“Non sei stato a Venezia se non sei stato a Harry’s Bar”, si dice. Perché nel locale di Cipriani è passato il mondo intero: da Hemingway a Capote, da de Chirico alla Callas, da Orson Welles a Naomi Campbell. Tutto questo è raccontato nel film di Carlotta Cerquetti, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

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Il film

Non sei stato a Venezia se non sei stato a Harry’s Bar”, dicono alcuni dei clienti più affezionati. Perché l’Harry’s è diventato negli anni un punto di riferimento tanto importante per la città?

Da questa domanda nasce il nuovo docufilm di Carlotta Cerquetti, appassionata di mestieri e delle persone che li fanno. Perché prima del patron dell’Harry’s Bar la regista ha indagato la vita e le avventure di un tabaccaio di Agerola. Stavolta è diverso, non solo perché l’Harry’s è un posto leggendario, entrato nell’immaginario di tutto il mondo, ma perché il suo è uno sguardo dall’interno, da chi, quel posto, lo conosce bene. Lei è la nipote di Arrigo Cipriani, attuale proprietario e figlio di Giuseppe, che nel 1931 ha creato a uno dei locali più conosciuti al mondo, grazie alla munifica gratitudine dell’americano Harry Pickering, da cui deriva il nome del locale. Che ha ispirato, poi, il nome di Arrigo (“Sono l’unico uomo al mondo che porta il nome di un bar” dice). L’Harry’s ha tenuto a battesimo cocktail, piatti, ma anche amori da sogno e liti colossali del jet set di tutti i tempi. Grandi scrittori, pittori straordinari, divi e divine di Hollwood, capi di stato, re, regine (memorabile l’aneddoto delle comparse ingaggiate per la Regina Elisabetta, dato che per questioni di sicurezza l’Harry’s non poteva essere aperto al pubblico), imprenditori, supermodelle, e via così, tra personaggi famosi e famosissimi che sono passati nella “Stanza”, come la chiama Arrigo, narratore principale del film.

 

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Il locale e i piatti

Dire l’Harry’s Bar significa dire piatti e drink entrati nei menu di tutto il mondo, come il carpaccio, il piatto di carne cruda dedicato all’omonimo pittore creato nel 1950, oppure – due anni prima – il bellini, il long drink a base di prosecco e polpa di pesca, così battezzato perché nei colori ricordava i cromatismi del pittore veneziano Giovanni Bellini. Poi ci sono stati i tagliolini gratinati, e altre pietanze simbolo di un certo stile d’accoglienza reso famoso in tutto il mondo dai personaggi celebri che lo hanno frequentato e raccontato. Pochi anni dopo, nel 1935, al primo locale si è aggiunto un secondo, la Locanda Cipriani nell’Isola di Torcello, anch’essa meta ambita di personaggi del bel mondo. Ci sono stati poi l’Hotel Cipriani e il Villa Cipriani, due elegantissime strutture alberghiere create con Lord Iveagh, proprietario della famosa fabbrica di birra Guinness. Oggi le due strutture non sono più della famiglia Cipriani, benché sia rimasto il nome del loro creatore. Cipriani è ormai un impero, con locali, ristoranti e attività recettive da una parte all’altra dell’Oceano: New York, Miami, Hong Kong, Ibiza, Monte Carlo, Abu Dabhi, Bodrum, Mosca. Ma non finisce qui. Quelli che ormai sono un marchio di fabbrica, nel tempo sono diventati un marchio vero e proprio: i tagliolini e altri formati di pasta all’uovo, la passata, il pesto, e i dolci da forno sono ormai in vendita in tutto il mondo nella linea Cipriani Food.

 

Ora il locale, monumento nazionale dal 2001, è al centro dell’ultimo lavoro di Carlotta Cerquetti, in cui la storia dell’Harry’s si mescola a quella della città, in un racconto a più voci e filmati d’epoca presentato come evento speciale nelle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema. Di Venezia, ovviamente.

Volete vedere alcune scene del film? 

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Clccate qui 

Harry’s Bar | Venezia | 30124 San Marco| Calle Vallaresso, 1323 | tel. 041 528 5777 | www.harrysbarvenezia.com

 

a cura di Antonella De Santis