Continua la nostra indagine sui modi alternativi di somministrazione e fruizione del cibo: on the road, open air, walking and tasting. In parole povere? L'evoluzione gourmet a tutto design dei vecchi camion bar. È il momento di Pizza&Mortazza che a Roma fa il bis con una seconda Ape Operaia che conferma il boom dello street food.
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Ci siamo, la seconda apetta colorata di rosa-mortadella è in circolazione da qualche giorno per le strade di Roma. Una vittoria non da poco, se si considerano le difficoltà di operare in un settore chiuso come quello della ristorazione ambulante, soprattutto se si vuole fare qualità. Ne abbiamo parlato già in questi giorni, con le interviste a Marta Leonori, Assessore Roma Produttiva, e a Fabio Spada, anima insieme a Cristina Bowerman e Pierluigi Roscioli dell’Ape di Romeo, spin off mobile dell’omonimo locale del quartiere Prati. Incontriamo oggi uno degli ideatori di Pizza&Mortazza.
In principio, com’è sempre quando si parla d’amore e di cibo, fu l’odore del pane.“Una mattina di primavera, mentre mi aggiravo tranquillo per i vicoli del centro di Roma, a un tratto fui come rapito, attraversato da un profumo familiare, quello fragrante del pane appena sfornato. In men che non si dica, mi ritrovai davanti allora storico forno di Via dei Baullari. Quello con la mortadella formato gigante esposta in bella vista, per intenderci. La fila di avventori era la stessa che trovavo quando da ragazzo ci andavo con gli amici per uno spuntino, ma identico era soprattutto il motivo: il piacere impareggiabile di concedersi un trancio di pizza bianca romana farcito con la mortadella, mortazza per i romani”.

Così Adriano Antonioli, ideatore e socio del brand Pizza&Mortazza, racconta l’origine del progetto di street food capitolino, che nel giro di un solo anno ha conquistato piazze e palati di ogni età. “Il passo dalla percezione all’intuizione è stato breve”continua “il binomio pizza e mortazza è da sempre un caposaldo della gastronomia romana. Ma, negli ultimi tempi, con l’accelerazione dei ritmi di vita e il diffondersi di soluzioni gastronomiche sbrigative come i fast food, è diventato difficile procurarsi una merenda genuina, accessibile, ma soprattutto di qualità”. Veniamo allora all’idea. “Il nostro marchio ha il proposito di rilanciare lo street food nella sua accezione più autentica, ovvero inteso come preparazione, esposizione, vendita e consumo in strada di prodotti per lo più legati al territorio. Il tutto all’insegna della qualità, della tradizione e, perché no, della sostenibilità. Ogni giorno, la nostra graziosa e solerte Ape Operaia (un’ape Piaggio dipinta di rosa a pois bianchi, così come concepita dal noto fumettista italiano Marco Soldi) raggiunge svariati spazi urbani dove viene confezionato e distribuito il nostro prodotto”.Ovvero? “Pizza e mortazza, naturalmente! Nello specifico, pizza bianca romana, proveniente dall’ultima infornata – quella delle 11 – dei quattro/cinque forni attentamente selezionati per qualità e lavorazione artigianale, farcita di Mortadella di Bologna IGP, affettata finissima, a regola d’arte, e altrettanto garantita. Come varianti, abbiamo le versioni con salame o prosciutto crudo. Per rinfrescare il palato, bibite analcoliche e una piccola selezione di birre artigianali italiane”.

La vita di un ambulante trasmette spesso un ineludibile senso di libertà e leggerezza. È proprio così? “No, la normative sono stringenti e poi Roma è una città gremita di banconi con concessione a posto fisso, localizzati soprattutto nell’area del centro storico. Per fortuna la nostra è una licenza itinerante. Non aspettiamo il cliente, ma lo andiamo a servire, è questo il nostro slogan”. Ci spieghi meglio. “Il meccanismo è molto semplice: ogni giorno comunichiamo, attraverso il sito e i social network, le tappe della nostra Ape e i relativi orari. In questo modo la gente sa esattamente dove e quando trovarci”. A tal proposito, parliamo di feedback. “Abbiamo una clientela appassionata e in continua crescita. Ci capita sempre più spesso di ricevere chiamate per eventi e feste private on the road e, in quest’ultimo periodo, stiamo mettendo a punto accordi con aziende e facoltà universitarie che a turno, ma mai in modo esclusivo, andranno a usufruire del nostro servizio”. Insomma, le prospettive sembrano rosee. “Si tratta di un progetto appena nato, e le sue possibili applicazioni sono molteplici e in via di sviluppo. Intanto, da un mese, abbiamo messo su strada una seconda Ape”. Che è tutto dire.

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www.pizzaemortazza.it

a cura di Daniela Dioguardi