latte delle nostre vacche e delle nostre bufale. Sul nostro bancone non è ammesso neanche il parmigiano”. Formaggi freschi, semi-stagionati o stagionati tradizionali, ma anche prodotti di nuova invenzione come il blu di latte crudo di bufala, piccolo motivo di orgoglio per Giulia che nella sua attività ci mette mente, cuore e mani. “Uno dei punti forti del nostro lavoro” continua “è la genuinità del prodotto e soprattutto il controllo diretto su tutta la filiera”. Dei 200 ettari di terra, infatti, circa la metà sono coltivati a foraggio per l’allevamento (soia, mais, erba medica) rigorosamente OGM free. Ma di questo se ne occupa Antonio, l’altra complice metà dell’anima aziendale, responsabile dell’allevamento e della campagna, che interviene, fiero: “Sulle nostre terre, ospitiamo un ampio ventaglio di colture, da quelle più estensive come il foraggio e il grano kamut da cui ricaviamo pane e prodotti da forno, a quelle più di nicchia, buone e bellissime da vedere, come il cece nero e lo zafferano”. Poi, riferisce del suo progetto più ambizioso e dirompente: ricreare la filiera della canapa, pianta molto diffusa in Vallesina fino ai primi anni ’60. “Al momento, circa otto ettari di terra sono dedicati alla coltivazione della canapa che lavoriamo per la realizzazione di articoli cosmetici, come creme e saponi, e di prodotti alimentari come birra, formaggi e condimenti che proponiamo in vendita diretta e in degustazione. Sempre in un’ottica naturale e bio, per il futuro, ci piacerebbe adoperare la canapa anche per il settore tessile e della bioedilizia”. L’azienda Trionfi Honorati, in ogni caso, non è nuova per sensibilità alle tematiche ambientali e di ecosostenibilità, essendo stata protagonista di una vera e propria rivoluzione energetica che le è valso il premio Migliori Pratiche Bioenergy 2012. “Siamo una realtà autosufficiente sul piano energetico” spiegaGiulia“grazie a un sistema di pannelli fotovoltaici installati sui tetti dei nostri edifici e a un impianto a biogas in grado di riconvertire in energia scarti organici animali e vegetali, riusciamo a soddisfare il fabbisogno energetico aziendale e anche quello di circa 70 strutture adiacenti”.
Dalla terra alla tavola. È così che la logica della filiera corta si rivela compiuta. Nel 2011, infatti, presso quelle che un tempo erano le scuderie del casino di caccia dei marchesi Honorati, è stato inaugurato un ristorante, Il Casino del Marchese, dove i prodotti agricoli e caseari dell’azienda (carni e formaggi, ma anche pane, pizza, prodotti orticoli e mostarde preparate dalla mamma) vengono impiegati in ricette tradizionali, riviste con brio. “La valorizzazione del territorio è al centro di tutte le nostre attività” commenta Giulia: “da poco abbiamo avviato un agripub adiacente al ristorante, chiamato La Stalla, dov’è degustare le ‘stuzzicherie di casa’ accompagnandole a birre artigianali marchigiane e contemporaneamente partecipare a serate musicali ed eventi organizzati in collaborazione con le realtà culturali locali”.
L’azienda Trionfi Honorati si candida insomma a diventare un luogo del cuore, per consumatori consapevoli e per gourmet appassionati di tutte le età (alcune loro selezionate cose finiscono su grandi tavole, tipo quelle di Mauro Uliassi a Senigallia). Tra i tanti progetti realizzati, invero, c’è anche quello della Fattoria Didattica, tutto dedicato ai bambini: giochi interattivi, area pic nic, laboratori, visite allo Zoetto (una piccola combriccola di animali da cortile), all’insegna della riscoperta della campagna e delle sue tradizioni.
E infine c’è il caciobus. “È la nostra proposta di street food. Si tratta di un camioncino giallo, simpaticamente decorato che gira per le piazze e per i mercati di zona, proponendo pasti espressi e genuini preparati con i nostri prodotti che possono essere acquistati anche singolarmente” spiega Giulia che nel fare un piccolo bilancio, conclude, serena: “Le gente pur in tempo di crisi, sta reagendo bene. Spende un po’ di più ma mangia meglio, perché più cosciente”. Sui più piccoli, una lieve postilla: “presso la nostra fattoria, proponiamo un gioco chiamato l’Albero del Pollo. Lo sa perché? Molti bambini venivano da noi, credendo che i polli crescessero sugli alberi”. Sul piano della consapevolezza, dunque, c’è ancora molto da lavorare, ma l’importante è sempre crederci e, se è necessario, come insegna l’esempio di Antonio e Giulia, ricominciare.

Caseificio Piandelmedico | Jesi (An) | Via Piandelmedico, 101 | tel. 0731 208397 – 335.6393236 | http://www.trionfihonorati.it
Il Casino del Marchese | Jesi (An) | Via Piandelmedico, 109 | tel. 393.9073412 – 335.6393236

a cura di Daniela Dioguardi

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