Il governo Letta abolisce l'Imu anche su terreni e fabbricati rurali. Soddisfatte le organizzazioni di settore e il ministro De Gerolamo. Il prossimo passo? Affrontare l’applicazione della riforma della politica agricola comune.
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Tira un sospiro di sollievo l’agricoltura italiana dopo la decisione del governo Letta di abolire l’Imu su terreni e fabbricati rurali. Una tassa che nel 2012 aveva garantito all’Erario un gettito di 692 milioni di euro, di cui 628 per i terreni e 64 per i fabbricati strumentali. Secondo i dati Mipaaf, l’Imu agricola è stata pagata da circa 3 milioni di contribuenti, di cui 600mila aziende agricole. Per il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, la decisione del Consiglio dei ministri “è un riconoscimento concreto dell’importanza del settore e la sua centralità per l’economia italiana. L’Imu agricola” sottolinea la titolare del dicastero di Via XX Settembre “è stata una tassa doppiamente ingiusta che ha colpito terreni e fabbricati, strumenti di lavoro indispensabili”.
Soddisfatte le organizzazioni agricole, che hanno riconosciuto al ministro De Girolamo il rispetto degli impegni presi a inizio mandato. Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta aziende e cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (Agci-Agrital, Fedagri e Legacoop agroalimentare), guarda ai prossimi impegni del governo che sarà impegnato a una revisione complessiva della tassazione immobiliare nel quadro della Legge di stabilità: “Dal confronto necessario il settore” si fa notare “si attende una linea coerente di valutazione delle proprie possibilità impositive per non ripercorrere quanto accaduto con Imu e Ici che sono state fonte di forte sperequazione per la tassazione dei terreni agricoli”.
La Coldiretti rileva i vantaggi della decisione del Cdm per le giovani imprese: “L’abolizione dell’Imu spinge l’occupazione in agricoltura, dove uno dei principali ostacoli è proprio la disponibilità di terreni e fabbricati rurali colpiti ingiustamente dalla tassa”, dice il delegato dei giovani Coldiretti, Vittorio Sangiorgio. Per l’organizzazione degli imprenditori agricoli guidata da Sergio Marini, questo intervento sul piano fiscale “contribuisce ad aumentare l’efficacia del piano di dismissioni dei terreni pubblici a favore dei giovani agricoltori il cui iter ci auguriamo possa essere completato a breve”.
La cancellazione dell’Imu agricola non deve creare illusioni. A ricordare quali saranno i prossimi fondamentali impegni del governo italiano è il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Ue, Paolo De Castro: “È un passo importante per dare respiro alle imprese ma ora sarà necessario affrontare i nodi dell’applicazione della riforma della politica agricola comune”.

a cura di Gianluca Atzeni