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Se F. A. Bartholdi e Gustave Eiffel avessero dovuto progettare oggi la Statua della Libertà, forse al posto della fiaccola nella mano destra le avrebbero messo un ramo d'olivo. Non tanto per simboleggiare la Pace, oggi forse più necessaria di una Libertà ancora da conquistare degli Stati Uniti di fine '800, ma perché ormai la megalopoli che sorge lungo il fiume Hudson è diventata il principale centro mondiale dell’olio extravergine d’oliva di qualità.

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“I newyorkesi sono i consumatori di olio di oliva più attenti e competenti al mondo” dice Steven Jenkins, e c’è da credergli visto che è stato proprio lui a portare in città grandi oli provenienti da tutto il mondo attraverso Fairway Markets, la catena di supermercati gourmet fondata nel 1933 che ha svolto e continua a svolgere un ruolo fondamentale nell’educazione gastronomica dei newyorkesi.

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Jenkins lavora per Fairwais dagli anni ’80 come cheesemonger, grandissimo esperto di formaggi grazie ad anni di studio appassionato delle produzioni di Francia e Italia, ha iniziato a interessarsi anche di olio di oliva supportato da David Sneddon, uno dei soci di Fairway, con cui iniziarono a coltivare e lavorare in proprio le olive in Umbria.

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Oggi Fairway ha una selezione di oltre 100 oli – di cui una decina italiani – scelti da Jenkins e i suoi collaboratori anche grazie a frequenti viaggi tra gli oliveti di tutto il mondo.

Non sorprende dunque che proprio Fairway sia tra i principali sponsor e sostenitori del New York International Olive Oil Competition , il grande concorso internazionale di oli extravergine.

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Il NYIOOC si terrà appunto a New York dal 16 al 18 aprile 2013, con un ricco programma di incontri, degustazioni, workshop e cene gourmet grazie alla stretta collaborazione con l’International Culinary Center (nuova denominazione del glorioso French Culinary Institute) presieduto dallo chef italiano Cesare Casella, che ospiterà assaggi e incontri. Importante la presenza italiana anche nella prestigiosa giuria internazionale, guidata dal capo-panel Gino Celletti e in cui figurano anche la moglie Maria Santarelli, esperta assaggiatrice, il dr. Lorenzo Cerretani del dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Bologna e Michele Pastore dei NAS. Celletti, uno dei maggiori esperti mondiali di olio di oliva, assaggiatore e consulente di marketing per società come Pieralisi, autore del libro-guida Monocultivar Olive Oil e del relativo sito web www.monocultivaroliveoil.com, è in realtà parte integrante dell’intero progetto ideato da Curtis Cord, artefice del sito www.oliveoiltimes.com.

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Cord, un commerciante del settore della moda, inizia a occuparsi di extravergine nel 2009 con un blog personale, stimolato dagli assaggi fatti durante i frequenti viaggi in Europa. Resosi conto dell’importanza di questo alimento e della mancanza di informazione sull’argomento, nel 2010 lancia il suo Olive Oil Times, basato sui suoi racconti di produttori, qualche contributo da freelance appassionati sparsi per il mondo e con un design casalingo. In breve, il sito guadagna lettori e credibilità – e dopo qualche tempo anche i primi introiti pubblicitari che permettono una nuova veste grafica e tecnologie avanzate – grazie all’informazione accurata  e imparziale e allo stile fedele al giornalismo statunitense, basato sui fatti.

“Oggi” racconta “non c’è dubbio che Olive Oil Times sia la fonte di informazione sull’olio d’oliva più letta al mondo. Non ho interessi in alcun marchio di olio, non sono a favore dell’Europa piuttosto che del Nuovo Mondo. Il mio interesse è strettamente giornalistico, e tengo alla mia assoluta indipendenza e libertà. L’unica cosa di cui m’importa è che i lettori abbiano fiducia in quel che pubblichiamo”. Tra i temi spesso toccati da Olive Oil Times ci sono i concorsi olivicoli che si svolgono principalmente nei paesi produttori, che spesso danno a Cord la sensazione di non completa “libertà di valutazione”, vuoi per interessi o anche solo per favoritismi verso i padroni di casa. “L’ultima cosa di cui avevo bisogno” racconta Cord “era un altro progetto da seguire. Ma creare un concorso giusto, veramente internazionale e ‘definitivo’ era qualcosa che sentivo di dover fare. E c’era solo un posto dove un simile concorso si potesse svolgere: a New York”. Un’idea su cui rimuginava da tempo, e che trova lo stimolo definitivo nell’incontro con Celletti avvenuto lo scorso anno in Italia, in un piccolo e suggestivo borgo molisano in occasione di Extrascape, il primo concorso internazionale dedicato all’extravergine e al paesaggio in cui nasce. Cord e Celletti si intendono alla perfezione, animati dallo stesso rigore e dalla stessa passione per l’extravergine e per le verità, anche quelle scomode.

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“Sarà un concorso diverso da tutti gli altri” spiega Celletti “perché abbiamo deciso di differenziare gli oli dell’emisfero nord e quelli dell’emisfero sud. È uno dei più grossi limiti dei concorsi internazionali, perché trattandosi di oli che provengono da olive raccolte in periodi diversi dell’anno non possono essere valutati nelle stesse categorie”. Ecco quindi le 24 categorie di premi, ognuna con una medaglia d’oro e una d’argento, a cui si aggiungono i “best in show” per le 4 macrocategorie relative al biologico e convenzionale e ai due emisferi. Per i premiati, oltre a medaglie e onori, anche l’inserimento nella selezione di Fairway in appositi espositori dedicati al concorso. A garantire l’imparzialità di giudizio, una giuria internazionale – Spagna, Giappone, Italia, Turchia, USA, Tunisia, Croazia e Grecia – che valuterà gli oltre 600 oli provenienti da 25 Paesi, cifra record. Mentre ad arricchire il già sostanzioso programma di incontri e dimostrazioni ci saranno anche i menu dedicati all’extravergine proposti dai ristoranti che aderiscono all’iniziativa, a cominciare da L’Ecole www.lecolenyc.com, il ristorante gourmet dell’International Culinary Institute.

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E mentre per l’anno prossimo già si parla di un’edizione ampliata allo status di Festival, New York si avvia a diventare nell’immaginario collettivo La Grande Oliva.

05/04/2013