Ospitalità nei borghi

1 Dic 2011, 09:46 | a cura di Gambero Rosso
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Centinaia di gioielli italiani sparsi lungo il Belpaese. Ad accomunarli sono spesso un castello o una rocca. A differenziarli sono mille accezioni: dialetti, tradizioni artigianali, piatti tipici. Sono i Borghi d'Italia. Scrigni di meraviglie storico-artistiche e paesaggistiche ancora intatti. Microcosmi vivaci in grado di stupi

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re. Qui spesso il legame tra abitanti e territorio è saldo e antico. Il senso di appartenenza e di identificazione non è un concetto vano. Certo, c'è il problema dello spopolamento, dell'emigrazione per studio e per lavoro, dell'invecchiamento della popolazione. Ci sono comuni dove è difficile superare il centinaio di abitanti.  A quei borghi arroccati sui monti, il freddo e spesso la neve non risparmiano nulla. Le vie di comunicazioni sono a volte un ostacolo. Però che meraviglia quando si arriva!

 

La Campania dell'entroterra, ricca di conifere e corsi d'acqua, dell'aglianico di Taurasi, del torrone di San Marco dei Cavoti, delle ceramiche di San Lorenzello, dei Riti Settennali di Guardia Sanframondi. La Basilicata contesa tra mare e monti, quella delle pagine di Carlo Levi, delle Costituzioni del Regno volute da Federico II, della ricetta dell'Amaro Lucano. La dinamica Emilia Romagna che non abbandona il suo volto umano, con Busseto e la casa natale di Giuseppe Verdi, la saga di Don Camillo e Peppone  a Brescello, le vette innevate del Monte Cimone a Sestola. Le bellezze del Friuli Venezia Giulia: Cividale, inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, l'architettura di montagna di Erto e Casso, la Fiesta Tas Corts di Ravascletto, il prosciutto crudo di Sauris. L'odore del mare che sale lungo i pendii dei borghi in Liguria come ad Apricale o a Dolceacqua; Varese Ligure con i suoi primati da città ecosostenibile; il dolce amaro degli amaretti di Sassello.

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La più piccola regione d'Italia, il Molise, ancora tutta da scoprire. A Civitacampomarano sentirete parlare del concittadino Vincenzo Cuoco; a Oratino sentirete battere gli strumenti degli scalpellini, a San Polo Matese ascolterete la musica degli zampognari. L'altera Toscana chiusa tra le sue cento mura di cinta: andiamo a Suvereto a fotografare gli "spingitori di botti"; ad Aghiari a sentir raccontare ancora della battaglia; a Vinci sulle tracce di Leonardo; a farci una scorpacciata di castagne a Cutigliano.

Queste sono piccole suggestioni. Troverete molto di più sul numero di dicembre del Gambero Rosso.

 

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L. 135/01, art. 5: P.I. Ospitalità nei Borghi - azioni comuni

 

 

 

 

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