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La celebre frase “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” di Jean Anthelme Brillat-Savarin risulterebbe antiquata, avulsa da determinate dinamiche sociali se accostata al recente sondaggio portato avanti da Birra Moretti. Ed ecco che di fronte

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ad un nuovo orizzonte culturale dove il cibo è raffrontato a moderne consuetudini alimentari sorge spontaneo formulare una citazione più innovativa: “dimmi cosa bevi e ti racconterò chi sei”. Si delinea così l’identikit del Beer Lover e degli usi e costumi della popolazione italiana.

 

L’indagine, condotta dalla sociologa dell’alimentazione Marilena Colussi, è stata promossa dall’Osservatorio Birra Moretti, ente che già da tempo porta avanti diverse ricerche. Retaggi di studi come “Italiani? Sinceri, ma non troppo” del 2007 e “Italiani a Raggi Eat” del 2010 palesano l’interesse che esiste nel voler esplorare le abitudini degli Italiani a tavola.

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La ricerca, presentata presso la Città del gusto di Roma del Gambero Rosso, ha coinvolto nel mese di marzo mille cittadini maggiorenni, individuati tramite TelePanel C.R.A. La popolazione analizzata è stata comparata con quella britannica al fine di trovare unioni e dissapori con chi ha alle spalle una lunga storia di consumo e produzione birraia. Analizzando passo dopo passo varie sono le curiosità emerse dall’analisi sociale. Partiamo dalla colazione, gli Italiani non rinuncerebbero mai a questa prima fonte di energia. Gli inglesi risultano invece i campioni dello snack after breakfast, after dinner, nonché amanti del night food. Durante la settimana il 78% degli Italiani preferisce pranzare a casa. Tra i lavoratori c’è poi chi consuma il pasto in ufficio, magari condividendolo con il collega. Solidali in questo caso appaiono soprattutto i Milanesi, mentre i Romani si presentano più riservati. Ma molte altre sono le convinzioni che la ricerca è pronta a smontare.

 

Alla domanda quanto siete pronti ad invitare amici e parenti a pranzo o a cena solo l’11% degli Italiani ha ammesso che spesso è disposto ad improvvisare occasioni conviviali. I britannici risultano più propositivi, sebbene abbiano bisogno di più tempo per organizzare una cena con i fiocchi. Altro dato peculiare, distruttore di stereotipi tra Nord e Sud riguarda l’ospitalità. Il 16% dei Milanesi ama trascorrere serate casalinghe in compagnia contro il 9% dei Romani. E poi si giunge al quesito dei temi trattati a tavola.

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Al primo posto tra gli Europei è il cibo, segue per gli Italiani l’argomento lavoro per cause implicite dovute alla crisi, mentre al terzo posto è presente la preoccupazione figli, precedente al tema vacanze. Gli Inglesi risultano invece più moderni nel discorrere affrontando argomenti tabù quali il sesso. Se da questo punto di vista la pudicizia ci caratterizza un elemento di vanto per gli abitanti del Bel Paese riguarda la spontaneità, la libertà di esprimere la propria opinione soprattutto in occasione amichevoli dove forte è l’esigenza di sganciarsi da determinati ruoli sociali. E spontaneità, sincerità, schiettezza, sono i valori a cui tendono i Beer Lover Italiani. Gli amanti della birra in Italia sono in crescita. Oggi se ne contano circa 4,7 milioni. Sono persone che nutrono nei confronti di questa bevanda una vera passione e grazie a ciò hanno costruito una serie di affetti e prerogative tendenti a migliorare la qualità della loro vita. Chi beve birra ama mangiare bene e sano e condividere il pasto con compagni o colleghi.

 

 

Beer Lovers equivale a Kitchen People, un connubio indissolubile per chi desidera ridere di gusto tra amici, sorseggiando la più antica bevanda del mondo. Questo è il recente ma non ultimo studio dell’Osservatorio Moretti.

 


Stefania Annese

17/05/2012