“Non c’è gusto”, ovvero come riconoscere la bontà di un ristorante prima di sedersi a tavola, sfuggendo per tempo alle fregature. È l'obbiettivo dichiarato di Gianni Mura nella sua ultima fatica letteraria.

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Ho attraversato paludi di spaghetti e risotti passati di cottura, combattuto con carni tigliose e osti non affidabili. Ho imparato che da tanti piccoli segnali si può valutare un ristorante. Da qui è nata l’idea di questo libro”. Come recita il titolo, nell’ultimo libro di Gianni Mura “non c’è gusto”. Non c’è gusto perché l’autore vuole insegnarci a riconoscere sin dal primo approccio la bontà di un ristorante, fuggendo dalle fregature ancora prima di usare il palato, che è eminentemente personale e che entra in ballo soltanto in un secondo momento, quando ci siamo già seduti a tavola. C’è dunque la volontà di erudire il lettore, rendendolo in qualche modo autonomo, cosciente e più consapevole.
Cento pagine scorrono via facilmente e Mura è capace di far sorridere e ripensare a momenti vissuti da tutti noi almeno una volta nella vita: si scaglia contro l’insalaticidio, quel modo barbaro di uccidere la lattuga lasciandola appassire sotto un trancio di carne o pesce caldo. E contro il carpaccio di ananas e quello di anguria. Contro il doppio turno, il servizio troppo lento e quello troppo veloce. I brutti quadri appesi alle pareti, i ristoratori che preferiscono il design alla comodità. E contro Tripadvisor, cioè contro la critica facilona imperante nel web, contro la mancanza di autorevolezza, che invece è ancora possibile trovare nella figura del critico responsabile, quello cioè che non si fa influenzare dal rapporto umano con lo chef e rispetta un’etica.
L’autore, con la scioltezza della sua scrittura, ci guida in un viaggio nel quale contrappunto intellettuale sono gli aneddoti spassosi e gli anagrammi. “Guida” diventa “giuda”, con un piglio velatamente polemico, “osteria” si trasforma in “è storia”. E è la storia, la sua personale, il mezzo per raccontarci qualcosa, ma c’è spazio anche per la Storia, quella con la s maiuscola, della gastronomia, raccontata in pillole attraverso personaggi come Veronelli, Brillat-Savarin, Loiseau.
Mi piacerebbe che il lettore diventasse guida di se stesso, miscelando tutte le informazioni che ha a disposizione. Molte, più di quante forse crede, può averne prima di sedersi a tavola. Questo libro non vuole essere né una guida né un decalogo, ma solo una serie di consigli disinteressati dopo mezzo secolo abbondante di mangiate e bevute girando l’Italia e il mondo”. L’intento è lodevole e complesso, ma Mura non riesce ad aderirvi pienamente, lasciandosi trasportare più che dall’intento pedagogico da quello irrefrenabile di raccontarsi, abbandonando il lettore in un confusionario flusso di consigli più o meno utili.

Non c’è gusto. Tutto quello che dovresti sapere prima di scegliere un ristorante | Gianni Mura | Minimum Fax | pag. 108 | prezzo: 13 euro

a cura di Silvia Monteferri

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