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Tra comunicati non totalmente attendibili e mugugni rassegnati dei produttori che hanno partecipato si chiude la rassegna girondina, in netto calo rispetto alle precedenti edizioni. E a qualcuno saltano i   nervi...


Le cifre ufficiali parlano di 47mila presenze, contro le oltre 50mila dell'edizione 2007, ma

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la flessione è stata assai più sostanziosa. Nella nostra visita non abbiamo trovato affollamento in nessun settore, molti stand deserti, corridoi insolitamente poco  frequentati. A questo aggiungete l’insolita facilità ad ottenere inviti presso gli Chateaux più prestigiosi, mentre i migliori ristoranti della città faticavano a riempire la sala.

C’è chi giura che il calo sia stato tra il 40 ed il 50%. Cifre probabilmente attendibili, dato che gli statunitensi erano davvero pochi, così come i tedeschi ed i giapponesi. Nord Europa, Brasile e Cina erano invece più presenti, come conferma anche l’organizzazione. Ma l’aria di crisi si sentiva, anche se le mostre d’arte, gli stand delle grandi firme della moda francese e le “isole benessere” cercavano di colmare i vuoti creati dagli espositori mancanti rispetto alle scorse edizioni, in particolare i produttori USA e quelli australiani. 

L’Italia è stata rappresentata da circa 150 aziende, gran parte delle quali, 87, raccolte sotto l’egida dell’Istituto del Commercio Estero, che ha organizzato un fitto calendario di incontri e degustazioni guidate. Molto peggio è andata ad una trentina di aziende italiane di prestigio che volevano organizzare uno spazio autonomo. Selezionate da Michel Bettane e Thierry Desseauve, note firme della critica enologica d’Oltralpe, le cantine, del calibro di Guerrieri Gonzaga, Serafini e Vidotto, Voerzio, Collemassari e Tasca d’Almerita, per   citarne solo alcune, si erano affidate alla Italassist di Parigi, la  società di Anna Serio, che da anni opera per la diffusione dei prodotti di pregio italiani sul mercato francese.

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L’idea era quella di riproporre Italissima, la rassegna che s’è tenuta con successo per alcune edizioni nel Pavillion du Louvre a Parigi. Vistasi negare uno  spazio adeguato all’interno della mostra, la Serio non s’è persa d’animo, ed ha organizzato la rassegna nei giardini del Novotel, che confina con Vinexpo. Ma qui sono cominciati i guai. I pallets con vino e cibo per la rassegna sono finiti “per errore” all’interno di Vinexpo dove sono stati di fatto sequestrati, stando alle  dichiarazioni della signora Serio. E quando li ha rintracciati nei magazzini di Vinexpo le è stato impedito di recuperarli, e lei e la figlia sono state fatte oggetto di minacce e addirittura di aggressione fisica. E’ stato solo l’arrivo della polizia a sbloccare 
i vini italiani.

Ma la rassegna nel Novotel ha avuto vita difficile  dato che di fatto è stato chiuso l’accesso da Vinexpo all’hotel, ed il personale della fiera ne negava l’esistenza o dava informazioni fasulle agli interessati.

Su questo e sugli episodi di violenza, ripresi nei giorni scorsi dalla stampa francese (Le Sud-Ouest) e internazionale (Decanter) sta facendo luce la magistratura francese.  

Raggiunta telefonicamente la signora Serio confermava tutto questo. E ci ha anticipato che in collaborazione con il Novotel organizzerà un’iniziativa ancora più importante nella prossima edizione di Vinexpo, la sedicesima, che si terrà nel 2011.

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di Marco Sabellico