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Tra le riserve naturali più importanti della provincia romana, due delle ricchezze storico-archeologiche più famose del Lazio, Villa Adriana e Villa D’Este, paesaggi incontaminati e prelibatezze culinarie sono solo alcuni dei motivi per scoprire il fascino della Valle dell’Aniene. La Settimana del bello e d

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el buono vi invita alla scoperta delle bellezze storiche, delle meraviglie paesaggistiche e delle tradizioni enogastronomiche e culturali del territorio.

 

Nell’area della valle del fiume Aniene, opere di straordinario valore archeologico (come le Ville di Adriano a Tivoli, di Orazio a Licenza, di Nerone a Subiaco, di Traiano agli Altipiani di Arcinazzo); si intrecciano ad un ricco patrimonio ambientale, con le catene dei monti Lucretili e Simbruini e i relativi parchi regionali.

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Tivoli non ha bisogno di presentazioni. Città d’arte e Patrimonio Mo n d i a l e dell’Umanità,la Superba Tivoli, come la definì Virgilio, meriterebbe da sola un itinerario. E non solo per la fama e la bellezza delle sue ville – Adriana, d’Este e Gregoriana – ma per la sua storia ultramillenaria che ha lasciato preziose testimonianze del suo glorioso passato. Per la Settimana del Bello e del Buono molti ristoranti e aziende agricole propongono itinerari sfiziosi del gusto. Tra questi segnaliamo l’Osteria la Briciola, un piccolo ristorante che puo’ ospitare una trentina di coperti nell’accogliente saletta interna (ma c’è anche un piccolo privè e una bella terrazza) . Questo locale colpisce per la cura e l’accoglienza degli arredi prima di qualsiasi altra cosa. In tavola arrivano piatti semplici, leggeri, con ingredienti ben abbinati. Una vellutata di patate e porri per dare il benvenuto, poi, dei saporiti e profumati tagliolini con salsa alle erbe, parmigiano e pinoli, ben cotti e ben conditi. Una versione fantasiosa dei saltimbocca alla romana con senape e zucchine croccanti, prima di passare al dolce, un goloso cannolo cotto al forno con ricotta, cioccolato e marmellata di arance. Da bere una buona selezione di vini regionali, birre e, per la fine, distillati ben scelti.

 

A Castel Madama, invece, potete fare sosta all’Agriturismo “La Selva dei Risi”. Si trova sul dolce pendio di una collina tra campi coltivati ed uliveti. L’agriturismo, a conduzione familiare, offre la possibilità di pernottare, di seguire il percorso della fattoria didattica per conoscere da vicino gli animali qui allevati e di gustare i piatti preparati con i prodotti locali.

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Proseguendo per i dolci rilievi dei Monti Lucretili, vi suggiriamo di fare una sota a Vicovaro. Non perdete occasione di entrare in uno dei forni rimasti in paese ed ordinare la celebre pagnotta, di formarotonda o a “filone”, prodotta con farina di grano doppio zero, a doppia lievitazione e cotta rigorosamente nei forni a legna. 

Il viaggio può continuare attraverso la strada dei parchi dai Monti Simbruini, si sale fino a Cervara di Roma, si dirige verso Monte Livata e infine piega verso Subiaco e gli Altipiani di Arcinazzo. È un viaggio tra panorami di grande suggestione che spaziano tra vallate e picchi rocciosi, in un’ambiente in gran parte ancora incontaminato. Non a caso è questa un’area di grande richiamo per tantissimi fedeli devoti alla religiosità dei frati benedettini. Il senso di spiritualità legato a questi luoghi fece anche da cornice al romanzo “Il Santo” di Antonio Fogazzaro, ambientato a Jenne.

 

Per recuperare il sapere delle antiche tradizioni, vi suggeriamo una visita al curatissimo Museo della Civiltà Contadina ospitato nel Palazzo Baronale di Roviano, una sorta di archivio storico per tutto il territorio circostante. Di assoluto rilievo anche il Museo di Arte Moderna ad Anticoli Corrado, meta di svariati artisti, tra i quali Oskar Kokoschka, Felice Carena e Luigi Pirandello, in paese con il figlio Fausto, pittore. Volendo, fuori Arsoli, si può visitare anche l’antico borgo di Cervara simile ad “una scultura nel cielo, che al cielo volerebbe se l’aria la sostenesse” (Raphael Alberti). Il paese appare di una bellezza ed originalità multiformi, con le case costruite in modo da sembrare, specie di notte, un vero e proprio presepe.

 

Michela Di Carlo

17/11/2011

 

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