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Tempi duri per i furbetti dell'extravergine. Da oggi entra in vigore il regolamento (n.9 del 14 gennaio 2013) che prevede controlli duri e obblighi precisi per la vendita del condimento più amato dagli italiani. Si chiama “normativa sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di ol

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iva vergini”, ma si può leggere “normativa salva olio”. Visto che, di fatto, si tratta proprio di salvare uno dei prodotti più rappresentativi del made in Italy, soggetto fino ad ora a troppi soprusi.

Ma quali sono le novità principali? Prima di tutto la dicitura in etichetta dove dovranno essere indicati il termine di 18 mesi dalla data dell’imbottigliamento, l’origine del prodotto con un carattere ben visibile di minimo 1,2 millimetri e il termine miscela nel caso di mescolanza con oli estratti in un altro Stato.

Dal punto di vista penale si inaspriscono le sanzioni: mettere in etichetta indicazioni fallaci o non veritiere che evocano una zona geografica non corrispondente all’effettiva diventa reato di contraffazione. E per i soggetti condannati è prevista l’interdizione per cinque anni, oltre alla pubblicazione della sentenza sui quotidiani nazionali. Non meno importante gli articoli che regolamentano la concorrenza sleale e stabiliscono dei limiti alle vendite sottocosto nei supermercati. “Le imprese olivicole italiane” commenta Massimo Gargano, presidente Unaprolper essere competitive hanno bisogno di recuperare il legame con il territorio e l’origine certa del prodotto. Un binomio indissolubile che non può essere confuso sullo scaffale con la logica del discount e del tre x due”.

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Per dare applicazione pratica alla normativa nel week-end scatterà su tutto il territorio nazionale l’operazione trasparenza, firmata Coldiretti: una task force sarà impegnata in veri e propri blitz per smascherare l’extravergine fasullo presente tra gli scaffali. L’obiettivo è verificare l’attendibilità delle etichette e raccogliere campioni di bottiglie di diverse dimensioni e fasce di prezzo da analizzare sia dal punto di vista chimico, sia organolettico. In caso di irregolarità scatterà subito la denuncia alle autorità di controllo. “Si tratta di porre fine a una pericolosa proliferazione di truffe e inganni” chiarisce Coldiretti “svelando il mistero delle tante anomalie di un mercato dove alcuni oli sono venduti a prezzi che non coprono neanche i costi di raccolta delle olive, ma che in etichetta che riportano la bandiera tricolore in bella evidenza”.

Loredana Sottile

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01/02/2013